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Cannabis, CBD e cancro: cosa occorre sapere

21 Gennaio 2026 alle 11:03
Tempo di lettura: 16 min
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CBD cancro

Introduzione: CBD e cancro

Prima di esaminare la correlazione tra CBD e cancro, è importante comprendere la portata di questa malattia. Ogni anno il cancro colpisce quasi 20 milioni di persone nel mondo e provoca il decesso di circa 10 milioni di individui, rendendolo una delle patologie più diffuse e letali degli ultimi decenni [1].

I pazienti oncologici affrontano sfide enormi: forti dolori dovuti alla malattia, effetti collaterali devastanti delle cure quali nausea, vomito, perdita di appetito e un pesante impatto psicologico.

Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha scoperto innumerevoli proprietà benefiche del CBD (cannabidiolo), uno dei componenti più studiati della cannabis. A differenza del THC, questa sostanza non è psicoattiva ma può aiutare ad affrontare diverse condizioni, tra cui epilessia, disturbi neurologici e sclerosi multipla.

Le ricerche più recenti, pubblicate nel 2024 e 2025, hanno rivelato risultati ancora più promettenti: il CBD non solo allevia i sintomi del cancro e gli effetti della chemioterapia, ma studi preclinici dimostrano che può rallentare la crescita delle cellule tumorali, indurre la loro morte programmata (apoptosi) e bloccare la formazione di nuovi vasi sanguigni che alimentano i tumori (anti-angiogenesi) [2][3][4].

Questo articolo esamina in modo approfondito le evidenze scientifiche più recenti sul rapporto tra CBD e cancro, fornendo informazioni aggiornate e basate sulla ricerca.

Cosa sono la cannabis e il CBD?

Conosciuta anche come marijuana o erba, la Cannabis sativa L. è una pianta ricca di composti bioattivi, utilizzata fin dall'antichità in Cina, India ed Egitto. Dalla pianta si estrae una resina contenente fitocannabinoidi, sostanze capaci di interagire in modo intenso con l'organismo attraverso il sistema endocannabinoide.

I cannabinoidi principali

La pianta contiene oltre un centinaio di cannabinoidi, ma i più conosciuti e studiati sono:

Cannabidiolo (CBD):

  • non è psicoattivo, quindi non altera la percezione;
  • agisce efficacemente su infiammazioni;
  • allevia i dolori;
  • riduce ansia e depressione;
  • migliora l'umore e la concentrazione;
  • non crea dipendenza.

Delta-9-tetraidrocannabinolo (THC):

  • sostanza dalle intense proprietà psicogene;
  • conosciuto per l'"effetto sballo";
  • agisce sul cervello, influenzando umore, percezione e sensazioni;
  • può essere prescritto dai medici per uso terapeutico;
  • soggetto a restrizioni legali per l'uso ricreativo.

Forme di assunzione

È possibile trovare il CBD e la cannabis in diverse forme:

  • olio di CBD;
  • prodotti ad uso topico;
  • infiorescenze;
  • cristalli;
  • capsule;
  • spray oromucosali (per uso terapeutico).

A seconda della modalità di utilizzo, cambiano gli effetti sulla persona e la biodisponibilità del principio attivo.

Cannabis legale vs cannabis terapeutica

Bisogna distinguere:

  • Cannabis legale: può essere venduta nei negozi specializzati, deve avere THC <0,2%, è disponibile senza ricetta;
  • Cannabis ad uso terapeutico: prescritta dai medici per patologie specifiche, può contenere percentuali più elevate di THC, richiede ricetta medica non ripetibile.

Il cancro: panoramica completa

Il cancro è una condizione in cui le cellule proliferano in maniera anomala e incontrollabile in un punto qualsiasi del corpo, estendendosi progressivamente ad altri tessuti.

Cos'è il cancro?

Cancro è un termine ampio che racchiude oltre 200 malattie diverse legate alla proliferazione cellulare incontrollata.

Nel corpo umano sano, la formazione di nuove cellule avviene attraverso un processo regolare:

  • le cellule si formano o si moltiplicano al bisogno;
  • vanno a sostituire quelle danneggiate o morte;
  • seguono un ciclo di vita programmato.

Nel cancro, questi processi di trasformazione delle cellule non avvengono in maniera ordinata:

  • possono essere le cellule danneggiate o anormali a moltiplicarsi;
  • queste cellule si diffondono, formando masse tumorali;
  • il tumore può avere origine in un punto e diffondersi in altre parti del corpo (metastasi).

Classificazione dei tumori

Le forme tumorali vengono distinte in base a:

  • localizzazione del cancro;
  • caratteristiche istologiche;
  • aggressività;
  • risposta ai trattamenti.

Distinzione principale:

  • Tumori benigni: crescita localizzata, non invasiva, raramente letali;
  • Tumori maligni (cancerosi): possono diffondersi, invadere tessuti adiacenti o lontani, potenzialmente letali.

Tipi comuni di cancro

Le tipologie di cancro più comuni:

  • carcinomi: tumori originati da tessuti epiteliali (pelle, mucose, ghiandole);
  • sarcomi: tumori del tessuto connettivo (ossa, muscoli, cartilagine);
  • leucemia: tumore del sangue e del midollo osseo;
  • linfomi: tumori del sistema linfatico;
  • mieloma: tumore delle cellule plasmatiche;
  • melanoma: tumore della pelle derivato dai melanociti;
  • tumori cerebrali e del midollo spinale.

Altre forme meno comuni:

  • tumori delle cellule germinali;
  • tumori neuroendocrini;
  • tumori carcinoidi.

Tipi di cancro più studiati nella ricerca su CBD

Quando si parla di cannabis e cancro, la ricerca si è concentrata particolarmente su alcune tipologie:

Cancro ai polmoni

Il cancro ai polmoni colpisce in particolare le persone tra i 70 e i 74 anni, mentre è piuttosto raro tra gli under 40. Si tratta di uno dei tumori più letali perché si diffonde in maniera silenziosa e viene spesso diagnosticato con ritardo.

Ultime ricerche 2024-2025: una revisione sistematica pubblicata nel 2025 [5] ha analizzato 19 studi sul CBD e cancro polmonare, dimostrando che il CBD:

  • induce apoptosi attraverso l'attivazione di PPAR-γ;
  • blocca la transizione epitelio-mesenchimale (EMT), processo che rende le cellule tumorali più invasive;
  • modula il microambiente tumorale, potenziando l'attività delle cellule immunitarie (CD8+ e Natural Killer).

Le concentrazioni efficaci negli studi in vitro variano da 1 a 10 µM, mentre negli studi clinici si sono utilizzati dosaggi orali di 200-600 mg/giorno.

Cancro al seno

Estremamente diffuso tra le donne, il cancro al seno può manifestarsi in forme molto aggressive. Grazie agli screening, è possibile avere una diagnosi precoce e prevenire conseguenze più gravi.

Ricerche 2025: una revisione sistematica pubblicata ad aprile 2025 [6] ha analizzato 34 studi dal 1998 al 2025, dimostrando che il CBD:

  • induce apoptosi nelle cellule di cancro al seno;
  • inibisce la proliferazione cellulare;
  • sopprime la metastasi;
  • modula il microambiente tumorale.

Gli studi hanno dimostrato efficacia sia su linee cellulari sensibili agli ormoni che su quelle triple-negative, le più aggressive.

Tumore alla prostata

Negli ultimi dieci anni, il cancro alla prostata è stato al centro di molte ricerche su CBD e cancro, a causa della sua enorme incidenza: si tratta di una delle principali cause di morte per cancro negli uomini. Il CBD funziona come un potente inibitore della crescita tumorale prostatica [7].

Cancro ovarico

Novità dicembre 2024: uno studio appena pubblicato [8] ha dimostrato che CBD e THC, usati in combinazione con rapporto 1:1, sono particolarmente efficaci contro il cancro ovarico:

  • prevengono la riproduzione delle cellule tumorali;
  • la combinazione uccide le cellule cancerose esistenti;
  • funziona sia su cellule sensibili ai farmaci al platino che su quelle resistenti;
  • previene la migrazione cellulare, bloccando potenzialmente le metastasi.

Cancro del colon-retto

Alcuni studi del 2025 [9] hanno dimostrato che il CBD agisce sul cancro colorettale attraverso i recettori CB2, indipendentemente dalle mutazioni genetiche comuni (KRAS, BRAF, APC, PTEN). Tale funzionamento è particolarmente importante perché significa che il CBD potrebbe essere efficace su diverse forme genetiche del tumore.

Glioblastoma (tumore cerebrale)

Il glioblastoma è la forma più aggressiva e letale di tumore al cervello. Diversi studi del 2024 [10] hanno dimostrato che il CBD:

  • induce una forma letale di autofagia (mitofagia);
  • attiva il canale TRPV4, innescando un afflusso di calcio che porta alla morte cellulare;
  • funziona in combinazione con temozolomide (chemioterapico standard).

Trattamenti tradizionali per il cancro

Il cancro può essere affrontato in diversi modi e il trattamento viene stabilito dall'equipe medica in base a:

  • tipo e localizzazione del tumore;
  • stadio della malattia;
  • condizioni generali del paziente;
  • presenza di metastasi.

Approcci terapeutici principali

Sorveglianza attiva:

  • in alcuni casi il tumore viene semplicemente tenuto sotto controllo;
  • monitoraggi periodici;
  • intervento terapeutico solo se necessario.

Intervento chirurgico:

  • trattamento primario per masse tumorali solide;
  • può essere eseguito direttamente o dopo aver ridotto le dimensioni con chemio/radioterapia;
  • obiettivo: rimozione completa del tumore.

Chemioterapia:

  • considerata il trattamento d'elezione per bloccare la replicazione delle cellule tumorali;
  • utilizza farmaci citotossici somministrati per via endovenosa o orale;
  • problema principale: i farmaci attaccano in egual modo cellule sane e cancerose;
  • effetti collaterali pesanti: nausea, vomito, perdita capelli, immunosoppressione, stanchezza estrema, neuropatie.

Radioterapia:

  • utilizza radiazioni ionizzanti per distruggere le cellule tumorali;
  • può essere esterna o interna (brachiterapia);
  • effetti collaterali: bruciature cutanee, stanchezza, danni ai tessuti circostanti.

Terapie ormonali:

  • utilizzate per tumori ormono-sensibili (seno, prostata);
  • bloccano la produzione o l'azione degli ormoni che alimentano il tumore.

Farmaci biologici:

  • anticorpi monoclonali che colpiscono specifiche proteine delle cellule tumorali;
  • terapie mirate (targeted therapy);
  • inibitori della tirosina chinasi.

Immunoterapia:

  • stimola il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule tumorali;
  • inibitori dei checkpoint immunitari;
  • terapie CAR-T.

Proprio con lo scopo di ridurre gli effetti negativi della chemioterapia e potenziare l'efficacia dei trattamenti tradizionali sono state effettuate diverse ricerche sul CBD, con risultati molto promettenti.

Cannabis e CBD nel trattamento del cancro

cbd e cancro

Considerando gli effetti positivi del cannabidiolo sulle cellule, i ricercatori hanno concentrato la loro attenzione sia sull'uso del CBD per alleviare i sintomi del cancro che sui suoi effetti antitumorali diretti.

Effetti della cannabis e del CBD sui sintomi del cancro

Dagli studi effettuati, i cannabinoidi possono:

  • ridurre nausea e vomito provocati dalla chemioterapia;
  • alleviare il dolore dovuto al cancro (sia nocicettivo che neuropatico);
  • rallentare la crescita tumorale;
  • limitare la diffusione delle cellule tumorali (anti-metastatico);
  • migliorare la risposta dell'organismo alle cure palliative;
  • stimolare l'appetito nei pazienti cachettici;
  • migliorare la qualità del sonno;
  • ridurre ansia e depressione correlate alla diagnosi.

Cannabis terapeutica: farmaci approvati

La cannabis è un prodotto naturale utilizzato da secoli. Le sue proprietà terapeutiche in alcune patologie sono riconosciute dagli enti regolatori, tanto che esistono alcuni farmaci a base di cannabinoidi approvati:

Epidiolex:

  • principio attivo: CBD puro;
  • indicazione: epilessia farmaco-resistente (sindrome di Lennox-Gastaut e Dravet);
  • approvato da FDA ed EMA;
  • primo farmaco a base di CBD approvato.

Sativex:

  • combinazione THC:CBD in rapporto 1:1;
  • indicazione: spasticità nella sclerosi multipla;
  • può essere prescritto anche per dolore oncologico;
  • somministrazione: spray oromucosale.

Nabilone (Cesamet):

  • analogo sintetico del THC;
  • indicazione: nausea e vomito da chemioterapia resistenti ad altri antiemetici;
  • approvato in diversi paesi inclusa Italia.
CBD e cancro ricerche

Dronabinol (Marinol):

  • THC sintetico;
  • indicazione: perdita di appetito in pazienti AIDS e nausea da chemioterapia;
  • disponibile in capsule.

Studi scientifici 2024-2025: le ultime scoperte 

La ricerca sul CBD e cancro ha fatto passi da gigante negli ultimi due anni.

Ecco le scoperte più significative:

Meta-analisi e revisioni sistematiche 2024-2025

Studio 1 - Revisione meccanismi di morte cellulare (Febbraio 2025) [11]:

  • pubblicato su Plants (MDPI);
  • ha sintetizzato i meccanismi attraverso cui il CBD induce morte delle cellule tumorali;
  • conferma tre vie principali: apoptosi, autofagia e necrosi;
  • il CBD agisce principalmente attraverso recettori TRPV (Transient Receptor Potential Vanilloid) e CB2;
  • analisi di docking molecolare mostra alta affinità per CB2 (-9,0 kcal/mol).

Studio 2 - CBD e cancro polmonare (2025) [5]:

  • revisione sistematica di 19 studi (13 in vitro, 4 in vivo, 2 clinici);
  • periodo: 2007-2025;
  • dimostra che CBD induce apoptosi tramite attivazione PPAR-γ, disfunzione mitocondriale e stress ossidativo;
  • inibisce EMT (transizione epitelio-mesenchimale);
  • modula il microambiente tumorale potenziando cellule CD8+ e NK;
  • dosaggi efficaci: 1-10 µM in vitro, 200-600 mg/die negli umani.

Studio 3 - CBD e cancro al seno (Aprile 2025) [6]:

  • revisione sistematica PRISMA;
  • 34 studi dal 1998 al 2025;
  • CBD dimostra: induzione apoptosi, inibizione proliferazione, soppressione metastasi, modulazione microambiente tumorale;
  • efficace sia su tumori ormono-positivi che triple-negative.

Studio 4 - CBD e cancro ovarico (Dicembre 2024) [8]:

  • studio preclinico su linee cellulari;
  • CBD e THC in rapporto 1:1 mostrano la massima efficacia;
  • prevengono riproduzione cellulare e uccidono cellule esistenti;
  • funziona sia su cellule sensibili che resistenti al platino;
  • blocca migrazione cellulare (anti-metastatico).

Studio 5 - CBD e cancro colorettale (2025) [9]:

  • pubblicato su ACS Pharmacology & Translational Science;
  • CBD agisce via recettore CB2;
  • efficace indipendentemente da mutazioni KRAS, BRAF, APC, PTEN;
  • induce apoptosi e blocca proliferazione, migrazione e invasione;
  • aumenta marcatori di stress del reticolo endoplasmatico.

Studio 6 - CBD e immunoterapia nel cancro polmonare (2024) [12]:

  • CBD potenzia l'efficacia delle cellule CIK (Cytokine-Induced Killer);
  • effetto sinergico: aumento lisi tumorale e produzione IFN-γ;
  • CBD attiva popolazione CD25+CD69+ nelle cellule NKT-CIK;
  • agisce tramite canale TRPV2.

Studi clinici in corso

Trial Dana-Farber Cancer Institute (2024) [13]:

  • studio clinico randomizzato, doppio cieco, fase 2;
  • CBD per ansia correlata al cancro in donne con cancro al seno metastatico;
  • risultati preliminari mostrano riduzione significativa dell'ansia da scansioni;
  • CBD ben tollerato, senza effetti psicoattivi.

Trial University of Colorado (2024-in corso) [14]:

  • grant R01 dal National Cancer Institute;
  • studio randomizzato controllato su dolore, insonnia e depressione correlati al cancro;
  • confronto tra: CBD full spectrum, CBD broad spectrum, placebo;
  • obiettivo: determinare se effetto entourage (presenza THC) è necessario per efficacia.

Meccanismi d'azione del CBD contro il cancro

Il CBD esercita i suoi effetti antitumorali attraverso molteplici meccanismi molecolari. Prima di esaminare nel dettaglio questi processi, è utile comprendere come il CBD interagisce con il corpo umano a livello cellulare e recettoriale.

Gli studi più recenti hanno identificato molteplici meccanismi attraverso cui il CBD esercita effetti antitumorali. 

Ecco i principali:

1. Induzione dell'apoptosi (morte cellulare programmata)

Come funziona:

  • il CBD attiva i recettori TRPV1 e TRPV2 (canali vanilloidi);
  • provoca un afflusso di calcio (Ca2+) nelle cellule tumorali;
  • attiva la via PPAR-γ (Peroxisome Proliferator-Activated Receptor gamma);
  • causa disfunzione mitocondriale;
  • aumenta lo stress ossidativo nelle cellule tumorali;
  • attiva le caspasi (enzimi che eseguono l'apoptosi).

Risultato: le cellule tumorali vanno incontro a "suicidio programmato" senza danneggiare quelle sane.

2. Autofagia (digestione cellulare)

Come funziona:

  • il CBD induce autofagia "letale" nelle cellule tumorali;
  • attiva proteine chiave per l'autofagia (Beclin-1, LC3-II);
  • nel glioblastoma, induce mitofagia (autofagia specifica dei mitocondri);
  • attiva TRPV4 → afflusso Ca2+ → stress del reticolo endoplasmatico;
  • via ATF4-DDIT3-TRIB3-AKT-MTOR.

Risultato: la cellula tumorale "digerisce" i propri componenti fino alla morte.

3. Blocco della proliferazione cellulare

Come funziona:

  • inattivazione della via Akt (protein chinasi B);
  • arresto del ciclo cellulare in fase G1/S;
  • induzione di p21 e p27 (inibitori del ciclo cellulare);
  • downregolazione di cicline (CDK1, cicline A ed E);
  • ipofosforilazione di pRb (proteina del retinoblastoma).

Risultato: le cellule tumorali non riescono più a dividersi.

4. Inibizione dell'angiogenesi

Come funziona:

  • riduzione dell'espressione di VEGF (Vascular Endothelial Growth Factor);
  • diminuzione di IL-6 e IL-8 (citochine pro-angiogeniche);
  • blocco della formazione di nuovi vasi sanguigni.

Risultato: il tumore non riceve più nutrienti e ossigeno per crescere.

5. Prevenzione delle metastasi

Come funziona:

  • inibizione della transizione epitelio-mesenchimale (EMT);
  • downregolazione di marcatori invasivi (MMP-2, MMP-9, vimentina);
  • upregolazione di E-caderina (proteina di adesione cellulare);
  • riduzione della migrazione e invasività cellulare.

Risultato: le cellule tumorali non riescono a staccarsi dal tumore primario e diffondersi.

6. Modulazione del sistema immunitario

Come funziona:

  • potenziamento dell'attività delle cellule CD8+ T (linfociti citotossici);
  • aumento dell'attività delle cellule Natural Killer;
  • riduzione di cellule T regolatorie (che sopprimono la risposta immunitaria);
  • modulazione del microambiente tumorale.

Risultato: il sistema immunitario riconosce e attacca meglio le cellule tumorali.

In pratica, il CBD modula il sistema immunitario potenziando l'attività delle cellule CD8+ T e Natural Killer contro le cellule tumorali. Questa capacità di modulare la risposta immunitaria è alla base anche dell'efficacia del CBD nelle malattie autoimmuni, dove il cannabidiolo aiuta a riequilibrare risposte immunitarie anomale senza sopprimere indiscriminatamente le difese dell'organismo.

7. Effetto chemiosensibilizzante

Come funziona:

  • aumento della permeabilità delle membrane cellulari ai chemioterapici;
  • inibizione di pompe di efflusso (P-glicoproteina);
  • riduzione della resistenza ai farmaci;
  • effetto sinergico con cisplatino, carboplatino, temozolomide.

Risultato: i chemioterapici funzionano meglio anche a dosi più basse.

Recettori coinvolti

Il CBD non agisce attraverso un singolo recettore, ma interagisce con molteplici target:

  • CB1 e CB2 (recettori cannabinoidi);
  • TRPV1, TRPV2, TRPV4 (canali vanilloidi);
  • GPR55 (recettore orfano);
  • PPAR-γ (recettore nucleare);
  • 5-HT1A (recettore serotoninergico);
  • VDAC1 (canale mitocondriale).

Questa multi-target activity spiega perché il CBD può essere efficace contro diversi tipi di cancro.

CBD come terapia palliativa?

Il CBD ha dimostrato efficacia nel controllo dei sintomi oncologici attraverso molteplici meccanismi.

Oltre agli effetti specifici nel cancro, il cannabidiolo possiede numerose altre proprietà terapeutiche documentate dalla ricerca scientifica.

Le cure palliative nel cancro sono trattamenti mirati a controllare i sintomi della malattia e migliorare la qualità di vita dei pazienti. 

È in questo ambito che il CBD ha già dimostrato efficacia clinica.

Gestione del dolore oncologico

Evidenze scientifiche:

  • uno studio su pazienti oncologici ha dimostrato che la cannabis medica (THC+CBD) allevia significativamente il dolore [15];
  • il CBD agisce su dolore nocicettivo (da danno tissutale) e neuropatico (da danno nervoso);
  • meccanismo: interazione con sistema endocannabinoide, modulazione di vie del dolore, effetto anti-infiammatorio.

Vantaggi rispetto agli oppioidi:

  • non crea dipendenza fisica;
  • non provoca depressione respiratoria;
  • può ridurre la dose necessaria di oppioidi (effetto "opioid-sparing");
  • meno effetti collaterali gastrointestinali.

Controllo di nausea e vomito

Chemotherapy-Induced Nausea and Vomiting (CINV): uno degli effetti collaterali più debilitanti della chemioterapia.

Efficacia del CBD:

  • riduce nausea e vomito anche quando antiemetici standard falliscono;
  • Nabilone approvato specificamente per CINV resistente;
  • combinazione THC+CBD più efficace del solo THC;
  • meccanismo: azione sui recettori 5-HT3 e CB1 nel centro del vomito.

Stimolazione dell'appetito

Cachessia tumorale: sindrome caratterizzata da perdita di peso, massa muscolare e adiposa, molto comune nei pazienti oncologici avanzati.

Azione del CBD:

  • il THC è più efficace per stimolare l'appetito, ma il CBD potenzia l'effetto;
  • riduce nausea che impedisce alimentazione;
  • migliora il gusto del cibo;
  • effetto ansiolitico aiuta a mangiare in contesti sociali.

Miglioramento del sonno

Disturbi del sonno affliggono fino al 50% dei pazienti oncologici.

Azione del CBD:

  • riduce la latenza del sonno;
  • migliora la qualità del sonno REM;
  • riduce risvegli notturni;
  • allevia dolore notturno che disturba il sonno;
  • effetto ansiolitico favorisce l'addormentamento.

Supporto psicologico

Ansia e depressione sono estremamente comuni nei pazienti oncologici.

Evidenze:

  • studio clinico 2024 del Dana-Farber Cancer Institute [13] ha dimostrato che CBD riduce significativamente l'ansia da scansioni in pazienti con cancro al seno metastatico;
  • effetto ansiolitico rapido (entro 1-2 ore);
  • miglioramento dell'umore;
  • riduzione dei pensieri intrusivi;
  • migliore compliance ai trattamenti.

Uso del CBD nella pratica clinica palliativa

Dati real-world [16]:

  • fino al 20% dei pazienti oncologici negli USA usa cannabis;
  • il 70% di questi pazienti riporta miglioramento della qualità di vita generale;
  • uso più comune: controllo dolore, nausea, ansia, insonnia;
  • maggioranza preferisce olio di CBD per facilità di dosaggio.

Utilizzo sicuro e raccomandazioni

I malati di cancro possono utilizzare la cannabis accanto alle terapie tradizionali, per trovare sollievo dal dolore e dagli effetti collaterali dei farmaci. Ovviamente, ci sono importanti considerazioni di sicurezza.

Consultazione medica obbligatoria

Prima di assumere CBD è fondamentale:

  • parlare con l'oncologo di riferimento;
  • informare tutti i medici curanti;
  • verificare potenziali interazioni farmacologiche;
  • monitorare eventuali effetti collaterali.

Interazioni farmacologiche

Il CBD può interagire con:

  • alcuni chemioterapici metabolizzati dal citocromo P450 (CYP3A4, CYP2C9, CYP2C19);
  • anticoagulanti (warfarin): aumenta il rischio di sanguinamento;
  • antiepilettici (clobazam): aumenta i livelli ematici;
  • immunosoppressori;
  • antibiotici;
  • antifungini.

Meccanismo:

  • il CBD inibisce alcuni enzimi epatici (CYP450);
  • questo può aumentare o diminuire i livelli di altri farmaci nel sangue;
  • rischio di sottodosaggio o sovradosaggio dei chemioterapici.

Soluzione:

  • monitoraggio dei livelli ematici dei farmaci;
  • aggiustamento posologico se necessario;
  • distanziamento temporale tra assunzione CBD e chemioterapici.

Effetti collaterali del CBD

Generalmente lievi:

  • secchezza delle fauci;
  • lieve sonnolenza (dose-dipendente);
  • variazioni dell'appetito;
  • diarrea (dosi molto elevate);
  • stanchezza;
  • raramente: pressione bassa, vertigini.

Confronto con effetti collaterali chemioterapia:

  • nausea severa e vomito;
  • perdita capelli;
  • neuropatie periferiche;
  • immunosoppressione severa;
  • danno renale/epatico;
  • cardiotossicità.

Controindicazioni

NON usare CBD in caso di:

  • gravidanza e allattamento;
  • età pediatrica (solo sotto stretto controllo medico);
  • insufficienza epatica grave;
  • allergia nota ai cannabinoidi;
  • ipotensione severa.

Dosaggi consigliati

Non esistono dosaggi standard, ma linee guida generali:

Per sintomi palliativi:

  • dolore lieve-moderato: 10-20 mg CBD, 2-3 volte/giorno;
  • dolore severo: 20-40 mg CBD, 3 volte/giorno (considerare aggiunta THC);
  • nausea: 5-15 mg CBD al bisogno, fino a 4 volte/giorno;
  • ansia: 10-30 mg CBD, 1-2 volte/giorno;
  • insonnia: 20-40 mg CBD prima di dormire.

Come iniziare:

  1. partire con dose bassa (5-10 mg);
  2. aumentare gradualmente ogni 3-5 giorni;
  3. trovare la "dose minima efficace";
  4. mantenere diario dei sintomi.

Qualità del prodotto

Come scegliere CBD sicuro:

  • certificati di analisi di terze parti;
  • THC <0,2% certificato;
  • assenza metalli pesanti;
  • assenza pesticidi;
  • estrazione CO2 (no solventi);
  • azienda tracciabile e trasparente;
  • preferire prodotti italiani o EU.

Domande Frequenti

Il CBD può curare il cancro?

No, allo stato attuale il CBD non può essere considerato una cura per il cancro. Gli studi preclinici (su cellule e animali) mostrano effetti antitumorali promettenti, ma mancano ancora studi clinici su larga scala negli esseri umani che dimostrino efficacia paragonabile ai trattamenti standard.

Posso usare CBD durante la chemioterapia?

Sì, ma solo con supervisione medica. Il CBD può ridurre nausea e vomito, alleviare dolore e neuropatie, migliorare sonno e appetito e, in alcuni casi, potenziare alcuni chemioterapici. Prima di usarlo è essenziale verificare con l’oncologo eventuali interazioni farmacologiche.

CBD o THC: qual è meglio per il cancro?

Dipende dall’obiettivo terapeutico. Il CBD non è psicoattivo, è ben tollerato, aiuta ansia, infiammazione e dolore neuropatico ed è facilmente accessibile. Il THC è psicoattivo, stimola l’appetito, è molto efficace per nausea resistente e dolore importante, ma richiede prescrizione medica. In molti casi la combinazione CBD+THC risulta più efficace grazie al cosiddetto “effetto entourage” tra i due cannabinoidi.

Quanto tempo ci vuole per vedere effetti?

Per i sintomi palliativi gli effetti possono comparire in 15–60 minuti per dolore e nausea (forme sublinguali o vaporizzate), in 30–90 minuti per l’ansia, già dalla prima notte per il sonno e in 2–7 giorni per l’appetito. Per eventuali effetti antitumorali non esistono tempi definiti negli esseri umani; negli studi preclinici si parla di settimane o mesi di trattamento continuativo.

Qual è il dosaggio giusto per un paziente oncologico?

Non esiste un dosaggio valido per tutti. La quantità dipende da peso corporeo, tipo di sintomi, gravità, tolleranza individuale e altri farmaci assunti. In genere si inizia con 5–10 mg di CBD due volte al giorno, aumentando gradualmente ogni 3–5 giorni. I range vanno da 10 a 150 mg al giorno. La regola di sicurezza è: iniziare basso e procedere lentamente.

Il CBD ha effetti collaterali gravi?

Il CBD è generalmente considerato sicuro e ben tollerato. Gli effetti collaterali più comuni, di solito lievi, sono sonnolenza, secchezza della bocca, variazioni dell’appetito, stanchezza e, raramente ad alte dosi, disturbi intestinali. A dosaggi molto elevati possono aumentare gli enzimi epatici e vanno monitorate le interazioni con altri farmaci. In confronto alla chemioterapia, il profilo di sicurezza del CBD è decisamente più favorevole.

Posso usare CBD se sono in remissione?

Sì, molti pazienti in remissione continuano a usare il CBD per gestire dolore cronico residuo, neuropatie post-chemioterapia, ansia legata alla paura di recidiva e disturbi del sonno, oltre che per un generale senso di benessere. Alcuni studi ipotizzano un possibile ruolo nel ridurre il rischio di recidive, ma le evidenze non sono ancora definitive. È comunque consigliabile confrontarsi con il medico curante.

Il CBD interferisce con l’immunoterapia?

I dati disponibili sono ancora limitati, ma alcune ricerche suggeriscono che il CBD possa modulare positivamente la risposta immunitaria antitumorale. Nonostante ciò è necessaria molta prudenza, perché, almeno teoricamente, potrebbe influenzare il funzionamento di alcuni farmaci immunoterapici. Per questo motivo l’uso di CBD in corso di immunoterapia dovrebbe essere sempre valutato e monitorato dall’oncologo di riferimento.

Dove posso comprare CBD sicuro in Italia?

In Italia è possibile acquistare CBD in farmacia, nei negozi specializzati e su siti online affidabili. È importante controllare che siano presenti certificati di analisi di laboratori terzi, un contenuto di THC inferiore allo 0,2%, assenza di contaminanti, estrazione con CO₂ e tracciabilità dell’intera filiera.

Posso dare CBD a un familiare malato di cancro senza dirglielo?

No, non è mai corretto né legale. Somministrare qualunque sostanza senza il consenso del paziente viola la sua autodeterminazione, può creare gravi problemi di fiducia con i medici e comporta rischi di interazioni farmacologiche o effetti collaterali non gestiti. L’approccio giusto è parlarne apertamente con il familiare e con l’équipe oncologica, rispettando comunque la decisione finale del paziente.

Il CBD funziona per tutti i tipi di cancro?

No, non tutti i tumori rispondono allo stesso modo. Le evidenze più promettenti riguardano il glioblastoma, alcuni tumori al seno, il tumore del polmone non a piccole cellule, prostata, ovaio, colon e alcune leucemie. Esistono invece meno dati su sarcomi, melanoma, tumori neuroendocrini e pediatrici. La ricerca è ancora in corso e non consente generalizzazioni a tutti i tipi di cancro.

Posso coltivare cannabis per uso terapeutico?

In Italia la coltivazione di cannabis per uso personale, anche terapeutico, è attualmente vietata dalla legge, salvo specifiche autorizzazioni per canapa industriale con THC inferiore allo 0,2%. Le alternative legali sono l’acquisto di prodotti a base di CBD conformi alla normativa, la prescrizione di cannabis terapeutica da parte del medico o l’uso di farmaci cannabinoidi approvati, come Sativex ed Epidiolex.

Bibliografia scientifica

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Dott. Alberto Vazzoler

Dottor Alberto Vazzoler, medico di medicina generale esperto di terapia del dolore e terapie con cannabinoidi.

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One comment on “Cannabis, CBD e cancro: cosa occorre sapere”

  1. Ottimo! Grande contributo alla ricerca scientifica e medica.
    Si tratta di dare spazio alle innovazioni sul piano psico neuro endocrino ed immunologico(SIPNEI)
    Non ne faccio parte ma approvo appieno.Ps:mio nonno si faceva le tisane con la canapa indiana, la stessa con cui i bisnonni ricavavano le ceste e mia madre tesseva.

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