CBD per dolori articolari: ecco cosa dicono le ricerche

Ti capita mai di sentire il tuo corpo rigido come un ceppo di legno? O di alzarti la mattina chiedendoti se è il tuo letto quello in cui hai dormito o se per caso è stato sostituito a tua insaputa da una scomodissima brandina di ferro?
Se – purtroppo – la risposta è sì, probabilmente soffri di dolori articolari. Un fastidio molto comune che rappresenta però un vero e proprio nemico delle attività quotidiane, come anche semplicemente fare una passeggiata.
Bisogna dunque trovare una soluzione. Tra le tante che si avvalgono della medicina tradizionale, oggi rivolgiamo lo sguardo verso un approccio del tutto naturale che è oggetto di crescente interesse scientifico per chi soffre di disturbi di questo tipo: il CBD (o cannabidiolo), un estratto della cannabis che, a differenza di altre sostanze presenti in questa pianta, non ha alcun effetto inebriante o psicoattivo.
Questo cannabinoide è disponibile in diverse formulazioni, che ne facilitano l'assunzione. Tra queste, l'olio di CBD e le creme sono tra i prodotti più utilizzati da chi cerca un supporto naturale per le articolazioni.
In particolare, le seguenti condizioni sono tra quelle più studiate in relazione al CBD:
- Artrite reumatoide: oggetto di studio per la possibile modulazione dell'infiammazione autoimmune;
- Artrosi: studi preliminari su protezione cartilagine e riduzione dolore;
- Ipermobilità articolare e sindrome di Ehlers-Danlos: possibile supporto per la gestione del dolore cronico da instabilità legamentosa;
- Borsite: possibile azione antinfiammatoria locale;
- Tendinite: possibile modulazione dell'infiammazione tendinea.
In altri articoli del nostro blog abbiamo già parlato del cannabidiolo e delle sue virtù, ma qui approfondiremo ulteriormente l’argomento, riferendoci in particolare al CBD supporto naturale per il dolore.
Cause e impatto dei dolori articolari
Partiamo subito con il dedicare un capitolo ai dolori articolari, per comprenderli meglio.
Immagina i dolori al ginocchio. Da cosa sono provocati? Ecco la prima domanda che tende a insorgere in chi ne soffre. La risposta non è univoca: tra le cause dei dolori articolari possono essere infatti citate molteplici situazioni, alcune risolvibili come un infortunio, altre croniche, come l’artrite o l’osteoartrite.
Anche l’età avanzata, l’attività fisica e lo stile di vita si riflettono sulla salute delle articolazioni: lavori che richiedono movimenti ripetitivi o sport troppo intensi non fanno certo bene alla salute articolare, soprattutto nel lungo periodo.
E che dire dell’impatto provocato da questo disturbo? Il dolore articolare non solo limita la vita della persona colpita, impedendole di svolgere con tranquillità la propria professione o i propri hobby, in particolare quelli fisici, ma ricade anche sul sistema sanitario nazionale, che deve – giustamente – fornire l’adeguata assistenza a chi la richiede.
Se anche tu soffri di questo problema, probabilmente ciò che hai letto non ti è affatto nuovo, e ci dispiace moltissimo; sappi però che non sei solo, e che non è detto che in futuro non vengano scoperti prodotti efficaci nel risolvere una volta per tutte, e alla base, questo fastidio.
Ciò che tuttavia possiamo fare è rimanere ancorati al presente, e analizzare insieme i trattamenti ad oggi disponibili nella gestione dei dolori articolari. Trovi tutto nei paragrafi successivi.
Trattamenti tradizionali vs. CBD

Il primo rimedio per affrontare i dolori alle articolazioni è rappresentato dai farmaci convenzionali, ovvero soprattutto FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) e oppioidi.
Il loro utilizzo è ampio e i risultati soddisfacenti, anche se come spesso accade quando si parla di assumere medicinali c’è un grosso "ma". Essi infatti possono provocare nel lungo periodo effetti collaterali degni di nota, come irritazione gastrica, problematiche renali e problemi di dipendenza (in particolare dai farmaci contenenti oppio).
La loro azione, inoltre, agisce soltanto a livello superficiale, curando cioè unicamente il sintomo (dolore) e non la causa sottostante (l’infiammazione delle articolazioni), rendendo dunque il paziente costretto ad assumerli con costanza per stare bene. Il CBD, al contrario, sebbene non sia una panacea, può contribuire al benessere articolare, con un profilo di tollerabilità che, secondo i dati di sicurezza disponibili, risulta favorevole rispetto ai farmaci classici.
CBD: meccanismo d’azione
Per comprendere come agisce il CBD dobbiamo fare un passo indietro e spendere due parole sul sistema endocannabinoide.
Con questo termine si intende un sistema neuromodulatorio che interviene nel regolare numerosi processi cognitivi ed emotivi a livello del sistema nervoso centrale, dal comportamento, alla gestione delle turbe emotive, a disturbi di stampo neurologico come l’epilessia.
I recettori del sistema endocannabinoide, ovvero i recettori CB1 e CB2, non si trovano però soltanto nel cervello, ma sono sparsi un po’ in tutto il corpo, e proprio riguardo a essi il CBD funziona come un modulatore allosterico negativo, occupandosi dunque di regolare molteplici percorsi di neurotrasmissione, come quelli della serotonina e degli oppioidi.
Come può essere riassunto tutto ciò? In una maniera molto semplice: il cbd, interagendo con il sistema endocannabinoide, secondo gli studi disponibili può contribuire a supportare la gestione del dolore articolare e di condizioni associate come l'infiammazione.
Parlando invece degli effetti collaterali, ti riportiamo in breve uno studio di fase I sull’escalation della dose di una soluzione orale di CBD (Epidiolex, ovvero un farmaco con CBD approvato dalla FDA e dall’EFSA), svolto allo scopo di testare gli esiti della somministrazione di dosi crescenti di CBD (da 150 mg a 600 mg).
L’esito è stato che il cannabidiolo risulta essere ben tollerato, e che solo in rari casi compaiono effetti collaterali quali diarrea lieve o moderata e mal di testa.
Dalla ricerca si è inoltre evidenziato come il CBD venga metabolizzato dagli enzimi citocromo P450 2C19 e CYP3A4, ed anche come sia in grado di inibire la famiglia di isoenzimi CYP2C e diverse forme di UDP-glucuronosiltransferasi.
Questo dato è rilevante per chi assume altri farmaci metabolizzati dagli stessi enzimi, come anticoagulanti o alcuni FANS: in questi casi è consigliabile consultare il proprio medico prima dell'uso.
La ricerca ha esplorato il ruolo del CBD anche in relazione alla risposta infiammatoria e alla percezione del dolore in condizioni come la fibromialgia.
Per confermare l’assoluta sicurezza del CBD bisognerebbe infatti approfondire le possibili interazioni tra cannabidiolo ed altri farmaci, oltreché con i prodotti alimentari, ma le ricerche in merito sono al momento esigue, così come lo sono quelle che prendono in esame il CBD isolato.
Studi scientifici e risultati sul CBD

Torniamo ora al tema centrale del nostro articolo: il legame tra CBD e dolori articolari.
Per approfondire il tutto ci avvaliamo di uno studio trasversale pubblicato su Journal of Cannabis Research (Vela et al., 2022) [1], condotto su 428 persone con artrite. Ben l'83% dei partecipanti ha riferito di percepire meno dolore e il 66% un miglioramento della funzionalità fisica, progressi segnalati soprattutto dai partecipanti con osteoartrite.
La conseguenza di ciò è un minor uso di farmaci tradizionali quali oppioidi, antinfiammatori e paracetamolo, con dunque una riduzione significativa di tutti gli effetti collaterali da essi apportati, come abbiamo visto in precedenza.
A supportare questi dati osservazionali si aggiunge uno studio controllato randomizzato in doppio cieco pubblicato su Journal of Hand Surgery (Heinman et al., 2022) [2] su 18 partecipanti con artrite basale del pollice: il CBD topico ha mostrato miglioramenti significativi nel dolore e nella disabilità rispetto al placebo, senza eventi avversi. Si tratta di un campione piccolo, ma è uno dei pochi rct disponibili sull'uso topico del CBD per l'artrite.
Le ricerche sul CBD in relazione ai dolori articolari sono tutt'altro che terminate, quindi in futuro potrebbero portare ad ulteriori importanti novità.
Cosa riportano i siti esperti di dolori articolari?
Abbiamo esaminato il portale CBD for Arthritis Pain: What You Should Know e in questa pagina parlano proprio del CBD per trattare i dolori articolari.
I medici affermano che:
Studi sugli animali hanno suggerito che il CBD possiede proprietà antinfiammatorie, ma questi effetti non sono stati convalidati da sufficienti studi scientifici sugli esseri umani. Stando a testimonianze aneddotiche (cioè testimonianze personali), alcune persone con artrite che hanno provato il CBD riportano un evidente sollievo dal dolore, un miglioramento del sonno e/o una riduzione dell'ansia.
Sul consigliare o meno il CBD alle persone che soffrono di dolori come l'artrite loro dicono che:
"Poiché mancano studi clinici di qualità sul CBD e sull'artrite, non è possibile indicare chi potrebbe trarre beneficio dal CBD, a quale dosaggio e in quale forma, chi probabilmente non ne trarrà beneficio e chi dovrebbe evitarlo".
Ciononostante, c'è accordo su diversi punti:
- Il CBD non sostituisce i trattamenti di fondo per l'artrite infiammatoria. Può essere considerato un supporto complementare nella gestione del dolore articolare e un efficace antinfiammatorio naturale, utile in caso di dolori articolari e contratture muscolari dovute all'attività sportiva.
- I pazienti interessati a provare il CBD dovrebbero prima consultare il medico che li ha in cura per l'artrite. Insieme, possono rivedere ciò che ha funzionato o meno in passato, se ci sono altre opzioni da provare prima, come fare una prova, cosa osservare e quando tornare per una visita di controllo per valutare i risultati. È utile tenere un diario dei sintomi e delle dosi per monitorare gli effetti.
Conclusioni
Abbiamo concluso il nostro articolo sul CBD e sui dolori articolari, ma terminiamo il tutto con un breve riassunto di quanto appreso.
Il CBD, interagendo con il sistema endocannabinoide, interviene positivamente nel trattamento dei dolori articolari, in particolare in chi soffre di osteoartrite.
Anche se ci sono pochi studi in merito, il CBD risulta ben tollerato dai partecipanti agli studi con quasi zero effetti collaterali. Mancano però ricerche più approfondite in merito ad un'eventuale interazione con farmaci ed alimenti. Ecco perché servirebbero ulteriori studi per esaminare anche questo ambito.
Sebbene comunque le premesse circa l’uso del CBD nel fornire sollievo dai dolori articolari siano ad oggi promettenti, ricorda sempre di verificare le leggi locali dello Stato in cui vivi prima di acquistarlo e utilizzarlo, perché non in tutti valgono le medesime regole.
Infine, esistono anche altre piante officinali con proprietà antinfiammatorie studiate dalla ricerca che potrebbero interessarti: scopri le più utilizzate per il benessere delle articolazioni leggendo l'articolo dedicato.
Studi e fonti
[1] Vela, J., Dreyer, L., Petersen, K. K., Lars, A. N., Duch, K. S., & Kristensen, S. (2021). Cannabidiol treatment in hand osteoarthritis and psoriatic arthritis. Pain, 163(6).
[2] Heineman, J. T., Forster, G. L., Stephens, K. L., Cottler, P. S., Timko, M. P., & DeGeorge, B. R. (2022). A Randomized Controlled Trial of Topical Cannabidiol for the Treatment of Thumb Basal Joint Arthritis. The Journal of Hand Surgery, 47(7).

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Ho 56 anni e conosco molto bene i dolori articolari purtroppo. Di solito assumevo fans ma ora ho cominciato con l’olio di CBD, sembra andare bene per ora