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CBD: cos'è e come si assume

“CBD, cosa significa?”. Se è la prima volta che ti stai approcciando al mondo della canapa legale, sarai pieni di dubbi. È normale.

Parole nuove. Tecnicismi che non hai mai sentito prima. E una serie infinita di prodotti che ti sembrano tutti uguali. (E tra cui non sapresti scegliere).

Magari hai provato anche a fare qualche ricerca online, però non è andata come speravi. Hai chiuso il pc, senza risposte e con le mani tra i capelli. Forse con qualche domanda in più.  

Ed è per questo che nasce la nostra guida sul CBD. Pillole ordinate che ti sapranno guidare passo dopo passo alla scoperta della molecola più famosa del 21° secolo.

Da cos’è il CBD a come interagisce con il nostro organismo, le caratteristiche del CBD, il suo rapporto con il sistema endocannabinoide e i principali prodotti disponibili.

Il mio consiglio? Salva questa guida, stampala e conservala, potrebbe tornarti utile ogni qualvolta avrai dei dubbi. Qui ci sono tutte le risposte che stai cercando. Partiamo. 

CBD: cos'è e come si assume

Cos’è il CBD?

Tecnicamente, è uno degli oltre 60 cannabinoidi presenti nella pianta di cannabis. Concretamente, il CBD (o cannabidiolo) è uno dei principali cannabinoidi presenti nella Cannabis sativa L. ed è oggi al centro di numerosi studi scientifici per le sue possibili interazioni con l’organismo.
 
La sua scoperta “ufficiale” risale al 1940, ed è legata al chimico statunitense Roger Adams. Ma fu solo nel 1963 che Raphael Mechoulam, scienziato israeliano e considerato il padre delle terapie a base di cannabis, ha determinato la struttura chimica del CBD.
 
Il punto di forza è la sicurezza. Infatti, a differenza del THC, non ha effetti psicoattivi e non genera dipendenza.
 
Il CBD viene studiato per il suo profilo e per la sua interazione con il sistema endocannabinoide.
 
In particolare, attivando i recettori CB1 e CB2, il CBD può interagire con diversi meccanismi fisiologici coinvolti nell’equilibrio interno dell’organismo.

CBD: quali ambiti studia la ricerca?

Già nel 2737 a.C. l’imperatore cinese Shen Nung apprezzava le doti del CBD. Il CBD è oggetto di studi in diversi ambiti legati al sistema endocannabinoide e ai processi fisiologici dell’organismo. La ricerca sta analizzando il suo possibile ruolo in contesti come sonno, stress, percezione del dolore, nausea, pelle, sistema nervoso e benessere generale.

È importante però distinguere tra ricerca scientifica, uso medico autorizzato e prodotti commerciali a base di CBD. I prodotti Crystalweed non sono medicinali e non devono essere intesi come trattamenti per disturbi o patologie.

insonnia
ansia
Stress
dolori cronici e articolari
emicrania
dolori mestruali
depressione
problemi della pelle
nausea
epilessia

E tante altre condizioni che approfondiremo nel paragrafo dedicato alle proprietà del CBD. 

Il CBD ha un gusto?

Il CBD isolato, in forma cristallizzata, è praticamente insapore. Mentre con l’olio di CBD, soprattutto full spectrum, si può avvertire un retrogusto erbaceo e terroso, in quanto contiene un estratto di canapa.

Il CBD è legale?

La situazione normativa del CBD in Italia ed Europa è complessa e va valutata in base al tipo di prodotto, alla provenienza, alla composizione e alla destinazione d’uso.

A legalizzare il CBD in Italia è stata la legge del 2 dicembre 2016, n. 242, che ha promosso la coltivazione e lo sviluppo della filiera agroindustriale della canapa.
 
In particolare, la normativa permetteva la coltivazione per fini industriali delle varietà di canapa certificate dall’Unione Europea, con una percentuale massima di THC dello 0.6%.

 

In aggiunta, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, nella sentenza del 19 novembre 2020 (caso Kanavape), ha stabilito che il CBD non può essere considerato una sostanza stupefacente e quindi legale se prodotto in uno stato membro secondo il regolamento europeo.

Il CBD sballa?

La risposta è NO! ❌

Ed è questa la peculiarità del CBD, che a differenza del THC non ha effetti psicotropi, non sballa e non provoca alcun tipo di alterazione psicofisica. Motivo per cui non è stato neanche inserito dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) tra le sostanze controllate.   

Sistema endocannabinoide: come interagisce il CBD

Una domanda che tutti ci siamo posti almeno una volta. Come interagisce il CBD con l’organismo? La risposta è stata anticipata nei paragrafi precedenti, ma merita di essere approfondita.
 
Due parole: sistema endocannabinoide (SEC).
 
La colonna portante del nostro equilibrio interno. Incaricato di regolare i processi fisiologici come umore, dolore, memoria, sonno, appetito, sistema immunitario e fertilità.
 
Infatti, il sistema endocannabinoide è coinvolto in diversi processi fisiologici, tra cui umore, sonno, appetito, percezione del dolore e risposta immunitaria. 

Il CBD non agisce come il THC e non provoca effetti psicotropi. La ricerca sta studiando la sua interazione indiretta con il sistema endocannabinoide e con altri recettori coinvolti in diversi processi fisiologici. Per questo motivo viene spesso citato negli studi sul benessere e sull’equilibrio dell’organismo, senza che questo significhi attribuirgli effetti terapeutici automatici.

CBD e ricerca scientifica: gli ambiti più studiati

Protagonista di innumerevoli studi scientifici, il CBD è tra le molecole naturali che sta più interessando la comunità scientifica. Per la sua sicurezza, tolleranza e soprattutto le sue proprietà.

CBD e infiammazione
Il CBD è oggetto di studio per il suo possibile ruolo nei processi legati all’infiammazione. Alcune ricerche stanno analizzando la sua interazione con i meccanismi che regolano la risposta infiammatoria dell’organismo.

CBD e depressione
Il cannabidiolo è studiato per la sua interazione con il sistema nervoso e con i recettori coinvolti nella regolazione dell’umore. Alcune ricerche stanno valutando il suo ruolo nei contesti legati al benessere mentale.

CBD e dolore
Il CBD è analizzato in diversi studi per la sua interazione con i meccanismi legati alla percezione del dolore. Le ricerche si concentrano su ambiti come il disagio muscolare, articolare e generale.

CBD e ansia
Alcuni studi stanno approfondendo il ruolo del CBD nei contesti legati a stress e ansia. Il cannabidiolo viene analizzato per la sua interazione con i recettori coinvolti nella risposta allo stress.

CBD e stress ossidativo
Il CBD è studiato per le sue proprietà antiossidanti e per il possibile ruolo nella protezione cellulare. Alcune ricerche analizzano la sua interazione con i processi legati allo stress ossidativo.

CBD e sonno
Il cannabidiolo è spesso associato a una sensazione di rilassamento. Le ricerche si concentrano sulla sua interazione con i meccanismi che regolano il ciclo sonno-veglia e il recupero.

CBD e sistema nervoso
Alcune ricerche stanno studiando il possibile ruolo del CBD nel supporto del sistema nervoso. Il cannabidiolo viene analizzato per la sua interazione con i meccanismi legati all’equilibrio neurologico, in contesti come Alzheimer, Parkinson e altre condizioni neurodegenerative.

CBD e nausea
Il CBD è oggetto di studio per il suo possibile ruolo nella gestione di nausea e vomito, ad esempio in contesti complessi come la chemioterapia. Alcune ricerche suggeriscono un’interazione con i recettori coinvolti nel controllo dell’appetito e della sensazione di nausea.

CBD e benessere mentale
Il cannabidiolo è stato analizzato in ambito scientifico per la sua interazione con i recettori cerebrali coinvolti nella regolazione dell’umore e della percezione. Alcuni studi stanno valutando il suo ruolo in contesti legati ai disturbi psicotici.

CBD e attività antimicrobica
Il CBD è oggetto di studio anche per le sue proprietà antimicrobiche. Alcune ricerche di laboratorio stanno analizzando il suo comportamento nei confronti di specifici batteri, anche in presenza di ceppi resistenti.

CBD ed epilessia
Il cannabidiolo è stato studiato in relazione a condizioni come l’epilessia. Alcune ricerche hanno osservato un’interazione con i meccanismi che regolano l’attività neuronale, con risultati interessanti in contesti clinici specifici.

Come si usa il CBD? 5 modi per assumerlo

Hai letto degli effetti del CBD, vorresti utilizzarlo ma non sai da dove iniziare? Tranquillo, è normale.

Per prima cosa, dobbiamo capire che in commercio esistono una moltitudine di prodotti a base di CBD, per ogni richiesta ed esigenza. Ecco i principali.

olio di CBD night

Olio CBD

Non possiamo che partire da lui: l’olio di CBD. Ad oggi, tra i prodotti più apprezzati dalle persone che vogliono scegliere un prodotto a base di cannabidiolo con composizione chiara e controllata.
 
In particolare, sul mercato possiamo trovare 3 variabili di questo prodotto, da conoscere per orientarci al meglio nella nostra scelta.

Broad spectrum: oltre al CBD, nell'olio è presente l'intero spettro di cannabinoidi, terpeni e flavonoidi. Ad eccezione del THC, che viene rimosso.

Full Spectrum: a differenza del primo, oltre a tutto il fitocomplesso della cannabis, nel full spectrum sono presenti anche minime percentuali di THC (meno dello 0,3%), come previsto dai limiti legali consentiti in Europa.

Isolato: il CBD nella sua forma più pura. "Isolato", come dice il nome stesso, da tutte le altre sostanze presenti nella pianta. Con questo prodotto non si ottiene l’effetto entourage.

Scopri gli oli di cbd

Quanto gocce di olio di CBD? Guida ai dosaggi

Non esiste una risposta valida per tutti. Infatti, il livello di dosaggio varia da persona a persona ed è condizionato da una serie di fattori. Tra cui:

Sesso e massa corporeA
Esigenze personali e destinazione d’uso del prodotto
Metabolismo
Concentrazione di CBD del prodotto che scegliamo

Se sei alle prime armi però, la regola di base da seguire è semplice: iniziare con un dosaggio basso e aumentarlo gradualmente.
 
Troppo? Troppo poco? È sempre preferibile seguire le indicazioni riportate nella scheda prodotto e, in caso di dubbi o uso di farmaci, confrontarsi con un professionista qualificato.
 
Per approfondire, puoi leggere questo articolo: “Come si usa l’olio di CBD: tutto quello che c’è da sapere” 

Estratti CBD

Ottenuto tramite un processo di distillazione, l'estratto di CBD vanta fino al 98,5% di purezza. Sinonimo di qualità e sicurezza.
 
Infatti, come l’olio di CBD broad spectrum, anche gli estratti conservano l’intero fitocomplesso della cannabis, tranne il THC, che viene accuratamente rimosso.
 
Il risultato? Un prodotto sicuro, naturale e dal profilo più concentrato

scopri gli estratti di cbd

Cristalli CBD

Con un livello di purezza che raggiunge il 99,8%, i cristalli di CBD rappresentano la forma più pura di cannabidiolo.

Delle piccole sfere simili alla neve di puro CBD isolato, ottenute grazie ad un processo di estrazione che sfrutta la CO2 supercritica, garantendone integrità e purezza a livelli altissimi.

I vantaggi (principali) di questi prodotti?

Elevata purezza del cannabidiolo

Sicurezza

Adatti a coloro che vogliono scegliere un prodotto a base di CBD isolato, ma essere sicuri di non assumere il THC

scopri i cristalli di cbd

Cosmetici CBD

I cosmetici con CBD sono pensati per la cura quotidiana della pelle, soprattutto quando appare secca, sensibile o stressata.
 
Inoltre, tutta la nostra linea di cosmetici CBD è clinicamente e dermatologicamente testata. Non contiene siliconi, parabeni, petrolati e altre sostanze chimiche potenzialmente nocive per la salute. Ed è cruelty free, ossia non sfrutta gli animali per le sperimentazioni.

scopri i cosmetici con cbd

Tisane CBD

Se sei stufo delle solite bevande calde e vuoi qualcosa di più “originale”, allora le tisane al CBD sono la scelta più adatta a te.
 
Uniscono ingredienti naturali selezionati e miscele pensate per accompagnare diversi momenti della giornata.

Per aumentare la concentrazione prima di studiare o andare a lavoro.
O per rilassarsi alla sera dopo una giornata particolarmente
 
Possono essere scelte per una pausa calda, per un momento di relax serale o semplicemente per variare dalle classiche tisane.

scopri le tisane con cbd

Il CBD ha effetti collaterali?

C’è un'attenzione comprensibile nei confronti della cannabis. La causa è il proibizionismo, che per scopi economici, principalmente per favorire l’industria chimica e farmaceutica, ha affossato questa pianta. Ma il CBD è davvero pericoloso?

No, affatto. Come evidenziato dal rapporto dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), il CBD è una molecola sicura e ben tollerata sia dagli umani che dagli animali.

Il CBD è generalmente considerato ben tollerato, ma può essere associato ad alcuni effetti indesiderati, soprattutto in caso di dosaggi elevati, uso concomitante di farmaci o condizioni particolari.

Stanchezza
Occhi rossi
Bocca secca
In casi rari, un abbassamento della pressione o dei disturbi intestinali

il CBD non viene rilevato nei test antidroga

Non è semplice rispondere a questa domanda. Perché, se da un lato il CBD può essere rilevato nell’organismo fino ad alcune settimane dopo la sua assunzione, dall’altro, i test antidroga sono progettati per rilevare solo la presenza di THC.

Il CBD puro non è normalmente l’obiettivo dei comuni test antidroga, ma alcuni prodotti possono contenere tracce di THC. Per questo motivo non è possibile escludere del tutto il rischio di positività, soprattutto con prodotti full spectrum o non controllati.

Anche alcuni prodotti CBD contengono una minima percentuale di THC, che per quanto irrisoria, potrebbe essere rilevata durante un controllo. Ma c’è una soluzione.

Preferire dei prodotti completamente privi di THC. Come i cristalli di CBD, puri fino al 99,8% o l’olio di CBD broad spectrum.

Infine, affidati sempre ad aziende certificate come Crystalweed, che possono garantire (tramite analisi) la qualità e l’assenza di THC nei prodotti.

CBD e THC: tutte le differenze

Ad un occhio inesperto possono sembrare la stessa cosa: composizione molecolare simile, entrambi cannabinoidi e presenti nella stessa pianta. Ma THC e CBD hanno delle enormi differenze, da conoscere assolutamente quando ci addentriamo in questo mondo.

Partiamo dalla differenza più importante. Il primo (THC) è il responsabile del cosiddetto “sballo” della cannabis. Il secondo invece (CBD), non ha alcun effetto psicoattivo e non crea dipendenza. Il motivo?

Il THC si lega ai recettori CB1 presenti nel sistema nervoso, provocando quel senso di euforia e rilassamento. Il CBD, seconda differenza, interagisce principalmente con i recettori CB2, presenti invece nei sistemi periferici del nostro corpo, in particolare in quello immunitario.

Entrambi sono oggetto di studio e, in ambito medico, alcuni cannabinoidi vengono utilizzati in contesti specifici e regolamentati.

Ricapitolando, il CBD è studiato in diversi ambiti scientifici, tra cui sistema endocannabinoide, percezione del dolore, risposta infiammatoria, sonno, stress, pelle e sistema nervoso. Questo non significa che i prodotti a base di CBD possano essere considerati medicinali o trattamenti per patologie. Per qualsiasi dubbio legato alla salute è sempre necessario rivolgersi a un medico o a un professionista qualificato.

Dolore, sia acuto che cronico
Infiammazione
Psoriasi
Acne
Diabete
Convulsioni
Depressione
Ansia e stress
Emicrania
Psicosi
Nausea e vomito
Insonnia
Mancanza d’appetito
Abuso di sostanze

Allo stesso modo, la comunità scientifica ha evidenziato che il THC può essere impiegato, sotto prescrizione e sorveglianza di un medico, per:

Dolore cronico
Insonnia grave
Ansia e depressione
Nausea e vomito da chemioterapia o radioterapia
Anoressia
AIDS
Sclerosi multipla
Spasticità muscolare
Glaucoma
Lesioni al midollo spinale
Sindrome di Gilles de la Tourette
Terapia del dolore
Cure palliative

E no. Se ve lo stesse chiedendo, non c’è una molecola migliore dell’altra. Sono diverse. Ognuna con i suoi pro e contro. Da utilizzare con consapevolezza in base alle proprie esigenze. 

Come si produce il CBD?

Presente naturalmente nella pianta di canapa, il CBD viene estratto con diversi metodi di estrazione:

Senza solventi
Si basa sull’applicazione di calore e pressione per separare i cannabinoidi dal materiale vegetale, senza usare solventi. Un esempio è la tecnica in cui i fiori vengono pressati a caldo per far fuoriuscire la resina. Questo metodo è considerato “artigianale” e non richiede attrezzature sofisticate.

Con solventi
Prevede l’uso di solventi (come etanolo, butano o esano) che sciolgono i cannabinoidi. La miscela ottenuta viene poi filtrata ed è necessario far evaporare il solvente residuo per ottenere l’estratto puro. È un sistema più complesso, che richiede personale esperto e macchinari adatti a lavorare in sicurezza.

Con olio alimentare
In un contesto più “casalingo”, si possono immergere infiorescenze preventivamente decarbossilate in un olio alimentare (ad esempio olio d’oliva). Il calore moderato favorisce l’estrazione dei cannabinoidi, che rimangono così “infusi” nell’olio. È un metodo semplice, ma la concentrazione di CBD nell’olio finale tende a essere più bassa rispetto alle altre tecniche.

Con CO2 o HFC134a supercritica
È considerato il metodo più avanzato e sicuro a livello industriale. La CO₂ o l’HFC134a viene portato in uno stato “supercritico” (allo stato liquido) e fatta passare attraverso il materiale vegetale: in questo modo, cattura i cannabinoidi e i terpeni senza danneggiarli. Ristabilendo poi la pressione e la temperatura ambientale, la CO₂ ritorna allo stato gassoso, lasciando un estratto di CBD puro e privo di residui. 

Qual è la differenza tra CBD e cannabis light?

Che sia online che negli shop autorizzati, avrai di certo letto la parola cannabis light, che viene quasi utilizzata come sinonimo di CBD. Ma non è propriamente corretto farlo.

Infatti, con il termine cannabis legale (o light) si vanno ad indicare le infiorescenze di canapa a basso contenuto di THC, compreso tra lo 0,2 e lo 0,5%.

Il CBD invece viene estratto dall’intera pianta, inclusi fiori e foglie, per dare vita alla moltitudine di prodotti che abbiamo visto in precedenza.

Alla scoperta dei cannabinoidi

Presenti sia nel corpo umano che nella cannabis, i cannabinoidi sono dei composti chimici che interagiscono con il nostro sistema endocannabinoide. E si dividono in 3 categorie principali:

Endocannabinoidi o cannabinoidi endogeni
compongono il sistema endocannabinoide e sono prodotti direttamente dal nostro organismo per mantenere l’omeostasi, ossia l’equilibrio interno. 

I principali riconosciuti dalla comunità scientifica sono due:

- Anandamide (AEA): definita la “molecola della felicità”, perché coinvolta nella regolazione dell’umore.
- 2-AG: coinvolto in diversi processi fisiologici, tra cui percezione del dolore, risposta infiammatoria e funzioni immunitarie.

Fitocannabinoidi
presenti naturalmente nella cannabis, sono più di 100 i cannabinoidi identificati finora dalla scienza. I più famosi sono:

CBD (cannabidiolo);
THC (tetraidrocannabinolo);
CBN (cannabinolo);
CBG (cannabigerolo);
CBC (cannabicromene).

Cannabinoidi sintetici
realizzati in laboratorio, questa tipologia di cannabinoidi replica le caratteristiche e la composizione degli endocannabinoidi. Alcuni cannabinoidi sintetici sono studiati o utilizzati in ambiti medici regolamentati, sotto controllo professionale.

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