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Morbo di Alzheimer e CBD: cosa dicono le ricerche

3 Luglio 2025 alle 12:20
Tempo di lettura: 8 min
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Autore: Dott. Antonio Candela

In questo articolo vedremo in che modo si possono gestire i sintomi del morbo di Alzheimer in modo naturale e quali prospettive offre il CBD. Se hai bisogno di ulteriori info o vuoi dire la tua sull'argomento, scrivi un commento a fondo pagina.

Morbo di Alzheimer e CBD

Perdita di memoria, disturbi del sonno, agitazione, aggressività e mancanza di inibizione sono alcuni dei campanelli d'allarme di una malattia tanto temuta quanto diffusa: la malattia di Alzheimer o morbo di Alzheimer.

Attualmente, non esistono opzioni convenzionali in grado di risolvere questa condizione. Tuttavia, esiste un programma multifattoriale chiamato PROTOCOLLO BREDESEN che è riuscito non solo a fermare la progressione neurodegenerativa ma anche a ripristinare le capacità di memoria e apprendimento in persone che hanno intrapreso il programma nelle prime fasi della malattia. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista "Journal of Alzheimer's Disease" nel 2022. Questo protocollo è applicato in Italia da me, il Dott. Antonio Candela.

Il programma individua i fattori alla base della malattia attraverso analisi approfondite e mira a ripristinare un equilibrio nell'organismo con un percorso nutrizionale mirato e il supporto di diversi rimedi naturali, contribuendo a migliorare il benessere complessivo legato alla condizione.

Uno dei rimedi naturali ampiamente utilizzati è proprio l'olio di CBD, il cui componente attivo ha mostrato numerosi effetti positivi per la salute e che, in questo contesto, ha evidenziato un interessante ruolo nel ridurre i processi infiammatori, calmare l'irrequietezza che molte persone con Alzheimer manifestano e migliorare la qualità del sonno.

A differenza del THC, il CBD è privo di effetti psicotropi ed è oggetto di numerose ricerche, proprio in virtù dei suoi possibili effetti positivi sull'organismo umano.

Molte persone conoscono il possibile ruolo dell'olio di CBD nella gestione del dolore, ma la sostanza ha moltissime altre possibili proprietà di interesse.

Dalla ricerca arrivano indicazioni sui possibili effetti del CBD sul cervello, in particolare su condizioni neurodegenerative quali l'Alzheimer, il morbo di Parkinson e la malattia di Huntington. In effetti, l'allungamento dell'aspettativa di vita rende sempre più frequente la comparsa di condizioni degenerative che coinvolgono persone oltre i 65 anni. E questo stimola i ricercatori a trovare soluzioni valide e poco invasive come i cannabinoidi.

Come si possono affrontare i sintomi dell'Alzheimer in modo naturale? Quali prospettive offre il CBD in relazione all'Alzheimer?

Vediamo cosa dicono i ricercatori a riguardo.

Studi più recenti su CBD e cannabis in relazione all'Alzheimer

morbo di alzheimer ricerche scientifiche

L'interesse dei ricercatori sugli effetti della cannabis legale in relazione alla malattia di Alzheimer è altissimo, tanto che dal 1997 a oggi si sono susseguiti innumerevoli studi a riguardo.

In questa sezione abbiamo raccolto i più significativi in ordine cronologico.

In che modo il CBD agisce nel cervello per ridurre l'infiammazione e migliorare le funzioni cognitive?

Tra le principali difficoltà legate al morbo di Alzheimer c'è l'accumulo di depositi proteici anomali nei tessuti e nelle cellule nervose. A causa di questi depositi, i neuroni si infiammano, provocando una perdita graduale delle funzioni cognitive.

Poiché moltissime funzioni del sistema nervoso centrale vengono regolate dal sistema endocannabinoide, i ricercatori hanno iniziato a indagare il possibile ruolo del CBD nelle condizioni neurodegenerative.

In effetti, questo componente proveniente dalla cannabis e privo di effetti psicotropi ha dimostrato possibili proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. Inoltre, un corretto funzionamento del sistema endocannabinoide sembra contribuire a rallentare alcuni dei meccanismi alla base delle condizioni neurodegenerative. Secondo alcuni studi, il CBD può sostenere il sistema endocannabinoide, migliorando la comunicazione tra le cellule cerebrali.

Inoltre, il suo possibile ruolo nel sostenere le difese naturali dell'organismo sembra apportare benefici anche alle attività del sistema nervoso e del cervello.

Quindi, il CBD può aiutare con i sintomi dell'Alzheimer?

CBD morbo di Alzheimer

È chiaro che associare il morbo di Alzheimer e il CBD non sembra particolarmente intuitivo. Tuttavia, la ricerca scientifica ha ampiamente suggerito il possibile interesse del componente estratto dalla cannabis legale per le persone che convivono con l'Alzheimer.

L'Alzheimer è una forma di demenza e tra i suoi primi segnali ci sono la perdita della memoria recente e la difficoltà a trovare alcune parole durante la conversazione. In genere si semplifica il linguaggio e si dimenticano avvenimenti relativi ai minuti precedenti. Questo è dovuto ai cambiamenti che interessano i tessuti del cervello.

Inoltre, l'Alzheimer può compromettere il normale comportamento, provocando la perdita di ogni tipo di inibizione. Spesso la persona con Alzheimer può diventare aggressiva, parlare in maniera sconsiderata e non provare imbarazzo per comportamenti lontani dalle comuni norme sociali.

Una delle fonti di maggior disagio per chi vive con l'Alzheimer è la difficoltà a dormire in modo sereno e continuativo.

L'olio di CBD può essere di supporto in relazione ad alcuni dei sintomi dell'Alzheimer, come le difficoltà del sonno, i cambi d'umore e l'inappetenza.

Grazie al CBD, infatti, si può:

  • migliorare la qualità del sonno;
  • supportare il controllo dell'appetito;
  • contribuire a migliorare l'umore, riducendo ansia e stati di tristezza.

Dalle conoscenze attuali, sembra che i possibili effetti del CBD si manifestino soprattutto nelle fasi iniziali della malattia, contribuendo anche a rallentarne la progressione. Inoltre, se l'uso del CBD viene inserito in un approccio globale — percorso nutrizionale, attività fisica, stimolazione cognitiva, approfondimento sulle cause individuali — come quello del PROTOCOLLO BREDESEN, i risultati tendono a essere più significativi e, con la giusta guida, si possono ottenere riscontri molto incoraggianti.

Fonti scientifiche su Morbo di Alzheimer e CBD

Dott. Antonio Candela

Biologo esperto in neuroscienze e medicina funzionale, il Dott. Candela si laurea con lode all’Università Federico II di Napoli, proseguendo la formazione con due master nel Regno Unito (University of Edinburgh e UCL). È certificato nel protocollo Bredesen per la prevenzione del declino cognitivo, che applica integrando alimentazione e approcci naturali. Collabora con Crystalweed come consulente medico-scientifico.

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11 comments on “Morbo di Alzheimer e CBD: cosa dicono le ricerche”

  1. Vorrei sapere in che modo si usa e se può essere aggiuntivo alla terapia medica o come sostitutivo.grazie

    1. Buongiorno Graziella,
      ognuno di noi ha una risposta diversa ai cannabinoidi.
      In più, potrebbero esserci possibili interazioni con altre terapie in corso.
      Le consigliamo di contattarci all'assistenza clienti su WhatsApp al 327 138 5533 per avere maggiori dettagli e poterle dare indicazioni più precise.
      Le auguriamo una buona giornata
      Team Crystalweed

    1. Buon pomeriggio Michela,
      per avere maggiori informazioni le consigliamo di contattarci all'assistenza clienti su WhatsApp al 327 138 5533
      Le auguriamo una buona serata
      Team Crystalweed

  2. Salve mia madre soffre di Alzheimer e ha spesso episodi di aggressività...vorrei sapere quale dosaggio potrebbe essere utile...grazie

    1. Buongiorno Patrizia,
      rispondendo ognuno di noi diversamente ai cannabinoidi, le consigliamo di contattarci all'assistenza clienti su WhatsApp al 327 138 5533 per avere maggiori dettagli e poterle dare indicazioni più precise.
      Le auguriamo una buona giornata
      Team Crystalweed

  3. Buonasera. Volevo sapere se il Cbd può essere utile per la rigidità e la spasticita'nella malattia di Alzheimer avanzata. Grazie! Lorella

    1. Ciao Lorella, ti confermo che per mia mamma è servito molto. Se però vuoi avere delle informazioni più dettagliate ti consigli di scrivere ai ragazzi di Crystal via Whatsapp.

  4. E x le demenze fronto-temporali ? Ci sono studi e ricerche in merito? In che modo potrebbero aiutare mia moglie?

  5. Buonasera, mia madre ha una demenza diagnosticata come medio, grave. Ho inziato, sotto suggerimento di un'amica, a somministrare cbd oil, ma non riesco bene a capire in che dosaggio somministrazione ho paura di darne troppo e non ho ben chiaro se ci sono effetti collaterali. Al momento lo somministro a bisogno, cioè quando la vedo agitata, ma forse dovrei somministrazione regolarmente? Io lo aggiungo al caffè decaffeinato o al vino analcolico, faccio bene? Lei è molto sospettosa

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