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Quante gocce di CBD per l'artrite reumatoide? Ce lo spiega il Dott. Candela

I nostri oli di CBD:

  • provengono da varietà di canapa registrate nel Catalogo Europeo Unificato e conformi ai criteri stabiliti dalla legge 242/20
  • sono notificati al Portale Europeo dei Prodotti Cosmetici (CPNP);
  • non sono farmaci a somministrazione orale.
11 Febbraio 2023 alle 2:24
Tempo di lettura: 2 min

L'artrite reumatoide è una malattia infiammatoria cronica che può colpire le articolazioni e non solo.

In alcune persone, la condizione può danneggiare un'ampia varietà di sistemi corporei, tra cui pelle, occhi, polmoni, cuore e vasi sanguigni.

A differenza del danno da usura dell'osteoartrosi, l'artrite reumatoide colpisce il rivestimento delle articolazioni, causando un gonfiore doloroso che alla fine può provocare erosione ossea e deformità articolare.

Solide basi scientifiche mostrano come una parte della risposta autoimmune sia causata da proteine infiammatorie che si trovano in alcuni alimenti, ricchi in lectine (1). Queste proteine hanno un’analogia strutturale ai nostri tessuti, per cui un sistema immunitario debole non riesce a discriminare tra i due e attacca il proprio organismo confondendolo per un invasore.

L’altra parte del problema risiede nell’incapacità di eliminare tossine e molecole inquinanti dall’organismo, come rame (2), cadmio (3), pesticidi, erbicidi, ftalati, bisfenolo A e altri composti chimici tossici che si accumulano con il tempo. Ciò provoca un’infiammazione sistemica che danneggia i tessuti e inasprisce la sintomatologia con il tempo.

Nella letteratura scientifica diversi studi clinici hanno mostrato un beneficio derivante dall’utilizzo di endocannabinoidi in pazienti che soffrono di artrite reumatoide (4,5). In particolare, la molecola di CBD aiuta sia con il dolore che con l’infiammazione sistemica.

Qual è il dosaggio di CBD più efficace per un disturbo come l’artrite reumatoide?

La risposta non è mai univoca e spesso il dosaggio è relativo alla capacità di assorbimento della molecola e alla sensibilità agli endocannabinoidi, che dipende dalla distribuzione e numerosità dei recettori per ogni individuo.

Siccome le lectine che scatenano una risposta autoimmune sono presenti in diversi cibi - spesso insospettabili - è doveroso associare all’assunzione di CBD oil una dieta antiinfiammatoria che preveda l’eliminazione di tutti i cibi che contribuiscono alla reazione autoimmune. In altri casi, bisogna eseguire dei protocolli di detossificazione che possano liberare l’organismo dalle molecole nocive che alimentano l’attacco di anticorpi contro i propri organi e tessuti.

  1. Loren Cordain, L. Toohey, M. J. Smith and M. S. Hickey. Modulation of immune function by dietary lectins in rheumatoid arthritis. Published online by Cambridge University Press:  09 March 2007.
  2. Murphy et al. Could the significantly increased risk of rheumatoid arthritis reported in Italian male steel workers be explained by occupational exposure to cadmium? Journal of Occupational Medicine and Toxicology (2016)
  3. Tao-Hsiang Yang et al. Increased inflammation in rheumatoid arthritis patients living where farm soils contain high levels of copper. Journal of the Formosan Medical Association (2016).
  4. Lowin, TorstenSchneider, MatthiasPongratz, Georg. Joints for joints: cannabinoids in the treatment of rheumatoid arthritis. Current Opinion Rheumatology (2019)
  5. Oliver Hendricks et al. Efficacy and safety of cannabidiol followed by an open label add-on of tetrahydrocannabinol for the treatment of chronic pain in patients with rheumatoid arthritis or ankylosing spondylitis: protocol for a multicentre, randomised, placebo-controlled study. BMJ OPEN (2019)

Dott. Antonio Candela

Il dott. Antonio Candela ottiene la sua laurea Magistrale in Biologia dall’Universita Federico II di Napoli con 110 e lode. La sua formazione nel campo delle Neuroscience parte nel 2013 con un master di ricerca di un anno all’Università di Edimburgo e continua nel 2015 con un secondo master all’University College London. Nel 2018 viene a conoscenza dell’approccio di medicina funzionale del dott. Bredesen per l’inversione del declino cognitivo. Lascia la ricerca e comincia ad approfondire il potenziale terapeutico alla base di una dieta mirata e si certifica nell’esecuzione del protocollo Bredesen alla fine del Dicembre 2020.

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