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CBD ed epilessia: studi, trattamenti tradizionali e cosa sapere

14 Maggio 2026 alle 11:24
Tempo di lettura: 8 min
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CBD epilessia

Che il CBD possa avere un ruolo nel supporto all'epilessia è quanto emerge da numerosi studi e ricerche scientifiche.

Tra i contributi più recenti c'è uno studio osservazionale [1] del 2021 condotto dalla John Hopkins University, che evidenzia il possibile ruolo del CBD nel ridurre le reazioni indesiderate dei prodotti antiepilettici.

Oltre a migliorare la qualità di vita delle persone coinvolte, questo fitocannabinoide ha mostrato un possibile impatto positivo anche sulle condizioni di salute.

La ricerca della John Hopkins University, tuttavia, ha analizzato anche gli effetti di diversi prodotti al CBD su altri tipi di epilessia, mettendo in luce la necessità di una sperimentazione più ampia a riguardo.

Attualmente, il CBD è in commercio con il nome di Epidyolex, un prodotto approvato solo per due gravi forme di epilessia: la Sindrome di Lennox Gastaut e la Sindrome di Dravet. Tuttavia, ci sono oltre 50 milioni di persone che convivono con questa condizione in attesa di approcci meno invasivi.

Cos'è l'epilessia?

L'epilessia è una condizione neurologica caratterizzata da episodi ricorrenti di attività elettrica anomala nel cervello, che provocano convulsioni o altri sintomi. Le crisi epilettiche possono variare in intensità e durata e possono manifestarsi in diverse forme come convulsioni, movimenti involontari e perdita di coscienza.

Esistono diverse forme di epilessia, che vengono classificate in base all'area del cervello in cui scaturiscono le crisi epilettiche:

  • focali;
  • generalizzate;
  • sconosciute.

Le convulsioni focali derivano da un'area specifica del cervello e provocano movimenti anomali e incontrollabili. Nel caso in cui non diano perdita di coscienza si parla di convulsioni focali semplici; mentre, se la persona con epilessia perde coscienza durante la crisi, si tratta di epilessia focale complessa.

Le crisi generalizzate possono interessare più aree del cervello ed estendersi ad ogni parte di esso, per cui vanno da manifestazioni lievi a crisi durature e intense.

A seconda delle caratteristiche della crisi, le crisi generalizzate vengono a loro volta classificate in:

  • assenze: provocano una momentanea e breve perdita di coscienza;
  • toniche: irrigidiscono il sistema muscolare;
  • crisi atoniche: in cui non si ha il controllo dei muscoli;
  • convulsioni cloniche: i muscoli si muovono autonomamente;
  • crisi miocloniche: la persona trema e i muscoli si contraggono senza controllo;
  • crisi tonico-cloniche: si tratta di manifestazioni prolungate che interessano tutto il corpo.

Infine, le crisi sconosciute provocano spasmi epilettici durante i quali le braccia e le gambe si piegano e si contraggono senza controllo e in maniera improvvisa.

L'epilessia insorge anche in concomitanza con altre condizioni, come abuso di droga e alcol, condizioni infettive, tumori, AIDS, ictus o traumi al cranio.

Cause e sintomi delle crisi epilettiche

Le cause delle crisi epilettiche possono essere genetiche o possono essere legate a lesioni cerebrali causate da condizioni specifiche, malattie neurodegenerative, dipendenze o traumi cranici.

I fattori scatenanti delle crisi epilettiche possono includere lo stress, l'intossicazione, gli stimoli luminosi o visivi, gli stati febbrili, le infezioni del sistema nervoso, l'astinenza e l'abuso di droghe o prodotti.

In genere, le crisi epilettiche insorgono autonomamente e si ripetono in maniera episodica. In alcuni casi, però, possono manifestarsi una sola volta per poi non ripresentarsi più.

Per quanto riguarda i sintomi, c'è da tenere a mente che la parola epilessia deriva dal greco e significa proprio "a sorpresa". Ciò vuol dire che le crisi arrivano improvvisamente e senza controllo in seguito ad alcune tipologie di stimoli.

Ogni forma di epilessia ha delle manifestazioni specifiche, che comprendono:

  • perdita di coscienza;
  • movimenti incontrollati;
  • rigidità muscolare;
  • convulsioni;
  • alterazione della sensibilità.

È molto importante che durante le crisi si intervenga prontamente, in modo che la persona non si ferisca.

Approcci convenzionali per l'epilessia

Generalmente, le persone con epilessia vengono seguite con prodotti specifici in base alla forma di epilessia e alle caratteristiche delle crisi.

In particolare, l'obiettivo degli approcci convenzionali è di ridurre la frequenza delle crisi e la loro intensità, assicurando una buona qualità di vita.

I prodotti antiepilettici convenzionali agiscono sulle sostanze chimiche del cervello, limitando l'attività di quelle che eccitano i neuroni e favorendo quelle che li calmano. Le crisi epilettiche sono causate da uno squilibrio a livello dei neuroni dovuto a una loro attivazione eccessiva.

Alcuni degli approcci più utilizzati per l'epilessia includono:

  • benzodiazepine,
  • fenobarbital,
  • stiripentolo,
  • tiagabina,
  • vigabatrin,
  • felbamato,
  • lamotrigina,
  • topiramato,
  • acido valproico,
  • levetiracetam.

Alcuni di questi prodotti sono anche utilizzati dai medici per l'epilessia in età pediatrica.

Nell'epilessia, il benessere della persona è strettamente connesso alla scelta e alla personalizzazione del percorso. Ogni persona, infatti, risponde individualmente ai diversi approcci e necessita di una quantità studiata ad hoc.

È importante considerare che esistono casi di epilessia in cui i prodotti convenzionali non sono sufficienti ed è necessario trovare alternative valide.

Il CBD in relazione all'epilessia

CBD epilessia

Molte persone che convivono con l'epilessia non rispondono adeguatamente agli approcci antiepilettici convenzionali. Altre opzioni, come i rimedi naturali, potrebbero quindi contribuire a migliorare la gestione delle crisi e, di rimando, la qualità della loro vita in generale.

Le numerose proprietà del CBD sono attualmente oggetto di studio per il supporto nella gestione dei sintomi di diverse condizioni. In particolare, la ricerca ha mostrato che il CBD avrebbe un possibile impatto diretto sul cervello.

Questo ha portato il CBD al centro dell’interesse scientifico per il suo possibile ruolo in diverse condizioni neurologiche, tra cui il morbo di Parkinson, la sclerosi multipla, l’Alzheimer, la sindrome di Tourette e, ovviamente, anche l'epilessia. Alcuni studi hanno approfondito in particolare, le possibili proprietà di supporto alle convulsioni del CBD.

Come evidenziato da uno studio [2] su ratti pubblicato su Neuron nell'aprile 2023, il cannabidiolo sembra modulare il rapporto tra segnali eccitatori e inibitori nel cervello, contribuendo a contrastare l'attività anomala nella regione dell'ippocampo, coinvolta nelle crisi epilettiche.

Sono in corso numerose ricerche sull'uso del CBD in relazione all'epilessia, soprattutto nei bambini e nelle forme resistenti agli approcci convenzionali.

Storia dell'uso del CBD in relazione all'epilessia

I primi studi ufficiali sull'uso del CBD nell'epilessia risalgono al 2016, quando sono stati testati gli effetti di un prodotto chiamato Epidiolex nelle persone con epilessia.

Tuttavia, le ricerche sull'uso del cannabidiolo per l'epilessia sono iniziate già negli anni '70.

Uno dei lavori più significativi è legato al nome di Mechoulam [3], che già negli anni Ottanta studiava gli effetti del cannabidiolo sulle convulsioni causate da sostanze convulsivanti.

Al di là dell'uso attuale dei cannabinoidi a scopo di studio e supporto, i benefici dei cannabinoidi sono riconosciuti da millenni.

Meccanismi d'azione del CBD in relazione all'epilessia

Come sembra agire il CBD in relazione all'epilessia?

I meccanismi alla base dell'azione del CBD sulle convulsioni non sono ancora completamente compresi.

Dai risultati della ricerca pubblicata su Neuron, tuttavia, si è osservato che:

"il CBD blocca la capacità dell'LPI (la molecola lisofosfatidilinositolo) di amplificare i segnali nervosi in una regione del cervello chiamata ippocampo."

Come in altri studi precedenti, i ricercatori della NYU Grossman School of Medicine hanno evidenziato quanto questo cannabinoide sembri influenzare alcuni recettori del cervello. In particolare, il CBD sembra poter influire sull'azione del recettore TRPV1 (Transient Receptor Potential Vanilloid) e sul GPR55 (coinvolto nella produzione di glutammato, una sostanza chimica del cervello). Si ritiene che questi due elementi siano coinvolti nello sviluppo delle convulsioni e dell'epilessia.

Evidenze scientifiche sul possibile ruolo del CBD per l'epilessia

Già da qualche anno, la Food and Drug Administration (FDA), l'agenzia federale americana preposta al controllo della sicurezza degli alimenti e dei prodotti, ha approvato il prodotto Epidiolex.

Ciò dimostra che anche la comunità scientifica riconosce il possibile interesse del CBD per l'epilessia.

Come abbiamo spiegato anche prima, Epidiolex è un prodotto raccomandato in due forme di epilessia resistenti agli approcci convenzionali: la sindrome di Dravet e la sindrome di Lennox-Gastaut.

  • La sindrome di Dravet inizia nell'età dello sviluppo e può dare forti convulsioni in seguito alla febbre. Le persone con questa condizione mostrano spesso difficoltà nell'apprendimento e disturbi del comportamento.
  • Anche la sindrome di Lennox-Gastaut interessa i bambini e comporta disturbi a livello comportamentale e cognitivo. Uno dei primi studi [4] sull'interesse di Epidiolex, condotto nel 2014 e che ha coinvolto 681 persone, ha valutato la sicurezza e il possibile ruolo del prodotto.

Studi preclinici

Gli studi preclinici [5] danno risultati positivi, mostrando una "diminuzione della frequenza assoluta delle crisi settimanali" nelle persone con sclerosi tuberosa, una forma di epilessia resistente agli approcci convenzionali. Pertanto, il cannabidiolo rappresenta una speranza non solo per le forme di epilessia come la sindrome di Dravet o la sindrome di Lennox-Gastaut, ma anche per altre condizioni caratterizzate da spasmi e convulsioni.

Studi clinici e risultati

Dai risultati degli studi clinici completati si è osservato che il CBD presenta un buon profilo di tollerabilità accanto agli approcci convenzionali.

Inoltre, secondo una revisione [6] pubblicata nel 2019 sulla rivista Molecules: "Tutti gli studi che riportano dati di efficacia mostrano che il CBD è in grado di ridurre la frequenza delle convulsioni."

Utilizzo del CBD in relazione all'epilessia

In genere, le persone che assumono prodotti convenzionali per l'epilessia potrebbero comunque sperimentare crisi ed episodi epilettici.

Dunque, in questi casi, a partire dai due anni di età, il medico curante può prescrivere un percorso a base di CBD.

È anche possibile utilizzare l'olio di CBD per l'epilessia o altri prodotti a base di CBD come alternativa o in aggiunta all'approccio convenzionale, previa consultazione medica.

Quantità e modalità d'uso

CBD epilessia

Il CBD in relazione all'epilessia viene generalmente assunto in forma liquida, per via orale.

Le gocce di CBD vengono versate sotto la lingua utilizzando un'apposita pipetta e si lasciano agire per almeno 30 secondi.

La quantità di olio di CBD, proprio come quella di Epidiolex, viene determinata in base alle caratteristiche della persona. Il peso corporeo è uno dei fattori determinanti per valutare la quantità e la concentrazione più adatta.

Di solito, si inizia con una quantità bassa e poi si aumenta gradualmente la percentuale di CBD. Il passaggio alla quantità successiva avviene settimanalmente per consentire all'organismo di adattarsi.

I prodotti a base di CBD devono essere assunti sempre negli stessi orari e secondo le modalità indicate.

È importante non saltare le assunzioni, non mescolare componenti attivi senza indicazione medica e non sommare le quantità quando ci si dimentica di assumere il prodotto.

Possibili effetti indesiderati e interazioni

Il CBD è generalmente considerato una sostanza con un buon profilo di tollerabilità. Tuttavia, alcune persone potrebbero sperimentare una maggiore sensazione di sete, stanchezza, alterazione dell'appetito.

Bisogna prestare moltissima attenzione all'interazione dei prodotti al CBD con altri prodotti assunti: potrebbero verificarsi danni al fegato o altri effetti indesiderati.

Riguardo alle interazioni con altri prodotti anticonvulsivanti, gli effetti indesiderati più significativi segnalati sono stanchezza, stati d'umore basso, febbre, rinite, difficoltà del sonno, debolezza, alterazione dell'appetito, diarrea, nausea e affaticamento.

Gran parte degli effetti indesiderati segnalati scompare dopo qualche giorno e la maggior parte di essi sono attribuibili all'interazione tra il cannabidiolo e il percorso in corso.

Considerazioni sulla qualità e sicurezza dei prodotti a base di CBD

Il CBD è un prodotto estremamente diffuso, che viene commercializzato da aziende diverse sottoforma di olio, pastiglie, prodotti ad uso topico, infiorescenze di canapa e alimenti. Per il supporto alle convulsioni, l'olio di canapa è considerato uno dei prodotti più adatti, poiché può contribuire a gestire le crisi epilettiche.

Tuttavia, è importante tenere conto del fatto che la legalizzazione dei prodotti derivati dalla canapa industriale ha permesso l'accesso al mercato a diverse aziende, alcune delle quali potrebbero offrire prodotti di scarsa qualità.

Per ottenere reali benefici dagli estratti della cannabis, è essenziale imparare a riconoscere il miglior olio di CBD e non lasciarsi trarre in inganno da prezzi bassi o da un marketing aggressivo.

Quando si acquistano prodotti con CBD bisogna selezionare i marchi più affidabili, valutare attentamente il contenuto dei prodotti e leggere le analisi disponibili sulla loro composizione.

Questo permette di fare una scelta informata e di optare per prodotti di qualità.

Conclusione

In conclusione, per ottenere i reali benefici dall'uso del CBD, è importante fare una scelta oculata e informata, privilegiando prodotti di qualità da marchi affidabili e facendo attenzione alle differenze tra gli oli di CBD ad ampio spettro e a spettro completo, da cui scaturiscono effetti sostanzialmente diversi.

Fonti Scientifiche

[1]Justin C. Strickland, Erica Jackson, Nicolas J.Schlienz, Joel Munson, Marcel O. Bonn-Miller, Ryan Vandrey: “Valutazione trasversale e longitudinale dell'uso e della salute del prodotto cannabidiolo (CBD) tra le persone con epilessia”, Epilepsy and Behaviour, luglio 2021

[2] Evan C. Rosenberg, Simone Chamberland, Michele Bazelot, Helen E. Scharfman, Benjamin J. Whalley, Richard W.Tsien: “Il cannabidiolo modula il rapporto eccitatorio-inibitorio per contrastare l'iperattività dell'ippocampo”, Neuron, febbraio 2023

[3] Cosroe P, Benedito MA, Leite JR, Carlini EA, Mechoulam R. Effects of cannabidiol on behavioral seizures caused by convulsant drugs or current in mice. Eur J Pharmacol. 1982 

[4] Uno studio di estensione in aperto sul cannabidiolo (GWP42003-P) in bambini e adulti con sindromi di Dravet o Lennox-Gastaut (GWPCARE5), ClinicalTrials.gov. 

[5]Hess EJ et al. Cannabidiol as a new treatment for drug-resistant epilepsy in tuberous sclerosis complex. Epilepsia. 2016

[6] Silvestro S, Mammana S, Cavalli E, Bramanti P, Mazzon E. Use of Cannabidiol in the Treatment of Epilepsy: Efficacy and Security in Clinical Trials. Molecules. Apr 2012

Crystalweed
Autore:

Crystalweed è il team editoriale di Crystal Srl, azienda specializzata in prodotti CBD e cannabis legale dal 2017. I contenuti del blog sono scritti dal team interno e revisionati dal comitato scientifico composto da medici e ricercatori: tra cui il Dott. Antonio Candela (biologo esperto in neuroscienze), il Dott. Ruggero Amato e il Dott. Alberto Vazzoler. Ogni articolo cita le fonti scientifiche di riferimento e rispetta le linee guida sull'informazione nel settore dei cannabinoidi.

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5 comments on “CBD ed epilessia: studi, trattamenti tradizionali e cosa sapere”

  1. Buongiorno io ho a casa il vostro CBD soffro di attacchi epilettici e prendo il mysoline Volevo sapere quante gocce devo prendere alla sera per rilassarmi? Dimenticavo alla sera prendo anche la pastiglia antiepilettica grazie

    1. Cara Cinzia, io prendo un altro farmaco associato ma come prima cosa ho avvisato il mio medico per capire in che modalità assumere le gocce visto che stavo già prendendo un altro farmaco. Sempre meglio sentire uno specialista prima.

  2. Sono mamma di un bambino di 5 anni che Pasa crisi di epilessia, causa di un lesione causato da un' parto difficile nella zona di lombo temporale
    CBD 2% quando gocce Devo darlo al mio bambino
    Non sto utilizzando per il momento nessun altro farmaco per epilessia grazie

    1. Quello che ho fatto con il mio bambino che ne soffre come il tuo è sentire il pediatra o medico di riferimento prima di stabilire in autonomia il dosaggio. Ti direi di fare così!

  3. Non avevo crisi da due anni, ero in cura con Depakin 200(2 pastiglie al giorno)ora ho provato a riprenderla, ma non mi sono sentita bene.Vokevo provare a curarmi con CBD ma non ho trovato medici che hanno questo approccio verso la malattia.Avro'una visita neurologica:so già che mi diranno di continuare con il Depakin o forse un farmaco migliore.Qualche consiglio?

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