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Qual è la differenza tra CBD e THC

5 Dicembre 2025 alle 10:50
Tempo di lettura: 11 min

differenza tra THC e CBD

In breve:

  • CBD: non psicoattivo, legale (con limitazioni dal 2025), effetti benefici senza 'sballo';
  • THC: psicoattivo, strettamente regolamentato, effetti terapeutici ma con alterazione mentale temporanea;
  • Il CBD riduce gli effetti negativi del THC quando vengono assunti insieme;
  • I rapporti CBD:THC (come 1:1, 1:15, ecc.) determinano il tipo di effetto terapeutico;       
  • La cannabis contiene oltre 100 cannabinoidi, tra cui anche CBG, CBC e CBN.

La legalizzazione della cannabis, entro certi limiti, e di molti prodotti da essa derivati ha portato alle stelle il suo commercio in tantissimi paesi del mondo, compresa l'Italia. Anche se la situazione normativa è cambiata nel 2025, come vedremo più avanti, sono sorti nuovi venditori, sia fisici che online, e i consumatori si stanno interessando sempre di più a questo prodotto naturale che sembra possedere tantissime proprietà curative.

I benefici della cannabis sono in realtà noti da migliaia di anni, da quando gli antichi utilizzavano la pianta per curare diverse malattie. Gli scienziati, studiandola a fondo, si sono resi conto del fatto che è composta da più di 100 cannabinoidi diversi, ognuno con specifiche proprietà. I due più studiati sono il CBD e il THC, ma ne esistono molti altri interessanti come il CBG, il CBC e il CBN.

 CBD e THC hanno la stessa formula molecolare (C₂₁H₃₀O₂) ma una struttura tridimensionale diversa. Questa piccola differenza strutturale spiega perché i loro effetti sul corpo sono completamente diversi.

Il CBD, o cannabidiolo, è il principale cannabinoide non psicoattivo. È la sostanza chimica che possiede più proprietà benefiche e terapeutiche, come vedremo a breve. La sua particolarità, in base a quanto è stato studiato dagli scienziati, è di essere potenzialmente benefica per l'organismo umano senza essere psicoattiva, quindi senza dare la sensazione di sballo.

Da dove deriva l'effetto psicoattivo che ha reso la marijuana così dibattuta nel mondo? Dal THC, o delta-9-tetraidrocannabinolo. Questo principio attivo ha anch'esso proprietà benefiche ma provoca il classico effetto di sballo. Il THC stimola il rilascio di dopamina nel cervello, creando quella sensazione di euforia e benessere, mentre il CBD non da questo effetto. Questa caratteristica rappresenta la principale differenza tra CBD e THC e lo ha reso illegale nel mondo sopra una certa percentuale.

Ora vediamo in modo approfondito in cosa consiste la differenza tra CBD e THC.

Come funzionano CBD e THC? Sguardo al sistema endocannabinoide

Per capire davvero la differenza tra CBD e THC, dobbiamo prima conoscere il sistema endocannabinoide.

Si tratta di una rete di recettori presente in tutto il nostro corpo. Aiuta a mantenere l'equilibrio (omeostasi) dell'organismo. Regola molte funzioni quali il sonno, l'appetito, l'umore, la percezione del dolore, la memoria e molto altro.

I 2 principali tipi di recettori cannabinoidi sono:

  • Recettori CB1: concentrati nel sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale). Influenzano memoria, movimento, coordinazione e percezione del dolore;
  • Recettori CB2: distribuiti nel sistema immunitario e negli organi periferici. Regolano l'infiammazione e le risposte immunitarie.

 La differenza più importante tra CBD e THC:

  • Il THC si lega principalmente ai recettori CB1 del cervello, ecco perché ha effetti sulla mente e crea quella sensazione di 'sballo';
  • Il CBD invece agisce soprattutto sui recettori CB2 e modula l'azione del THC sui CB1, riducendone gli effetti psicoattivi. In pratica, il CBD 'blocca' parzialmente i recettori CB1, impedendo al THC di legarsi completamente e attenuando così l'effetto di alterazione mentale.

 Il corpo umano produce già di per sé gli endocannabinoidi, ossia dei neurotrasmettitori che hanno una composizione simile a quella dei cannabinoidi presenti all'interno della pianta di canapa. Tuttavia, può capitare che il corpo non ne produca abbastanza affinché i processi fisiologici si svolgano correttamente e quindi i cannabinoidi della pianta possono aiutare a riequilibrare l'organismo.

Quali sono le proprietà del CBD?

Abbiamo già accennato a cos’è il CBD, perciò ora ci soffermeremo sulle proprietà del cannabidiolo che stanno diventando sempre più famose in tutto il mondo. La legge, infatti, limita la percentuale di THC presente all’interno dei prodotti commerciabili, ma non quella di CBD (Aggiornamento 2025: la situazione è cambiata, vedi sezione sulla normativa).

In particolare, la proprietà più conosciuta del CBD è quella antidolorifica. Il sistema endocannabinoide regola, tra le altre cose, anche la percezione del dolore. Sono stati effettuati numerosi studi sulla correlazione tra CBD e cura del dolore e gli scienziati hanno dimostrato che ha le giuste proprietà per combattere anche quello cronico che deriva, ad esempio, da artrite reumatoide.

Il corpo umano produce già di per sé gli endocannabinoidi, ossia dei neurotrasmettitori che hanno una composizione simile a quella dei cannabinoidi presenti all’interno della pianta di canapa. Tuttavia, può capitare che il corpo non ne produca abbastanza affinché i processi fisiologici si svolgano correttamente e quindi il CBD, legandosi ai recettori CB2 ha la capacità di riequilibrare l’organismo.

Una seconda grande proprietà è quella antinfiammatoria, è in grado di  contrastare sia abrasioni che malattie della pelle più complesse come la psoriasi o l’acne.

Una grande proprietà del CBD è quella di ridurre la depressione, l’ansia e lo stress che normalmente richiedono per il loro trattamento l’uso di farmaci anche molto pesanti per l’organismo. Oltre a lavorare sull’umore, contrasta anche i principali sintomi di queste malattie quali insonnia, mal di testa, mancanza d’appetito e disfunzioni sessuali.

Proseguendo, il CBD ha tantissime altre proprietà utili come quelle anticonvulsivanti, neuroprotettive, antiossidanti, antipsicotiche e persino antitumorali.

Infine, sono talmente accentuate le sue proprietà che oggi il CBD viene consigliato persino in veterinaria per il trattamento degli animali. Sono aumentate esponenzialmente sia le ricerche scientifiche in questo campo sia progetti attivi, soprattutto nell’ultimo decennio.

Quali sono le proprietà del THC?

All’inizio abbiamo inquadrato cos’è il THC e qual è la principale differenza tra CBD e THC. Infatti, per quanto riguarda le proprietà, i due principi attivi non sono poi tanto diversi tra loro.

Il primo cannabinoide ad essere stato scoperto nel 1940 fu il CBD, tuttavia quando due anni dopo fu isolato anche il THC, quest’ultimo si rivelò come il più potente tra i due. Inizialmente le prime ricerche scientifiche non avevano abbastanza elementi a disposizione per capire quale fosse realmente la sostanza responsabile di determinati effetti.

Non è comunque passato molto tempo prima di capire che il THC era la causa dell’effetto psicoattivo. Nonostante questo, resta il cannabinoide più potente ed è il motivo per cui, anche in Italia, è permesso l’uso di prodotti ad alta concentrazione di THC per scopi medici. Stiamo parlando della cannabis terapeutica.

differenza tra THC e CBD

In questi farmaci, acquistabili solo in farmacia dietro prescrizione medica, il THC può raggiungere anche il 20%. Possono essere utilizzati nel trattamento della sclerosi multipla, del morbo di Crohn o colite ulcerosa, dell’epilessia, del morbo di Parkinson, della fibromialgia e nella terapia del dolore. In Italia la varietà più prescritta è la FM-2 (con THC 5-8% e CBD 7,5-12%), prodotta dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze. Vengono anche importate varietà olandesi quali Bedrocan, Bediol e Bedica. In generale, per tutte le malattie nella cura delle quali i farmaci tradizionali non hanno dato riscontri positivi convincendo il medico curante a provare la strada della cannabis come terapia alternativa.

Se ti stai chiedendo a cosa serve il THC, la risposta è a curare malattie estremamente gravi avendo anch’esso proprietà simili a quelle del CBD. La differenza tra CBD e THC è che il secondo si lega con i recettori CB1 del sistema endocannabinoide, alterando momentaneamente le facoltà mentali.

Quali sono i pro e i contro del CBD?

Abbiamo visto che le proprietà benefiche di CBD e THC si assomigliano molto perché possono entrambi offrire un sollievo nella cura delle medesime patologie o disturbi. Recentemente sono stati effettuati molti più studi sul CBD rispetto al THC, essendo preferibile sperimentare cure che non diano effetti psicoattivi ai pazienti.

Ricapitoliamo che effetti ha il CBD, ossia quali condizioni secondo la scienza è in grado di curare grazie alle sue proprietà:

  • Dolore, anche cronico;
  • Infiammazione;
  • Psoriasi;
  • Acne;
  • Diabete;
  • Convulsioni;
  • Depressione, ansia e stress;
  • Emicrania;
  • Psicosi;
  • Nausea e vomito;
  • Insonnia;
  • Mancanza d’appetito;
  • Abuso di sostanze.

La vera domanda a questo punto è: il CBD ha solo proprietà benefiche per l’organismo o la ricerca ha rilevato anche degli effetti collaterali?

In linea generale, il CBD sembra essere tollerato molto bene dal corpo umano e, nei rari casi in cui si sono presentate delle controindicazioni, queste sono state di lieve entità. Vediamo insieme cos’è emerso dagli studi:

  • Sonnolenza eccessiva;
  • Cambiamento nell’appetito e nel peso;
  • Affaticamento;
  • Vertigini;
  • Diarrea.

In realtà, la maggior parte delle volte in cui si sono verificati effetti collaterali durante gli studi è stata per interazione con altri farmaci. Questo è il motivo per cui, prima di iniziare un qualsiasi trattamento con il CBD, ti consigliamo di rivolgerti al tuo medico di fiducia che ti ha in cura. Il consiglio è ancor più importante se soffri di qualcuna delle patologie elencate e stai prendendo dei farmaci specifici.  

L’importante è il fatto che il CBD, come d’altronde anche il THC, non sia fatale nemmeno se assunto in grandi dosi.

Quali sono i pro e i contro del THC?

La differenza tra CBD e THC anche questa volta è particolarmente sottile. Ripetiamo che il THC è quasi sempre presente in bassa percentuale anche nei prodotti acquistabili dal pubblico, mentre lo si trova in elevata quantità solo nei farmaci a base di cannabis terapeutica.

Sintetizzando, possiamo dire che il THC viene utilizzato nella cura di:

  • Dolore cronico;
  • Insonnia grave;
  • Ansia e depressione;
  • Nausea e vomito da chemioterapia o radioterapia;
  • Anoressia;
  • AIDS;
  • Sclerosi multipla;
  • Spasticità muscolare;
  • Glaucoma;
  • Lesioni al midollo spinale;
  • Sindrome di Gilles de la Tourette;
  • Terapia del dolore;
  • Cure palliative.

Il Ministero della Salute dà delle indicazioni riguardo alle malattie per cui è permesso di ricorrere alla cannabis terapeutica, ma ricordiamo sempre che l’ultima parola spetta al medico curante.

Ora passiamo ad analizzare quali sono i principali effetti collaterali. Ricordiamo che anch’esso non provoca controindicazioni gravi e non è mortale nemmeno se assunto in grande quantità. Abbiamo inoltre già accennato al principale effetto collaterale che è poi anche la differenza tra il CBD e il THC: l’effetto psicoattivo.

Anche se nel mondo sono molti a fumare illegalmente marijuana – la pianta con un’alta concentrazione di THC – chi decide di fare ricorso a queste sostanze per la cura di un disturbo o di una malattia non vuole perdere le proprie facoltà mentali, anche se temporaneamente.

Vediamo quali sono le principali controindicazioni:

  • Ansia;
  • Problemi di coordinazione;
  • Difficoltà di reazione;
  • Aumento della frequenza cardiaca;
  • Occhi rossi;
  • Bocca asciutta;
  • Perdita della memoria.

Inoltre, secondo i ricercatori, un uso prolungato di elevate quantità di THC può portare dei danni psichici anche duraturi, soprattutto per quanto riguarda gli adolescenti il cui cervello è ancora in fase di sviluppo.

I rapporti CBD:THC nella terapia

In ambiente di cannabis terapeutica, spesso si sente parlare di 'rapporti' o 'ratio' tra CBD e THC.

Ma cosa significa?

Semplicemente, indica quanta parte di CBD c'è rispetto al THC. Un rapporto 1:1 significa parti uguali, un rapporto 2:1 significa il doppio di CBD rispetto al THC e così via. Questo rapporto cambia completamente gli effetti:

  • Solo THC: effetto terapeutico ma anche effetto 'sballo'. Alcuni lo trovano troppo intenso;
  • 1:2 (più THC): ancora effetto psicoattivo ma più gestibile, meno ansia;
  • 1:1 (equilibrato): il più prescritto. Effetto psicoattivo minimo ma benefici di entrambi. Ottimo per sclerosi multipla, fibromialgia, dolore cronico;
  • 2:1 (più CBD): quasi nessun effetto mentale. Per chi vuole restare lucido;
  • Solo CBD (20:1 o più): zero effetto psicoattivo. Usato soprattutto per epilessia e ansia.

Non esiste un rapporto perfetto per tutti - ognuno reagisce diversamente.

Perché funziona la combinazione tra CBD e THC?

La pianta di cannabis contiene più di un centinaio di cannabinoidi, oltre a tante altre sostanze. Gli scienziati si sono ovviamente occupati di verificare quali effetti producono sia singolarmente sia interagendo tra loro.

È stato infatti dimostrato che l’assunzione di CBD e THC, i quali lavorano già in sinergia in natura all’interno della pianta, si rivelerebbe più efficace rispetto alla loro assunzione separata. E c’è di più, le loro proprietà vengono amplificate se unite alle altre sostanze contenute all’interno della pianta.

Questo particolare fenomeno si chiama effetto entourage ed è la teoria secondo cui i composti della cannabis lavorano in modo molto maggiore quando sono insieme rispetto a quando sono separati.

Ciò avviene, ad esempio, all’interno dell’olio di CBD. Nella sua forma full spectrum, contiene minerali, vitamine, proteine, fibre, terpeni, grassi essenziali, flavonoidi e altri cannabinoidi. È una miscela altamente potente perché tutte queste sostanze lavorano all’unisono portando molti più benefici di quanto non farebbero se prese singolarmente.

Ancor più interessante è stato il risultato di uno studio pubblicato sul Journal of Psychopharmacology dal quale è emerso che il CBD, se assunto insieme al THC, è in grado di contrastare gli effetti psicoattivi causati dal secondo. Nei volontari che hanno preso parte allo studio non solo sono stati riscontrati gli effetti benefici dei due cannabinoidi, ma il CBD ha lavorato come una sorta di “antidoto” eliminando lo spiacevole stordimento mentale.

E non solo, il CBD riduce anche gli altri effetti collaterali che possono essere causati dal THC come l’aumento della frequenza cardiaca e l’ansia, permettendo di beneficiare solo delle proprietà positive.

Gli altri cannabinoidi: CBG, CBC e CBN

CBD e THC sono i più famosi, ma la cannabis ne contiene altri che stanno attirando l'attenzione dei ricercatori:

CBG (cannabigerolo)

Chiamato 'cannabinoide madre' perché è quello da cui nascono tutti gli altri. Durante la crescita, il CBG si trasforma in THC, CBD e altri cannabinoidi. Per questo nella pianta matura ce n'è pochissimo (meno dell'1%). Non è psicoattivo e sembra avere proprietà antibatteriche, neuroprotettive e utili per il glaucoma.

CBC (cannabicromene)

Ha forti proprietà antinfiammatorie e sembra avere effetti antidepressivi. Il suo punto forte? Potenzia l'azione degli altri cannabinoidi - un vero 'jolly' nell'effetto entourage.

CBN (cannabinolo)

Si forma quando il THC invecchia. Il suo effetto principale? Sedativo. Per questo viene studiato soprattutto per l'insonnia. La cannabis 'vecchia' probabilmente contiene più CBN del normale.

La ricerca su questi cannabinoidi è ancora agli inizi, ma i risultati preliminari sono promettenti. Alcune aziende stanno già sviluppando varietà di cannabis arricchite in CBG o CBC per usi terapeutici specifici.

Cosa dice la legge italiana nel 2026

ATTENZIONE: Nell'aprile 2025 sono cambiate molte cose. Il Decreto Sicurezza ha cambiato tutto per quanto riguarda la cannabis light in Italia.

Com'era prima (fino al 12 aprile 2025)

La legge 242 del 2016 permetteva di coltivare e vendere cannabis con THC sotto lo 0,2% (con tolleranza fino allo 0,6%). I prodotti con THC sotto lo 0,5% potevano essere comprati legalmente, anche se in una zona grigia perché la legge non parlava chiaramente del consumo degli stessi.

Cosa è cambiato?

Il 12 aprile 2025 entra in vigore il Decreto Sicurezza del governo Meloni che vieterebbe:

  • Le infiorescenze di cannabis (anche con THC bassissimo) per produzione e commercio;
  • Oli, estratti e resine ricavati dalle infiorescenze;

Il possesso per uso personale? Questo cambio normativo non incide sul consumatore.

Cosa resta legale?

  • Cannabis terapeutica su ricetta (completamente fuori dal decreto). Varietà FM-2, Bedrocan, Bediol, Bedica;
  • Prodotti al CBD da semi e steli (non da fiori);
  • Coltivazione di canapa per usi industriali (tessuti, alimentare con i semi, edilizia).

Le polemiche

Il decreto è contestatissimo. La Corte di Cassazione ha evidenziato possibili problemi di costituzionalità. La Corte di Giustizia Europea aveva già detto nel 2020 che il CBD non può e non deve essere considerato uno stupefacente. Il governo non ha nemmeno notificato il decreto all'UE come doveva. Risultato? La legge è inapplicabile perché incostituzionale e in contrasto con il diritto europeo, oltre a punire con sanzioni previste per le sostanze stupefacenti prodotti non stupefacenti per definizione. La canapa industriale è sempre priva di efficacia drogante!

Ricapitolando

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Autore:

Il team di Crystalweed, esperti di cannabis light e prodotti con CBD.

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