Rimedi naturali per la colite ulcerosa: cosa sapere sul CBD
Scopri quali sono i migliori rimedi naturali per la colite ulcerosa e impara a conoscere ancora meglio questa patologia. Se vuoi dire la tua sull'argomento, scrivi un commento a fondo pagina.

Si stima che entro il prossimo anno saranno oltre 325 mila gli italiani che convivono con la colite ulcerosa (più nota come rettocolite), una condizione infiammatoria cronica a carico dell'apparato intestinale. Un dato che impone una più accurata e corretta informazione su cosa essa rappresenti e su quali rimedi naturali possano essere utili per tentare di porvi sollievo.
Nel nostro articolo tratteremo proprio questi argomenti; vi aspettiamo nei commenti per sapere i vostri pareri in merito.
"Sembri stare bene, però": è una delle frasi più tipiche che le persone con rettocolite ulcerosa (o, per usare la sua abbreviazione, RCU) si sentono rivolgere, e non esiste nulla di più sbagliato.
Sebbene infatti talvolta questa condizione non comporti problemi fisici chiari ed evidenti, caratterizzata com'è da periodi di assenza di sintomi vista la sua natura cronica, rimane comunque molto impattante sulla sfera emotiva di chi ne soffre, generando un continuo stato di tensione e paura per il futuro.
"Quanto durerà questo periodo di benessere?", "E se la rettocolite mi dovesse tornare all'improvviso?", "E se sarà più grave dell'ultima volta?", sono solo alcune delle domande che chi è in fase di remissione tendenzialmente si pone. Perché questo è la RCU: una bomba a orologeria che non sai mai quando esploderà, né con che grado di intensità lo farà.
E non parliamo poi dei momenti in cui al contrario la malattia è attiva! Oltre alle turbe emotive compaiono anche tutta una serie di sintomi fisici estremamente fastidiosi e limitanti, in grado di minare la tranquilla quotidianità di una persona.
C'è un altro problema, poi: non esiste (attualmente, almeno) una soluzione universale e definitiva per la RCU, in grado di debellarla totalmente e per sempre.
Però non disperate, questo non vuol affatto dire che non ci siano rimedi di vario tipo da adottare per tenerla sotto controllo e indurne la remissione, ovvero la scomparsa dei sintomi.
In che modo? Oltre ovviamente a seguire il percorso specifico indicato dal medico curante, è bene anche intervenire sulla dieta e gestire l'ansia, oltre a ricorrere a soluzioni naturali che rappresentano un valido supporto nel contesto della condizione.
Oggi siamo qui proprio per parlarvi di questo argomento, sperando comunque che leggiate l'articolo per semplice curiosità e non perché siate affetti anche voi dalla rettocolite.
Partiamo subito!
Comprendere la colite ulcerosa

Lo abbiamo già accennato in precedenza: la rettocolite ulcerosa rientra, insieme al Morbo di Crohn, nel novero delle IBD (Inflammatory Bowel Disease) o, per usare l'acronimo italiano, MICI (Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali).
Cosa vuol dire in parole povere? Si tratta di un'infiammazione caratterizzata dall'alternarsi di periodi di benessere ad altri di malessere, che colpisce il rivestimento interno principalmente del retto, da cui il nome. Se tuttavia il processo infiammatorio si estende anche all'intero colon, si parla di "pancolite".
La causa? Al momento sconosciuta, ma si tende a ricondurla a un malfunzionamento del sistema immunitario, che per motivi non noti attacca i microorganismi naturalmente presenti nell'intestino, inducendo così il processo infiammatorio.
Tra i sintomi tipici della RCU rientra in primo luogo il dolore addominale, di tipo crampiforme, delimitato in genere alla zona di intestino colpita, nella quale possono comparire piaghe e ulcere.
Ad esso fa seguito la diarrea, altro segno tipico della rettocolite, nella maggior parte dei casi accompagnata da sangue e muco; in alcuni casi, soprattutto se la malattia interessa solo una breve porzione di retto, può al contrario verificarsi stitichezza. Molte persone soffrono inoltre di una condizione in cui si avverte la costante urgenza di andare in bagno per poi evacuare soltanto piccolissime quantità, se non addirittura solo sangue.
Da questi sintomi scaturisce tutta un'altra serie di disturbi, di intensità più o meno elevata: carenza di ferro, dovuta all'emissione frequente e abbondante di sangue con le feci (nei casi più gravi si possono avere anche oltre le 10 scariche al giorno), sensibile calo di peso, stanchezza e spossatezza a causa della difficoltà ad assorbire le sostanze nutritive assunte con la dieta, malessere generale e talvolta febbricola, segno dell'attivazione della risposta del sistema immunitario.
Infine, la RCU può, con l'andare degli anni, aumentare il rischio di sviluppare un cancro del colon-retto.
Ora che vi abbiamo fornito una panoramica generale su questa condizione, passiamo più nel dettaglio ad approfondire le cure naturali che possono intervenire per migliorare la qualità della vita di chi soffre di RCU.
Il CBD e la colite ulcerosa: studi e ricerche
Sono numerosi gli studi inerenti al possibile ruolo del CBD, o cannabidiolo, in relazione alle IBD, quali, per l'appunto, la rettocolite, così come molte sono le persone con queste condizioni che fanno regolare uso di cannabis terapeutica e derivati per attenuare l'infiammazione e modulare la risposta dolorosa legate ai propri disturbi.
- Panoramica dello studio: l'obiettivo della ricerca è stato quello di individuare correlazioni positive tra l'assunzione di cannabinoidi e la remissione o il sollievo dai sintomi delle IBD. Sono stati presi a tal scopo in riferimento a studi pubblicati tra il 2012 e il 2022, avvalendosi del protocollo PRISMA (Preferred Reporting Items for Systematic Reviews and Meta-Analyses), al fine di garantire l'inclusione di articoli pertinenti e recenti.
- Risultati: la ricerca ha evidenziato come l'utilizzo di cannabinoidi nelle persone con IBD possa contribuire al loro benessere generale, permettendo l'incremento di peso e, al contrario, riducendo il rischio di complicazioni (valutate tramite i punteggi del Mayo Score per la rettocolite e del Crohn's Disease Activity Index per il Morbo di Crohn). Nonostante l'ottimismo dei dati riportati, non ci sono però attualmente evidenze assolute, in particolare riguardo alle quantità e alle modalità di assunzione del CBD.
- Limitazioni e prospettive future: seppur i risultati della ricerca siano stati in larga parte promettenti, c'è da evidenziare come basti variare parametri quali gli indicatori di attività della condizione, la durata dei periodi di utilizzo, i dosaggi e la modalità di assunzione dei cannabinoidi per arrivare a esiti differenti. Svolgere studi controllati e randomizzati che si basino su parametri valutativi universali e che tengano anche in considerazione le variabili individuali (sesso, età, intensità dei sintomi) può facilitare l'approdo a risultati più omogenei in termini di dosaggio e modalità di assunzione del CBD.
- Conclusione: lo studio ha evidenziato segnali interessanti sul possibile ruolo dei cannabinoidi in relazione alle IBD. Sono tuttavia necessari ulteriori approfondimenti volti a confermare la sicurezza e l'utilità su larga scala di queste sostanze.
Alimentazione consigliata
Secondo molti gastroenterologi, la dieta non gioca un ruolo fondamentale nella RCU durante le fasi di remissione.
Un'alimentazione sana, corretta e bilanciata è però sempre il punto di partenza per il benessere dell'organismo e soprattutto quando la condizione è attiva e sintomatica, risulta opportuno non sovraccaricare ancora di più l'intestino infiammato con cibi complessi.
In questo caso, pur non esistendo una "dieta universale" valida per tutti, è bene preferire alimenti più facili da digerire, ovvero meno ricchi di fibre insolubili: verdure cotte private di semi e spelate, frutta matura senza buccia, cereali come il pane bianco o la pasta di semola sono alcuni esempi di cibi consigliati in fase attiva.
Sì anche alle proteine provenienti da carni bianche come il tacchino e il pollo, o dal pesce, tipo il merluzzo, il salmone, lo sgombro, tra l'altro ottime fonti di Omega-3, purché venga tutto preparato senza l'aggiunta di grassi; il vapore si rivela il metodo di cottura ottimale.
No, invece, agli alimenti che rischiano di danneggiare ulteriormente l'intestino: da limitare dunque i cereali integrali, le noci, i semi e le verdure crude, in particolare quelle a foglia verde, ma anche i legumi, che tendono a fermentare nell'intestino aumentando il gonfiore e la tensione addominale.
Neanche a dirlo, poi, bisognerebbe eliminare dalla propria dieta il cibo piccante o troppo speziato, la caffeina, l'alcol e il cioccolato, veri e propri nemici della salute intestinale già in condizioni normali, figuriamoci quando è già in atto un processo infiammatorio!
Occhio anche alle intolleranze: se ad esempio non si digerisce bene il lattosio, risulta opportuno non consumare prodotti lattiero-caseari, preferendo al loro posto quelli lactose-free.
Evitate però di ricorrere al fai-da-te: prima di intraprendere qualsiasi modifica o aggiunta alla vostra alimentazione vi consigliamo sempre e comunque di sentire il parere del vostro medico curante, l'unica persona in grado di fornirvi consigli mirati in base alla vostra situazione specifica.
Rimedi naturali e integratori per la colite ulcerosa

Oltre alle modifiche della dieta giornaliera, è possibile ricorrere anche all'assunzione di integratori e rimedi naturali antinfiammatori specifici per il benessere gastrointestinale. Vediamo qui di seguito quali sono i più utilizzati.
- Aloe vera: pianta con possibili proprietà lenitive, spesso utilizzata in relazione alle infiammazioni del tratto digerente. Può essere assunta sotto forma di succo, senza eccedere la dose consigliata di due cucchiai al giorno, iniziando però da uno solo per vedere come reagisce l'organismo.
- Latte di avena: l'avena è un cereale con possibili proprietà antinfiammatorie, che alcuni trovano utile in relazione ai disturbi della rettocolite. In commercio se ne trova facilmente il "latte", valida alternativa al consumo di latte vaccino per chi ha disturbi gastrointestinali. È possibile anche produrre questa bevanda vegetale in casa, lasciando in ammollo nell'acqua i fiocchi d'avena finché non si saranno ammorbiditi, per poi frullarli e filtrare il tutto.
- Infuso di semi di fieno greco: oltre a possibili proprietà benefiche per l'equilibrio ormonale femminile, il fieno greco è tradizionalmente utilizzato come supporto per l'intestino irritato. Un po' di semi lasciati in infusione per qualche minuto in una tazza d'acqua bollente e poi accuratamente filtrati possono essere un valido punto di partenza per chi soffre di rettocolite.
- Curcuma: grazie al suo componente attivo, la curcumina, la curcuma è oggetto di interesse anche in relazione alle IBD. Può essere assunta nei cibi oppure sotto forma di tisana o integratore, senza però eccedere col dosaggio consigliato in relazione allo specifico prodotto.
- Probiotici: quando si hanno disturbi intestinali può essere utile valutare l'assunzione di probiotici, ovvero i fermenti lattici. Anche in caso di colite ulcerosa i probiotici sono spesso presi in considerazione, nonostante all'inizio sia possibile sperimentare gonfiore e flatulenza a causa della loro azione sull'equilibrio della flora batterica intestinale. Oltre alle compresse, i fermenti lattici si trovano anche in alimenti come lo yogurt e il kefir.
- Olio di pesce: contiene Omega-3, grassi benefici che possono supportare il benessere intestinale, oltre che cardiovascolare e cognitivo.
- Camomilla: pianta tradizionalmente usata per favorire il rilassamento, spesso presa in considerazione anche da chi soffre di disturbi intestinali, soprattutto sotto forma di infuso. Discorso simile vale per la calendula, altra pianta con possibili proprietà antinfiammatorie.
- Psillio: soprattutto se la rettocolite provoca stitichezza, alcune persone trovano utile assumere (in basse dosi iniziali) il guscio di psillio, fonte di fibre solubili che possono facilitare l'evacuazione.
- Zenzero: la radice di zenzero, assunta fresca o infusa in acqua calda, può favorire l'espulsione di gas addominali responsabili della classica "pancia gonfia", contribuendo al contempo a ridurre la nausea e il disagio addominale. Attenzione però alle dosi: lo zenzero assunto in quantità elevate potrebbe irritare ulteriormente lo stomaco e l'intestino.
- Foglie di olivo: quando la rettocolite è attiva, il corpo può essere più esposto a infezioni a causa dell'indebolimento generale e dello squilibrio del sistema immunitario. L'estratto di foglie di ulivo è tradizionalmente utilizzato per sostenere le difese naturali dell'organismo.
- Semi di lino: ricchi di Omega-3 e fibre, possono essere assunti nello yogurt, ma per risultare più digeribili è preferibile consumarne l'olio.
- Bacche di mirtillo: il mirtillo è spesso preso in considerazione da chi soffre di rettocolite, per le sue possibili proprietà protettive sulla parete interna dell'intestino.
- Tè verde: tra le varietà di tè più ricche di antiossidanti, soprattutto catechine, può contribuire a sostenere il corpo in caso di RCU e a migliorare il transito intestinale. Contiene comunque teina, per cui andrebbe assunto con moderazione.
- Aglio: tra le sue tradizionali virtù rientra anche quella di favorire la digestione, soprattutto se assunto crudo. Attenzione però alle dosi: in quantità eccessive può irritare l'intestino.
- Ananas: contiene bromelina, una sostanza con possibili proprietà antinfiammatorie che può favorire l'assimilazione delle proteine.
- Pepe di Cayenna: la capsaicina contenuta in questa varietà di pepe è oggetto di studio per le sue possibili proprietà antinfiammatorie. Si tratta però sempre di pepe, ergo piccante: da assumere con estrema moderazione.
- Aceto di mele: tradizionalmente utilizzato per supportare la digestione; da assumere diluendone una piccola quantità in un bicchiere d'acqua.
Altre erbe e piante benefiche per la colite ulcerosa
Abbiamo già parlato della camomilla e della calendula come piante utili per attenuare i sintomi della colite ulcerosa, ma eccone altre molto consigliate.
- Carvi: tradizionalmente utilizzato come alleato contro il gonfiore e la digestione difficile e dolorosa.
- China: l'estratto di corteccia di china è tradizionalmente utilizzato per supportare i processi digestivi.
- Carciofo: apprezzato per le sue possibili proprietà di supporto al fegato, può favorire la digestione a livello intestinale.
- Menta: utile in caso di gonfiore e aerofagia, è tradizionalmente utilizzata anche per le sue possibili proprietà lenitive e rilassanti sulla parete intestinale.
- Malva: con possibili proprietà emollienti e calmanti, può essere di supporto per chi cerca di attenuare il processo infiammatorio.
Funghi medicinali per la colite ulcerosa
Sapevate che anche i funghi (quelli medicinali, intendiamoci) possono essere di supporto a chi soffre di colite ulcerosa? Approfondiamo qui di seguito le due varietà maggiormente utilizzate in questo contesto.
- Chaga (Inonotus obliquus): si trova sulla corteccia delle betulle nelle regioni fredde del Nord, da cui se ne ricava un estratto da assumere mediante infusione, capsule o polvere. È tradizionalmente utilizzato come supporto per l'intestino irritato e può contribuire al benessere della parete intestinale.
- Lion's Mane (Hericium erinaceus): secondo uno studio condotto nel 2016, questo fungo ha mostrato segnali positivi in relazione alla gestione della RCU nei topi con tale condizione. Ha poi possibili effetti sul cervello, con segnali interessanti sulle capacità cognitive.
Oltre ai due sopracitati, esistono altri funghi da tenere in considerazione come supporto per chi convive con la rettocolite, come quelli delle varietà Maitake, Turkey Tail e Cordyceps, con possibili proprietà di supporto all'equilibrio del sistema immunitario, soprattutto se assunti insieme a erbe adattogene.
Tecniche di rilassamento
Come abbiamo detto, l'ansia e lo stress sono spesso due compagni fedeli di chi soffre di colite ulcerosa, i quali però, oltre a influenzare negativamente lo stato di salute generale della persona, possono anche esasperare i sintomi della stessa RCU, generando un circolo vizioso senza fine.
Risulta dunque utile trovare delle soluzioni valide per calmare la mente agitata. Ecco alcuni consigli.
- Yoga: praticare lo yoga, che combina movimento fisico con respirazione controllata, è molto utile per favorire il rilassamento, migliorando al contempo la flessibilità corporea. Le posizioni yoga che stimolano delicatamente l'addome possono inoltre favorire la digestione.
- Meditazione: anche la meditazione viene in soccorso di chi soffre di tensioni e stress, riportando calma e serenità e aiutando ad affrontare in modo più positivo la rettocolite e i suoi sintomi. Esistono diverse tecniche di meditazione, come quella guidata, la mindfulness e la visualizzazione.
- Tisane: l'assunzione di tisane naturali, come quelle proposte da CrystalTea, è una soluzione pratica e veloce per rilassare mente e corpo, soprattutto al termine di una lunga giornata. Le erbe da preferire? Quelle già nominate che stimolano il senso di calma: malva, menta e camomilla.
Agopuntura e terapie alternative per la colite ulcerosa
Se non siete soddisfatti e desiderate scoprire ulteriori rimedi validi per affrontare la rettocolite, qui di seguito ve ne citiamo ancora un po'.
- Agopuntura: antica pratica cinese che si basa sull'inserimento di piccoli aghi in punti specifici del corpo per riequilibrare l'energia vitale (definita "qi") e promuovere il benessere. L'agopuntura può dunque aiutare sia ad attenuare lo stress sia a ridurre il dolore intestinale sia a favorire il processo digestivo.
- Terapie olistiche: aromaterapia, riflessologia e Reiki sono molto utilizzate da chi convive con la colite ulcerosa, anche se ovviamente i risultati variano da persona a persona.
Consigli pratici per la vita quotidiana
Al di là di ogni approccio intrapreso, è sempre bene cercare di adottare nella vita quotidiana un insieme di pratiche fondamentali per preservare il proprio stato di salute, soprattutto in condizioni delicate come la rettocolite. Vediamo alcuni consigli.
- Tenere un diario alimentare: siamo noi i migliori osservatori di noi stessi, motivo per cui è importante valutare autonomamente quali azioni eseguire per stare meglio. In campo alimentare, ad esempio, può essere utile tenere un diario in cui prendere nota degli effetti provocati sul proprio organismo dai vari cibi ingeriti, per evitare quelli maggiormente deleteri.
- Scegliere alimenti facili da digerire: l'abbiamo già detto in un paragrafo precedente, ma lo ribadiamo ancora. Un intestino con RCU è un intestino che soffre: non complicargli la vita con alimenti di difficile digestione è cosa buona e giusta.
- Bere molta acqua: una delle conseguenze potenzialmente gravi della diarrea, sintomo tipico della colite ulcerosa, è la disidratazione. Bere molto durante tutto l'arco della giornata si rivela dunque non solo consigliato, ma proprio indispensabile. No, però, a bevande zuccherate o contenenti caffeina, che potrebbero irritare ancora di più la parete intestinale. Sì, invece, ad acqua a temperatura ambiente e a tisane calde.
- Gestire lo stress: abbiamo già trattato a dovere questo argomento nel paragrafo "tecniche di rilassamento".
- Stabilire una routine quotidiana: organizzare le giornate per ritmi, scegliendo un'ora precisa in cui svegliarsi e un'ora a cui andare a dormire, può attenuare lo stress e migliorare la qualità del sonno.
- Chiedere supporto: non tenersi tutto dentro quando si soffre è il primo passo per non lasciarsi affossare dai pensieri negativi. Amici, familiari, medici o gruppi di supporto giocano in ciò un ruolo fondamentale.
Quando consultare un gastroenterologo
Per evitare complicanze, bisogna saper ascoltare il proprio corpo e avere un dialogo aperto e costante con il medico curante. Ecco di seguito alcuni segnali che indicano la necessità di consultare al più presto un gastroenterologo.
- Peggioramenti severi o prolungati: se i sintomi della RCU peggiorano e persistono per molto tempo, è bene valutare la situazione con uno specialista, perché la condizione potrebbe essersi aggravata, necessitando dunque di un approccio diverso.
- Sintomi nuovi o insoliti: anche la comparsa di sintomi mai sperimentati prima deve far supporre un aumento dell'intensità della condizione.
- Effetti indesiderati dei prodotti assunti: sono numerosi i prodotti usati nel percorso convenzionale per la colite ulcerosa, come cortisonici, immunosoppressori e antinfiammatori. Alcuni di essi però possono non andare bene per il proprio organismo, provocando effetti indesiderati che devono essere immediatamente discussi con il gastroenterologo.
- Controllo regolare: la RCU non guarisce definitivamente. Anche nei periodi di benessere è dunque importante sottoporsi a visite ed esami di routine, per evidenziare per tempo qualsiasi segnale di potenziale riattivazione della condizione.
- Approccio integrato: per avere una visione generale dell'approccio migliore da intraprendere, che comprenda sia percorsi convenzionali che soluzioni naturali, il gastroenterologo è la figura chiave cui chiedere consiglio.
Ricordate sempre: con la colite ulcerosa non si scherza, non è una condizione da prendere sottogamba o per la quale mettere in atto in totale autonomia approcci fai-da-te. Solo un gastroenterologo di professione può valutare il caso specifico, scegliendo insieme a voi la strada migliore da percorrere.

Iscriviti alla nostra newsletter.














Le analisi fecali dicono che l'infiammazione è ancora presente anche se i sintomi si sono ridotti, il mio papà che ha 92 anni dopo 20 anni di remissione della malattia ora sono 6 mesi che stiamo combattendo con mesalazina pastiglie e supposte, cortisone e fermenti lattici appositi, il miglioramento c'è nei sintomi, lui sembra stare bene anche se molto stanco, ma le analisi dicono che la malattia è ancora attiva....