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Reishi e sonno: perché questo fungo è studiato per il riposo notturno

22 Maggio 2026 alle 3:50
Tempo di lettura: 7 min
Autore: Dott. Ruggero Amato

Reishi e sonno

Il Reishi è uno dei funghi medicinali di cui più si discute in relazione alla qualità del riposo notturno, e viene spesso preso in considerazione quando una persona riferisce un sonno superficiale e non pienamente ristoratore, con risvegli frequenti nella seconda metà della notte e stanchezza mattutina che tende a protrarsi, un quadro che spesso si accompagna a periodi di stress prolungato o a un sovraccarico lavorativo che non sempre viene riconosciuto subito come possibile fattore coinvolto. Quando si integra il Ganoderma lucidum in modo sistematico e si lavora parallelamente su alcune variabili dello stile di vita, eventuali cambiamenti nella qualità percepita del sonno tendono a emergere in modo progressivo nel corso delle settimane, proprio perché questo fungo non viene descritto come una sostanza ad azione immediata, ma come un elemento studiato per il suo possibile rapporto con rilassamento serale, equilibrio dell’organismo e ritmo biologico notturno.

Un fungo dalla storia millenaria e dal meccanismo moderno

Il Reishi è uno dei pochi rimedi della tradizione asiatica per cui la ricerca moderna abbia progressivamente chiarito diversi meccanismi biologici sottostanti, trovando una coerenza tra ciò che la medicina tradizionale cinese ha osservato per quattromila anni e ciò che la farmacologia contemporanea ha identificato a livello molecolare, e questa sovrapposizione è proprio quella che lo rende interessante dal punto di vista della ricerca. Il Ganoderma lucidum, nome scientifico del Reishi, è un fungo dalla superficie laccata e lucida, di colore rosso-brunastro, che cresce sui tronchi di latifoglie in Asia orientale ed è stato soprannominato nella tradizione cinese "fungo dell'immortalità" per la sua associazione con la longevità, il benessere e la chiarezza mentale. Non è commestibile nel senso tradizionale del termine perché la consistenza legnosa e il sapore intensamente amaro lo rendono inadatto all'uso culinario diretto, e per questo viene impiegato da secoli in forma di decotti, polveri o estratti, che è anche il formato in cui la ricerca contemporanea lo ha studiato con maggiore sistematicità.

Nel contesto della micoterapia, ovvero dell'utilizzo dei funghi medicinali a scopo benefico, il Reishi occupa una posizione distinta dagli altri funghi per il suo possibile coinvolgimento in tre aree studiate con particolare attenzione: sistema nervoso, sistema immunitario e risposta allo stress. Questa ampiezza d’interesse spiega perché il rapporto tra Reishi e sonno non venga letto come quello di una sostanza sedativa immediata, ma come un tema più ampio, legato all’equilibrio generale dell’organismo e alla qualità del riposo nel tempo.

I triterpeni e i polisaccaridi studiati in relazione al riposo

Questo fungo contiene oltre quattrocento composti bioattivi identificati dalla ricerca, tra cui due categorie che ricorrono spesso negli studi sul sonno e sul rilassamento. La prima categoria è quella dei triterpeni ganodermici, molecole amare e complesse che il Ganoderma lucidum produce in quantità superiore a molti altri funghi conosciuti e che sono state studiate per la loro possibile interazione con alcuni meccanismi del sistema nervoso centrale, compresa la modulazione GABAergica osservata in modelli preclinici [1]. La seconda categoria è quella dei polisaccaridi, in particolare i beta-glucani, che vengono studiati soprattutto in relazione al sistema immunitario e ai processi infiammatori di basso grado, spesso considerati anche quando si parla di stress prolungato e qualità del riposo [2].

Quando si integra un estratto di Ganoderma lucidum ben titolato e lo si affianca a una riduzione dell'esposizione alla luce serale, eventuali cambiamenti nella struttura del riposo possono richiedere tempo, proprio perché questi due gruppi di composti vengono studiati su dimensioni diverse dello stesso equilibrio: attività serale del sistema nervoso, carico legato allo stress e parametri del sonno osservati soprattutto in ambito preclinico. In questo senso, il Reishi non va presentato come una scorciatoia per dormire, ma come un fungo medicinale studiato per il suo rapporto con i meccanismi che regolano il riposo notturno.

Reishi e sonno infografica

Il GABA e l'adenosina: 2 meccanismi studiati nel rapporto tra Reishi e riposo

L'azione del Reishi sul sonno è quella che richiede una spiegazione più ampia per essere capita correttamente, e capita spesso che una persona chieda se questo fungo funzioni come un sonnifero o se abbia un effetto immediato già dalle prime assunzioni. I triterpeni del Ganoderma lucidum interagiscono con i recettori del GABA, che è l'acido gamma-amminobutirrico, il principale neurotrasmettitore inibitorio del sistema nervoso centrale, ovvero una delle molecole coinvolte nei normali processi con cui il cervello regola la propria attività e prepara l’organismo al riposo. Questa interazione è stata documentata in studi su modelli animali in cui l'estratto di Ganoderma prolungava significativamente la durata del sonno NREM senza alterare le fasi REM [1].

Il secondo meccanismo passa attraverso l'adenosina, una molecola che si accumula nel cervello durante le ore di veglia come segnale progressivo di stanchezza, e che i composti del Reishi sono stati studiati per il loro possibile rapporto con la sua degradazione enzimatica. In termini pratici, questo meccanismo viene preso in considerazione perché potrebbe avere un ruolo nei processi che regolano la pressione del sonno nelle ore serali, soprattutto nei contesti in cui stress e iperattivazione rendono più difficile il normale passaggio dalla veglia al riposo [3].

Uno studio condotto su ratti ha documentato che la somministrazione di estratto di Ganoderma lucidum per tre giorni consecutivi prolungava il tempo totale di sonno e la durata del sonno NREM in modo significativo rispetto al gruppo di controllo, con effetti misurabili sulla struttura del riposo notturno che la ricerca ha attribuito proprio all'interazione tra i triterpeni ganodermici e i recettori GABAergici [2]. Un secondo filone di ricerca, pubblicato su Frontiers in Pharmacology nel 2024, ha documentato che l'estratto di spore di Ganoderma lucidum mostrava effetti su alcuni parametri del sonno in un modello animale di declino cognitivo, con risultati attribuiti all'azione antinfiammatoria e alla modulazione della neurotrasmissione nelle aree cerebrali coinvolte nella regolazione del ciclo sonno-veglia [4].

Il Reishi come adattogeno: il collegamento tra stress e sonno

Nell’attività clinica il collegamento tra stress prolungato e qualità del sonno è uno degli aspetti che si osservano con maggiore frequenza, soprattutto nelle persone che dormivano bene fino a qualche mese prima e poi hanno iniziato a svegliarsi nel mezzo della notte senza riuscire a spiegare perché, spesso in coincidenza con un periodo lavorativo intenso o con una situazione familiare che ha mantenuto il sistema nervoso in uno stato di allerta prolungata. Il Reishi è classificato come adattogeno, un termine usato per descrivere sostanze studiate per il loro possibile supporto all’equilibrio dell'organismo nei periodi di stress, e il suo meccanismo viene collegato anche alla modulazione dei segnali legati allo stress serale, in particolare quando il normale ritmo tra cortisolo, melatonina e sonno profondo risulta meno regolare [3].

Uno studio clinico randomizzato controllato con placebo condotto da Tang e colleghi nel 2005 su soggetti con neurastenia, una condizione caratterizzata da affaticamento cronico, irritabilità, cefalea e alterazioni del riposo, ha documentato cambiamenti significativi nella qualità del sonno riferita e nel senso generale di benessere dopo otto settimane di integrazione con polisaccaridi di Ganoderma lucidum, con differenze statisticamente significative rispetto al gruppo placebo a partire dalla quarta settimana e una progressione dei risultati nelle settimane successive, un andamento temporale coerente con il meccanismo adattogeno, che richiede tempo e non corrisponde a un effetto ipnotico immediato [5]. Quando si integra il Reishi in modo continuativo nei soggetti con questo profilo, gli eventuali cambiamenti tendono a manifestarsi in modo graduale, proprio perché questo fungo viene studiato per il suo rapporto con più assi interconnessi: risposta allo stress, trasmissione GABAergica e processi infiammatori di basso grado.

Come scegliere l’integratore Reishi corretto

La scelta dell'estratto è il punto in cui la maggior parte delle persone commette l'errore più comune, e si riscontra regolarmente in chi arriva in consulenza avendo già usato Reishi per alcune settimane senza risultati apprezzabili, quasi sempre perché ha acquistato un prodotto con una titolazione in triterpeni insufficiente o con un rapporto di estrazione che non permette di valutare con precisione la concentrazione dei composti bioattivi. I funghi medicinali adattogeni di qualità si distinguono per tre parametri che una persona attenta dovrebbe verificare prima dell'acquisto, ovvero la fonte dell'estratto, se proviene dal corpo fruttifero o dal micelio, la titolazione in triterpeni ganodermici espressa in percentuale e la titolazione in polisaccaridi, perché un prodotto che dichiara solo la quantità di polvere di fungo senza specificare la concentrazione dei principi attivi rende più difficile valutare la reale qualità dell’integrazione.

Gli estratti di corpo fruttifero tendono a contenere una concentrazione maggiore di triterpeni rispetto agli estratti di micelio, e questa differenza è rilevante quando si parla di riposo perché i triterpeni ganodermici sono tra le molecole studiate in relazione ai meccanismi GABAergici e alla risposta allo stress serale. Negli studi disponibili sono stati utilizzati dosaggi variabili, spesso compresi tra i 1000 e i 3000 mg al giorno di estratto standardizzato, con tempi di tre-otto settimane prima che eventuali variazioni percepite nella qualità del sonno vengano riportate in modo più stabile, e chi vuole approfondire la composizione specifica e valutare la titolazione può trovare le informazioni necessarie nella scheda delle capsule di Reishi. Gli effetti avversi segnalati in letteratura sono rari e riguardano principalmente disturbi gastrointestinali leggeri nelle prime settimane, mentre le persone che assumono anticoagulanti o farmaci immunosoppressori dovrebbero consultare il proprio medico prima di iniziare l'integrazione, perché alcuni componenti del Reishi sono stati studiati anche in relazione alla coagulazione del sangue e all’attività immunitaria.

Riferimenti scientifici

  • [1] Chu Q-P, Wang L-E, Cui X-Y, et al. Extract of Ganoderma lucidum potentiates pentobarbital-induced sleep via a GABAergic mechanism. Pharmacol Biochem Behav. 2007;86(4):693-698.
  • [2] Cui X-Y, Cui S-Y, Zhang J, et al. Extract of Ganoderma lucidum prolongs sleep time in rats. J Ethnopharmacol. 2012;139(3):796-800.
  • [3] Feng H, Feng S, Zhang B, et al. Effects of Alcohol Extracts From Ganoderma resinaceum on Sleep in Mice Using Combined Transcriptome and Metabolome Analysis. Front Pharmacol. 2022;12:772183.
  • [4] Zhao Y, et al. Ganoderma lucidum spore extract improves sleep disturbances in a rat model of sporadic Alzheimer's disease. Front Pharmacol. 2024;15:1390294.
  • [5] Tang W, Gao Y, Chen G, et al. A randomized, double-blind and placebo-controlled study of a Ganoderma lucidum polysaccharide extract in neurasthenia. J Med Food. 2005;8(1):53-8.

Dott. Ruggero Amato

Ricercatore indipendente e consulente per l'Università degli Studi Federico II di Napoli, primo ricercatore a testare la cannabis in zootecnia (nel 2019) come integratore per diminuire i livelli di stress e migliorare le produzioni animali, ad oggi si occupa di sviluppo e ricerca di prodotti veterinari a base di estratti di cannabis e cannabinoidi, è il direttore del Comitato Tecnico Scientifico di Canapa Sativa Italia e reviewer per diverse riviste indicizzate che si occupano di cannabis e cannabinoidi.

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