Sativex e sclerosi multipla

Nel momento in cui la sclerosi multipla trasforma anche i gesti più semplici in sfide, trovare sollievo diventa una priorità.
La spasticità muscolare colpisce oltre l'80% delle persone con questa patologia neurologica: rigidità che blocca i movimenti, crampi notturni che impediscono il sonno, dolori che accompagnano ogni singolo passo.
Per anni, i trattamenti disponibili hanno lasciato molti pazienti senza risposte adeguate. Poi, nel 2013, è arrivato in Italia il Sativex, primo farmaco a base di cannabinoidi approvato dall'Agenzia Italiana del Farmaco.
Lo spray oromucosale Sativex contiene due principi attivi estratti dalla Cannabis sativa: delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) e cannabidiolo (CBD) in rapporto 1:1. Non è come la cannabis fumata o di preparazioni artigianali, bensì di un medicinale standardizzato, sottoposto a rigorosi trial clinici e regolamentato come qualsiasi altro farmaco.
L'approvazione pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 100 del 30 aprile 2013 ha segnato una svolta per migliaia di persone che convivono con forme moderate o gravi di rigidità muscolare resistente ai farmaci tradizionali.
Come funziona il Sativex? Il Sativex agisce sul sistema endocannabinoide, una rete di recettori presente nel sistema nervoso centrale e periferico che regola diverse funzioni biologiche, tra cui il tono muscolare.
Comprendere come funziona questo medicinale, quando viene prescritto e cosa aspettarsi dal trattamento può fare la differenza tra una gestione efficace dei sintomi e l'ennesima delusione terapeutica.
Cos'è la sclerosi multipla e perché causa spasticità?
La sclerosi multipla è una malattia autoimmune cronica che attacca il sistema nervoso centrale.
Il sistema immunitario, per ragioni ancora non completamente chiare, identifica erroneamente la mielina – la guaina protettiva che riveste le fibre nervose – come un nemico da eliminare.
Questo processo di demielinizzazione interrompe la normale trasmissione degli impulsi elettrici tra cervello e corpo.
Le lesioni possono formarsi in qualsiasi area del cervello, del midollo spinale o dei nervi ottici, motivo per cui i sintomi variano enormemente da persona a persona.
Alcuni avvertono principalmente disturbi visivi, altri perdita di sensibilità, altri ancora problemi di equilibrio e coordinazione. La diagnosi arriva tipicamente tra i 20 e i 40 anni, sebbene la malattia possa manifestarsi a qualsiasi età.
Esistono diverse forme cliniche di SM: la sclerosi multipla recidivante-remittente (SMRR) alterna fasi di riacutizzazione a periodi di remissione; le forme progressive (primaria o secondaria) mostrano invece un peggioramento graduale e continuo. Indipendentemente dalla tipologia, la spasticità compare frequentemente con l'avanzare della patologia.
La spasticità è un aumento anomalo del tono muscolare che rende i muscoli rigidi, contratti, difficili da controllare. Immagina di dover muovere un braccio o una gamba contro una resistenza costante, come se qualcuno tirasse dall'altra parte. I muscoli si contraggono involontariamente, causando spasmi dolorosi che possono durare secondi o minuti. La notte diventa un incubo quando crampi improvvisi ti svegliano ripetutamente. Camminare richiede uno sforzo enorme, l'autonomia si riduce progressivamente, servono ausili e assistenza per attività che prima erano automatiche.
Gli antispastici tradizionali – baclofene, tizanidina, dantrolene – funzionano per molti, non per tutti. Alcuni pazienti sperimentano effetti collaterali intollerabili: debolezza muscolare eccessiva, sonnolenza, vertigini, disfunzioni epatiche. Altri semplicemente non ottengono benefici significativi nonostante dosaggi ottimizzati e combinazioni di farmaci. È proprio per questi casi resistenti che il Sativex offre un'alternativa terapeutica.
Come funziona il Sativex?
Il sistema endocannabinoide è una scoperta relativamente recente della neuroscienza.
Questo sistema di comunicazione cellulare utilizza due principali recettori: CB1 e CB2. I recettori CB1 si concentrano nel sistema nervoso centrale, dove gestiscono memoria, movimento, percezione del dolore e appetito. I recettori CB2 sono più abbondanti nelle cellule immunitarie e nei tessuti periferici, dove modulano infiammazione e risposta immunitaria.
Il nostro corpo produce naturalmente molecole chiamate endocannabinoidi (tipo l'anandamide e il 2-AG) che si legano a questi recettori per mantenere l'equilibrio fisiologico. Quando un endocannabinoide si attacca a un recettore CB1 nel sistema nervoso, riduce il rilascio di neurotrasmettitori eccitatori, abbassando l'iperattività neuronale che causa contrazioni muscolari involontarie. In questo articolo ti spieghiamo bene come interagisce il CBD con il corpo umano.

Il THC contenuto nel Sativex agisce come agonista parziale dei recettori CB1, imitando gli endocannabinoidi naturali e amplificando questo effetto calmante sui circuiti nervosi responsabili del tono muscolare. Il CBD, pur non legandosi direttamente ai recettori cannabinoidi con la stessa affinità del THC, potenzia l'azione del sistema endocannabinoide attraverso meccanismi indiretti e bilancia alcuni effetti psicoattivi del THC stesso.
La combinazione 1:1 di THC e CBD non è casuale. Gli studi dimostrano che CBD e THC lavorano in sinergia: il cannabidiolo attenua gli effetti collaterali psicotropi del tetraidrocannabinolo (ansia, tachicardia, alterazioni cognitive) pur mantenendone i benefici terapeutici [1].
Questo rapporto equilibrato permette di ottenere rilassamento muscolare senza la sensazione di "sballo" associata all'uso ricreativo della cannabis.
Un aspetto da non sottovalutare: il Sativex agisce sulle vie motorie e del dolore migliorando la spasticità senza causare debolezza muscolare. Gli antispastici convenzionali spesso rilassano i muscoli in modo indiscriminato, riducendo anche la forza necessaria per camminare o compiere movimenti volontari. I cannabinoidi invece sembrano modulare selettivamente l'ipereccitabilità neuronale, lasciando intatta la funzione muscolare di base.
Per capire bene le distinzione tra Sativex e olio di CBD ti invitiamo a leggere l'articolo che parla di cannabis light e cannabis medica.
Le prove scientifiche
La ricerca sul Sativex nella sclerosi multipla è iniziata nei primi anni 2000.
Una meta-analisi pubblicata nel 2010 ha combinato i risultati di tre studi randomizzati controllati con placebo su 666 pazienti con SM e spasticità [2]. I pazienti trattati con nabiximols (il principio attivo del Sativex) hanno mostrato una riduzione media della spasticità di -1,30 punti sulla scala numerica 0-10, rispetto a -0,97 del placebo. La differenza di -0,32 punti può sembrare piccola, eppure si è rivelata statisticamente significativa e clinicamente rilevante per chi convive quotidianamente con rigidità muscolare invalidante.
Il primo studio di Fase III ha utilizzato un disegno innovativo chiamato "enriched design" [3]. Su 572 pazienti iniziali, quelli che hanno risposto positivamente al trattamento durante le prime 4 settimane (miglioramento ≥20% sulla scala NRS) sono stati randomizzati per continuare con Sativex o passare a placebo. Tra i responder, il 74% ha mantenuto il beneficio con il farmaco attivo contro il 46% del gruppo placebo. Questo approccio riflette meglio la pratica clinica reale: identificare chi risponde al trattamento ed evitare esposizioni inutili a chi non ne trae beneficio.
Studi osservazionali in contesti reali hanno confermato i dati sperimentali. Una ricerca tedesca multicentrica su 335 pazienti ha documentato che dopo un mese di terapia, il 74,6% ha ottenuto sollievo dalla spasticità resistente [4]. Il punteggio medio sulla scala NRS è sceso da 6,1 a 5,2 punti. Tra i pazienti con miglioramento ≥20%, la riduzione media è stata del 40%. Dopo tre mesi, il 55,3% continuava il trattamento con risultati mantenuti.
Un aspetto emerge costantemente dagli studi: circa il 40-50% dei pazienti che iniziano il trattamento raggiunge una risposta clinicamente significativa. Non funziona per tutti, ed è per questo che l'AIFA ha stabilito un periodo di prova obbligatorio di 4 settimane. Se entro un mese non si osservano miglioramenti oggettivi dei sintomi, il neurologo deve sospendere la prescrizione. Questa regola protegge i pazienti da trattamenti prolungati inefficaci e ottimizza le risorse del sistema sanitario.
Gli effetti vanno oltre la spasticità in sé. Diversi trial hanno documentato miglioramenti nel dolore neuropatico, nella qualità del sonno, nei disturbi urinari e nei crampi notturni [5]. Questo ha portato al concetto di "spasticity-plus syndrome": i sintomi associati alla rigidità muscolare spesso migliorano insieme, probabilmente perché condividono meccanismi fisiopatologici comuni o perché si influenzano reciprocamente.
Chi può usare il Sativex e come viene prescritto
Il Sativex non è per tutti i pazienti con sclerosi multipla. L'indicazione terapeutica approvata dall'AIFA è molto specifica: adulti con spasticità da moderata a grave dovuta a SM che non hanno risposto adeguatamente ad almeno due altri farmaci antispastici. Prima di prescrivere lo spray a base di cannabinoidi, il neurologo deve aver tentato baclofene, tizanidina o altri antispastici a dosaggi ottimizzati, senza successo o con effetti collaterali intollerabili.
Il farmaco è classificato come RNRL (Ricetta Non Ripetibile Limitativa): può essere prescritto solo da neurologi ospedalieri o di centri specializzati per la cura della sclerosi multipla. Non è acquistabile in farmacia territoriale, soltanto nelle farmacie ospedaliere o delle ASL. È inserito in fascia H (ospedaliera), quindi rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale quando tutti i criteri sono soddisfatti.
Esiste un Registro nazionale in cui vengono iscritti tutti i pazienti trattati con Sativex. Questo strumento di farmacovigilanza permette di monitorare l'appropriatezza prescrittiva, gli effetti a lungo termine, eventuali problemi di sicurezza che emergono nell'uso reale. I neurologi devono inserire dati clinici prima dell'inizio del trattamento, dopo 4 settimane e poi periodicamente durante il follow-up.
Le controindicazioni assolute comprendono: allergia ai cannabinoidi o agli eccipienti del prodotto; storia personale o familiare di disturbi psichiatrici gravi (schizofrenia, psicosi, disturbi bipolari) – la depressione associata alla SM non è una controindicazione; allattamento al seno. Durante la gravidanza il farmaco è controindicato, e sia uomini che donne in età fertile devono utilizzare metodi contraccettivi efficaci durante il trattamento.
Particolare attenzione va prestata in presenza di patologie cardiovascolari, insufficienza epatica o renale, storia di abuso di sostanze. Il THC può alterare la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa, quindi chi ha problemi cardiaci richiede valutazione cardiologica preliminare. Il fegato metabolizza i cannabinoidi, perciò chi ha epatopatie necessita di monitoraggio degli enzimi epatici.
Il Sativex influenza la capacità di guidare e usare macchinari. Nelle prime settimane di trattamento, quando si sta individuando il dosaggio ottimale, è sconsigliato mettersi al volante. Anche dopo la stabilizzazione, alcuni pazienti sperimentano vertigini o sonnolenza che possono compromettere i riflessi. La decisione sulla guida va valutata caso per caso con il medico.
Come si usa lo spray oromucosale

Il Sativex si presenta come uno spray contenuto in un flacone da 10 ml. Ogni erogazione (puff) rilascia 100 microlitri di soluzione contenente 2,7 mg di THC e 2,5 mg di CBD. Il flacone contiene 90 spruzzi, sufficienti per circa una settimana di terapia al dosaggio medio.
Prima dell'uso, il flacone va agitato vigorosamente. Lo spray deve essere diretto all'interno della bocca, alternando diverse zone: interno delle guance, sotto la lingua, palato. È fondamentale cambiare il punto di applicazione ad ogni spruzzata per evitare irritazioni locali della mucosa orale. Non va deglutito immediatamente, occorre trattenere il liquido in bocca almeno 30-60 secondi per permettere l'assorbimento attraverso la mucosa.
La titolazione del dosaggio è graduale e personalizzata. Si parte con 1 spruzzata alla sera per i primi 2-3 giorni. Se tollerata, si aggiunge 1 spruzzata al mattino. Poi si aumenta progressivamente, aggiungendo una spruzzata ogni 2-3 giorni, distribuendo le dosi nell'arco della giornata con intervalli di almeno 15 minuti tra un'erogazione e l'altra. L'obiettivo è trovare il dosaggio minimo efficace che controlla i sintomi senza causare effetti collaterali fastidiosi.
La dose mediana negli studi clinici è stata di 8 spruzzate al giorno. Alcuni pazienti ne usano 4-5, altri arrivano a 10-12. Il massimo consentito sono 12 spruzzate nelle 24 ore. Superare questo limite aumenta il rischio di effetti collaterali senza migliorare l'efficacia. Il periodo di titolazione dura tipicamente 2-4 settimane: ogni persona trova il proprio equilibrio tra beneficio e tollerabilità.
I pazienti imparano a modulare il numero di spruzzate in base alle necessità quotidiane. C'è chi usa più dosi la sera se la spasticità peggiora di notte, chi preferisce distribuirle uniformemente durante la giornata. Alcuni prendono dosi extra prima di attività che richiedono maggiore mobilità. Questa flessibilità è uno dei vantaggi del Sativex rispetto alle compresse a rilascio prolungato.
Per quanto riguarda la conservazione: prima dell'apertura, il flacone va tenuto in frigorifero (2-8°C) in posizione verticale. Una volta aperto, può essere conservato a temperatura ambiente (non oltre 25°C) fino a 42 giorni, dopodich va smaltito anche se non completamente esaurito. La data di prima apertura va annotata sul flacone.
Effetti collaterali e sicurezza a lungo termine
Gli effetti indesiderati più comuni nelle prime settimane sono vertigini e affaticamento, riportati rispettivamente nel 25-30% e 10-15% dei pazienti [4]. La buona notizia: sono generalmente lievi o moderati e tendono a scomparire spontaneamente entro pochi giorni, specialmente se si rallenta la titolazione del dosaggio. Ridurre temporaneamente il numero di spruzzate permette all'organismo di adattarsi gradualmente.
Altri effetti collaterali possibili includono sonnolenza, nausea, secchezza delle fauci, diarrea o stitichezza, visione offuscata, difficoltà di concentrazione. Raramente si verificano alterazioni dell'umore, ansia, irritabilità, sensazioni di disorientamento. Episodi di tachicardia o ipotensione ortostatica (capogiri alzandosi in piedi) possono manifestarsi, soprattutto all'inizio del trattamento.
L'irritazione della mucosa orale nel punto di applicazione è frequente se non si alterna adeguatamente il sito di spruzzatura. Alcune persone lamentano un sapore sgradevole persistente. Sciacquare la bocca con acqua dopo alcuni minuti dall'assunzione può attenuare questo fastidio.
Un aspetto rassicurante emerso dagli studi a lungo termine: il Sativex non crea dipendenza fisica né tolleranza significativa. I pazienti che usano lo spray per mesi o anni mantengono la stessa efficacia senza bisogno di aumentare continuamente le dosi. Uno studio su soggetti trattati per oltre 3 anni ha confermato benefici stabili con dosaggio medio invariato [6]. Quando il trattamento viene interrotto, non si osservano sintomi di astinenza o effetti rebound (peggioramento improvviso della spasticità).
Il profilo di sicurezza cardiovascolare è generalmente buono, però richiede monitoraggio in pazienti con patologie cardiache preesistenti. Il THC può aumentare leggermente la frequenza cardiaca e causare ipotensione posturale. Chi assume Sativex dovrebbe alzarsi lentamente da posizione seduta o sdraiata per evitare vertigini.
Per quanto riguarda la funzione cognitiva, gli studi neuropsicologici non hanno evidenziato deterioramenti significativi della memoria o delle capacità cognitive in pazienti che usano Sativex a dosaggi terapeutici per periodi prolungati. Il rapporto 1:1 tra THC e CBD sembra proteggere dalle alterazioni cognitive che si osservano con l'uso di THC puro ad alte dosi.
Interazioni farmacologiche e precauzioni
Il Sativex può interagire con diversi farmaci. I cannabinoidi sono metabolizzati principalmente dal sistema enzimatico CYP450 del fegato, lo stesso che processa molti altri medicinali. L'associazione con inibitori del CYP450 (come ketoconazolo, ritonavir, claritromicina) può aumentare i livelli ematici di THC e CBD, potenziando effetti terapeutici ed effetti collaterali. Al contrario, induttori enzimatici (rifampicina, carbamazepina, fenitoina) possono ridurre l'efficacia del Sativex accelerandone l'eliminazione.
Particolare attenzione quando si assumono altri farmaci sedativi o che deprimono il sistema nervoso centrale: benzodiazepine, oppioidi, alcuni antidepressivi, alcol. La combinazione può amplificare sonnolenza, rallentamento dei riflessi, compromissione cognitiva. Non significa che l'associazione sia sempre vietata, però richiede monitoraggio attento e possibili aggiustamenti posologici.
I pazienti con SM spesso prendono molteplici farmaci contemporaneamente: immunomodulanti per la malattia di base (interferone, glatiramer, fingolimod), altri sintomatici (antidepressivi, farmaci per la vescica neurogenica, anticonvulsivanti). Il neurologo deve verificare ogni singola interazione potenziale e decidere se modificare terapie concomitanti o monitorare più frequentemente.
L'alcol va limitato o evitato durante il trattamento con Sativex. Entrambe le sostanze hanno effetti depressivi sul sistema nervoso, la combinazione aumenta il rischio di sonnolenza eccessiva, cadute, incidenti. Anche moderate quantità di alcol possono potenziare gli effetti collaterali dei cannabinoidi.
Il fumo di tabacco influenza il metabolismo dei cannabinoidi. I fumatori possono richiedere dosaggi leggermente superiori per ottenere lo stesso effetto terapeutico, perché le sostanze presenti nel fumo inducono alcuni enzimi epatici accelerando l'eliminazione di THC e CBD.
Ricerche in corso
La ricerca sui cannabinoidi nella sclerosi multipla continua ad evolversi. Gli studi si concentrano su diversi aspetti: ottimizzazione dei dosaggi, identificazione di biomarcatori predittivi di risposta, valutazione degli effetti neuroprotettivi a lungo termine, sperimentazione in altre forme di spasticità (lesioni midollari, paralisi cerebrale, sclerosi laterale amiotrofica).
Alcuni trial stanno indagando se l'aggiunta di cannabinoidi minori come il CBG (cannabigerolo) o il CBN (cannabinolo) possa potenziare l'efficacia del Sativex. Altri studi esplorano formulazioni alternative: cerotti transdermici per rilascio continuo, capsule a rilascio modificato, supposte per chi ha difficoltà con lo spray orale.
Un filone di ricerca particolarmente promettente riguarda le proprietà neuroprotettive dei cannabinoidi. Esperimenti su modelli animali suggeriscono che CBD e THC potrebbero rallentare la neurodegenerazione e favorire la riparazione della mielina. Se confermati negli esseri umani, questi effetti trasformerebbero i cannabinoidi da semplici trattamenti sintomatici a potenziali terapie modificanti il decorso della malattia.
La tecnologia aiuterà a personalizzare i trattamenti. Sistemi di monitoraggio digitale permetteranno ai pazienti di registrare sintomi, dosi assunte, effetti percepiti, condividendo dati in tempo reale con i neurologi. Algoritmi di intelligenza artificiale potrebbero suggerire aggiustamenti posologici basati su pattern individuali di risposta.
L'integrazione del Sativex con riabilitazione robotizzata è un campo emergente. Studi preliminari indicano che la combinazione di terapia farmacologica cannabinoide e training riabilitativo assistito da robot produce risultati superiori rispetto alla sola riabilitazione [7]. Il rilassamento muscolare indotto dal farmaco potrebbe facilitare l'esecuzione degli esercizi e migliorare gli outcome motori.
Costo, accesso e rimborsabilità in Italia
Il Sativex è un farmaco costoso. Un flacone da 10 ml (90 spruzzate) ha un prezzo che oscilla tra i 400 e i 600 euro a seconda delle condizioni commerciali regionali. Considerando che al dosaggio medio di 8 spruzzate al giorno un flacone dura circa 11 giorni, il costo annuale potrebbe superare i 10.000 euro senza rimborso.
Fortunatamente, essendo in fascia H, il Sativex è totalmente rimborsato dal SSN quando prescritto secondo le indicazioni approvate. I pazienti non pagano il farmaco, però devono soddisfare i criteri di eleggibilità: diagnosi di SM documentata, spasticità moderata-grave confermata da scale di valutazione oggettive, fallimento di almeno due antispastici convenzionali, miglioramento ≥20% nel periodo di prova iniziale.
La burocrazia può sembrare complessa: il neurologo compila una scheda di arruolamento per il Registro nazionale, richiede l'autorizzazione alla propria farmacia ospedaliera, prescrive su ricetta RNRL che ha validità di 30 giorni. Il paziente ritira il farmaco presso la farmacia ospedaliera previa prenotazione (spesso non è disponibile immediatamente, serve ordinazione). Ogni mese il processo si ripete, con valutazioni periodiche documentate per mantenere l'idoneità al rimborso.
Le differenze regionali nella gestione amministrativa possono creare disparità di accesso. In alcune regioni i centri per la SM hanno percorsi facilitati e tempi di erogazione rapidi. In altre, le procedure sono più macchinose e i pazienti sperimentano lunghe attese. Il Registro nazionale dovrebbe garantire uniformità, però l'applicazione pratica varia sul territorio.
Per chi non rientra nei criteri SSN (magari ha solo miglioramenti del 15-19% nel periodo di prova, sotto la soglia del 20%), l'unica opzione è l'acquisto privato. Alcuni pazienti si rivolgono a preparazioni galeniche di cannabis (Bedrocan, Bediol) prescritte su ricetta medica secondo la Legge 94/1998, che possono costare meno del Sativex pur essendo anch'esse preparazioni standardizzate di cannabinoidi per uso terapeutico.
E se il Sativex non è sufficiente?
Circa la metà dei pazienti che provano Sativex non raggiunge una risposta clinicamente significativa, oppure sviluppa effetti collaterali che ne rendono impossibile l'uso continuativo. Per questi soggetti, esistono alternative da considerare.
- Le iniezioni di tossina botulinica nei muscoli più colpiti dalla spasticità possono offrire sollievo localizzato per 3-4 mesi per singola infiltrazione. La tossina blocca temporaneamente la contrazione muscolare rilassando le aree trattate. È particolarmente efficace per la spasticità degli adduttori dell'anca, dei flessori delle dita, dei muscoli del polpaccio;
- La pompa di baclofene intratecale è un'opzione chirurgica per la spasticità grave e diffusa. Un dispositivo impiantato sottocute rilascia baclofene direttamente nel liquido cerebrospinale che circonda il midollo spinale, ottenendo concentrazioni terapeutiche molto superiori con dosi totali inferiori rispetto alla somministrazione orale. I benefici possono essere drammatici, però si tratta di un intervento invasivo che richiede manutenzione periodica del device;
- La fisioterapia rimane il cardine del trattamento non farmacologico. Stretching regolare, mobilizzazioni passive, tecniche di rilassamento muscolare, idroterapia, utilizzo di tutori e ortesi: tutte strategie che, combinate con la terapia farmacologica, massimizzano il controllo della spasticità e preservano la funzionalità residua;
- Tecniche di neurostimolazione come la stimolazione magnetica transcranica (TMS) o la stimolazione elettrica funzionale (FES) stanno mostrando risultati promettenti in studi pilota. Queste metodiche non invasive modulano l'attività neuronale attraverso campi magnetici o correnti elettriche, potenzialmente riducendo l'ipereccitabilità dei circuiti motori;
- La cannabis per inalazione o le preparazioni galeniche oleose offrono vie di somministrazione alternative ai cannabinoidi. L'inalazione (vaporizzazione, non combustione) produce effetti più rapidi rispetto allo spray oromucosale, utili per crisi acute di spasticità. Gli oli sublinguali o le capsule permettono dosaggi personalizzabili. Tuttavia, queste formulazioni non hanno la standardizzazione e i dati clinici del Sativex, quindi vengono considerate opzioni di seconda o terza linea.
Gli oli al CBD come supporto ai sintomi della SM
L'olio di CBD viene usato spesso come antidolorifico.
Oltre al Sativex, che richiede prescrizione medica e risponde a criteri precisi, esistono oli al CBD liberamente acquistabili che alcune persone con sclerosi multipla utilizzano come supporto per gestire sintomi lievi o in affiancamento alle terapie tradizionali.
A differenza del Sativex (rapporto THC:CBD 1:1), gli oli al CBD contengono cannabidiolo senza THC o con tracce minime, quindi non richiedono prescrizione. Sul nostro sito Crystalweed si trovano diverse concentrazioni (5%, 10%, 20%, 30%) in versione Full Spectrum o Broad Spectrum.
Alcuni utilizzano gli oli al CBD per dolore lieve, tensione muscolare o per migliorare il rilassamento serale. Esistono anche formulazioni specifiche come quelle che combinano CBD, CBG e CBN per un'azione sinergica sul benessere notturno.
È importante sottolineare che questi prodotti non sostituiscono il Sativex né le terapie prescritte dal neurologo, ma possono essere discussi con il proprio medico come parte di un approccio integrativo nel trattamento della sclerosi multipla.
Studi Scientifici
- [1] Russo M, Calabrò RS, Naro A, et al. (2015). "Sativex in the management of multiple sclerosis-related spasticity: role of the corticospinal modulation". Neural Plasticity, 2015:656582.
- [2] Wade DT, Collin C, Stott C, Duncombe P. (2010). "Meta-analysis of the efficacy and safety of Sativex (nabiximols), on spasticity in people with multiple sclerosis". Multiple Sclerosis, 16(6):707-714.
- [3] Novotna A, Mares J, Ratcliffe S, et al. (2011). "A randomized, double-blind, placebo-controlled, parallel-group, enriched-design study of nabiximols (Sativex), as add-on therapy, in subjects with refractory spasticity caused by multiple sclerosis". European Journal of Neurology, 18(9):1122-1131.
- [4] Flachenecker P, Henze T, Zettl UK. (2014). "Nabiximols (THC/CBD oromucosal spray, Sativex) in clinical practice--results of a multicenter, non-interventional study (MOVE 2) in patients with multiple sclerosis spasticity". European Neurology, 71(5-6):271-279.
- [5] Garde N, Heibel M. (2024). "Effect of nabiximols oromucosal spray (Sativex) on symptoms associated with multiple sclerosis-related spasticity: a case series". Drugs in Context, 13:2023-10-1.
- [6] Notcutt W, Langford R, Davies P, Ratcliffe S, Potts R. (2012). "A placebo-controlled, parallel-group, randomized withdrawal study of subjects with symptoms of spasticity due to multiple sclerosis who are receiving long-term Sativex (nabiximols)". Multiple Sclerosis, 18(2):219-228.
- [7] Russo M, Dattola V, Logiudice AL, et al. (2017). "The role of Sativex in robotic rehabilitation in individuals with multiple sclerosis: Rationale, study design, and methodology". Medicine (Baltimore), 96(46):e8826.

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