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Rimedi naturali per la colite ulcerosa che aiutano a sfiammare l'intestino

Scopri quali sono i migliori rimedi naturali per la colite ulcerosa e impara a conoscere ancora meglio questa patologia. Se vuoi dire la tua sull'argomento, scrivi un commento a fondo pagina.

17 Maggio 2024 alle 4:00
Tempo di lettura: 13 min

Si stima che entro il prossimo anno saranno oltre 325 mila gli italiani affetti dalla colite ulcerosa (più nota come rettocolite), una infiammazione cronica autoimmune che colpisce l’apparato intestinale. Un dato non incoraggiante, certo, e che proprio per questo impone da parte di tutti noi una più accurata e corretta informazione su cosa essa rappresenti e su quali rimedi naturali adottare per tentare di porvi sollievo.

Nel nostro articolo tratteremo proprio questi argomenti; vi aspettiamo nei commenti per sapere i vostri pareri in merito.

“Sembri stare bene, però”: è una delle frasi più tipiche che le persone colpite da rettocolite ulcerosa (o, per usare il suo abbreviativo, RCU) si sentono rivolgere, e non esiste nulla di più sbagliato.

Sebbene infatti talvolta questa patologia non comporti problemi fisici chiari ed evidenti, caratterizzata com’è da periodi di assenza di sintomi vista la sua natura cronica, rimane comunque molto impattante sulla sfera emotiva dell’individuo che ne soffre, generando in lui un continuo stato di tensione e paura per il futuro.

"Quanto durerà questo periodo di benessere?", "E se la rettocolite mi dovesse tornare all’improvviso?" "E se sarà più grave dell’ultima volta?", sono solo alcune delle domande che chi è in fase di remissione tendenzialmente si pone. Perché questo è la RCU: una bomba a orologeria che non sai mai quando esploderà, né con che grado di intensità lo farà.

E non parliamo poi dei momenti in cui al contrario la malattia è attiva! Oltre alle turbe emotive compaiono anche tutta una serie di sintomi fisici estremamente fastidiosi e limitanti, in grado di minare alla tranquilla quotidianità di una persona.

C’è un altro problema, poi: non esiste (attualmente, almeno) una cura universale e definitiva per la RCU, in grado di debellarla totalmente e per sempre.

Però non disperate, questo non vuol affatto dire che non ci siano rimedi di vario tipo da adottare per tenerla sotto controllo e indurne la remissione clinica (ovvero la scomparsa dei sintomi).

In che modo? Oltre ovviamente a seguire le cure specifiche prescritte dal medico curante, è bene anche intervenire sulla dieta e gestire l’ansia, oltre a ricorrere a soluzioni naturali che rappresentano un valido coadiuvante nel trattamento della malattia.

Oggi siamo qui proprio per parlarvi di questo argomento, sperando comunque che leggiate l’articolo per semplice curiosità e non perché siete affetti anche voi dalla rettocolite.

Partiamo subito!

Comprendere la colite ulcerosa

dolore colite ulcerosa intestino

Lo abbiamo già accennato in precedenza: la rettocolite ulcerosa rientra, insieme al Morbo di Crohn, nel novero delle IBD (Inflammatory Bowel Disease) o, per usare l’acronimo italiano, MICI (Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali).

Cosa vuol dire in parole povere? Che si tratta di una infiammazione caratterizzata dall’alternarsi di periodi di benessere ad altri di malessere, che colpisce il rivestimento interno principalmente del retto, da cui il nome. Se tuttavia la flogosi – termine medico dell’infiammazione – si estende anche all’intero colon, si parla di “pancolite”.

La causa? Al momento sconosciuta, ma si tende a ricondurla a un malfunzionamento del sistema immunitario del soggetto, che per motivi non noti attacca i microorganismi naturalmente presenti nell’intestino, inducendo così il processo infiammatorio.

Tra i sintomi tipici della RCU rientra in primo luogo il dolore addominale, di tipo crampiforme, delimitato in genere alla zona di intestino colpito, nel quale possono comparire piaghe e ulcere.
Ad esso fa seguito la diarrea, altro segno tipico della rettocolite, nella maggior parte dei casi accompagnata da sangue e muco; in alcuni casi, soprattutto se la malattia interessa solo una breve porzione di retto, può al contrario verificarsi stitichezza. Molti pazienti soffrono inoltre di tenesmo, una condizione in cui si ha la costante urgenza di andare in bagno per poi però di fatto evacuare soltanto piccolissime quantità di feci, se non addirittura solo sangue.

Da questi sintomi scaturisce tutta un’altra serie di disturbi, di intensità più o meno elevata; anemia ferropriva, dovuta all’emissione frequente e abbondante di sangue con le feci (nei casi più gravi si possono avere anche oltre le 10 scariche al giorno), sensibile calo di peso, stanchezza e spossatezza, a causa del malassorbimento di sostanze nutritive assunte con la dieta, malessere generale e talvolta febbricola, segno dell’attivazione della risposta immunitaria sistemica.

Ora che vi abbiamo fornito una panoramica generale su questa malattia, passiamo più nel dettaglio ad approfondire le cure naturali che possono intervenire per migliorare la qualità della vita di chi soffre di RCU.

Il CBD e la colite ulcerosa: studi e ricerche

Sono numerosi gli studi inerenti all’efficacia del CBD, o cannabidiolo, nel trattamento delle IBD, quali per l’appunto la rettocolite, così come molte sono le persone affette da queste malattie che fanno regolare uso di cannabis e derivati per alleviare i propri disturbi.

  • Panoramica dello studio: l’obiettivo della ricerca è stato quello di individuare correlazioni positive tra l’assunzione di cannabinoidi e la remissione o il sollievo dai sintomi delle IBD. Sono stati presi a tal scopo in riferimento studi pubblicati tra il 2012 e il 2022, avvalendosi del protocollo PRISMA (Preferred Reporting Items for Systematic Reviews and Meta-Analyses), al fine di garantire l’inclusione di articoli pertinenti e recenti.
  • Risultati: la ricerca ha evidenziato come l’utilizzo di cannabinoidi in pazienti affetti da IBD possa giovare alle loro condizioni di salute, migliorando lo stato di benessere generale dell’individuo, permettendone l’incremento di peso e al contrario riducendo il rischio di complicazioni (valutate tramite i punteggi del Mayo Score per la rettocolite e del Chrohn’s Disease Activity Index per il Morbo di Crohn). Nonostante l’ottimismo dei dati riportati, non ci sono però attualmente evidenze assolute, in particolare riguardo alle dosi e alle modalità di somministrazione del CBD ai pazienti.
  • Limitazioni e prospettive future: seppur i risultati della ricerca siano stati in larga parte promettenti, c’è da evidenziare come basti variare parametri quali gli indicatori di attività della malattia, la durata dei trattamenti, i dosaggi e la metodologia di somministrazione dei cannabinoidi per arrivare ad esiti differenti. Svolgere studi controllati e randomizzati che si basino su parametri valutativi universali e che tengano anche in considerazione le variabili demografiche e individuali (sesso, età, gravità dei sintomi) dei pazienti, può d’altro canto  facilitare l’approdo a risultati omogenei in termini di dosaggio e modalità di somministrazione del CBD.
  • Conclusione: lo studio effettuato ha evidenziato l’importante ruolo dei cannabinoidi nel trattamento delle IBD. Sono tuttavia necessari ulteriori approfondimenti volti a confermare la sicurezza e l’efficacia su larga scala di queste sostanze nei pazienti.

Alimentazione consigliata

Secondo molti gastroenterologi la dieta non gioca un ruolo fondamentale nella RCU durante le fasi di remissione.

Un’alimentazione sana, corretta e bilanciata è però sempre il punto di partenza per la buona salute dell’organismo e soprattutto quando la malattia è attiva e sintomatica risulta opportuno non sovraccaricare ancora di più l’intestino infiammato con cibi complessi.

In questo caso, pur non esistendo una “dieta universale” valida per tutti, è bene preferire alimenti più facili da digerire, ovvero meno ricchi di fibre insolubili: verdure cotte private di semi e spelate, frutta matura senza buccia, cereali raffinati come il pane bianco o la pasta di semola sono alcuni esempi di cibi consigliati in fase attiva.
Sì anche alle proteine provenienti da carni bianche come il tacchino e il pollo, o dal pesce, tipo il merluzzo, il salmone, lo sgombro, tra l’altro ottime fonti di Omega-3, purché venga tutto preparato senza l’aggiunta di grassi; il vapore si rivela il metodo di cottura ottimale.

No invece agli alimenti che rischiano di danneggiare ulteriormente l’intestino: da limitare dunque i cereali integrali, le noci, i semi e le verdure crude, in particolare quelle a foglia verde, ma anche i legumi, che tendono a fermentare nell’intestino aumentando il meteorismo e la tensione addominale.

Neanche a dirlo, poi, bisognerebbe eliminare dalla propria dieta il cibo piccante o troppo speziato, la caffeina, l’alcol e il cioccolato, veri e propri nemici della salute intestinale già in condizioni normali, figuriamoci quando è già in atto un processo infiammatorio!

Occhio anche alle intolleranze: se ad esempio non si digerisce bene il lattosio, risulta opportuno non consumare prodotti lattiero-caseari, preferendo al loro posto quelli lactose-free.

Evitate però di ricorrere al fai-da-te: prima di intraprendere qualsiasi modifica/aggiunta nutrizionale vi consigliamo sempre e comunque di sentire il parere del vostro medico curante, l’unica persona in grado di fornirvi consigli mirati in base alla vostra condizione specifica.

Rimedi naturali e integratori per la colite ulcerosa

dolore colite ulcerosa
Giovane donna con un forte dolore alla pancia per via della colite ulcerosa.

Oltre alle modifiche della dieta giornaliera, è possibile ricorrere anche all’assunzione di integratori e principi attivi fitoterapici specifici per il benessere gastrointestinale. Vediamo qui di seguito quali sono i più utilizzati.

  • Aloe vera: pianta dalle proprietà cicatrizzanti, lenitive e antinfiammatorie, utile per contrastare le infiammazioni del tratto digerente. Può essere assunta sotto forma di succo, senza eccedere la dose consigliata di due cucchiai al giorno, iniziando però da uno solo per vedere come reagisce l’organismo.
  • Latte di avena: l’avena è un cereale antinfiammatorio, che dunque può rivelarsi utile per contrastare i disturbi della rettocolite. In commercio se ne trova facilmente il “latte”, se così possiamo definirlo, valida alternativa al consumo di latte vaccino per chi soffre di patologie gastrointestinali. È possibile anche produrre questa bevanda vegetale in casa, semplicemente lasciando in ammollo nell’acqua i fiocchi d’avena finché non si saranno ben ammorbiditi, per poi frullarli e filtrare il tutto.
  • Infuso di semi di fieno greco: oltre a possedere proprietà fitoestrogeniche, indicate per le donne che soffrono di problemi mestruali, il fieno greco è un ottimo calmante dell’intestino infiammato. Un po’ di semi di fieno greco lasciati in infusione per qualche minuto in una tazza d’acqua bollente e poi accuratamente filtrati possono rivelarsi un vero toccasana per chi è affetto da rettocolite.
  • Curcuma: grazie al suo principio attivo, la curcumina, la curcuma è una spezia alleata delle IBD. Può essere assunta in purezza nei cibi oppure sotto forma di tisana o integratore, senza però eccedere col dosaggio consigliato in relazione allo specifico prodotto.
  • Probiotici: quando si hanno disturbi intestinali è quasi sempre opportuno assumere probiotici, ovvero i fermenti lattici. Anche in caso di colite ulcerosa i probiotici possono essere utili, nonostante all’inizio dell’assunzione è possibile sperimentare gonfiore e flatulenza, a causa dell’azione da essi svolta sulla flora batterica intestinale alterata. Oltre alle compresse, i fermenti lattici si trovano anche in alimenti come lo yogurt e il kefir.
  • Olio di pesce: contiene molti Omega-3, grassi buoni che aiutano la buona funzionalità non solo dell’intestino, ma anche del cuore e del cervello.
  • Camomilla: ottimo rilassante, la camomilla è indicata anche per chi soffre di malattie intestinali, in particolare se assunta tramite infuso. Discorso simile vale per la calendula, altra pianta dalle note proprietà antinfiammatorie.
  • Psillio: soprattutto se la rettocolite provoca stitichezza, è buona pratica assumere (in basse dosi iniziali) il guscio di psillio, fonte di fibre solubili che facilitano l’evacuazione.
  • Zenzero: la radice di zenzero, assunta fresca o infusa in acqua calda, aiuta l’espulsione di gas addominali responsabili della classica “pancia gonfia”, migliorando al contempo la nausea e il dolore addominale. Occhio però anche in questo caso alle dosi: lo zenzero, se assunto in quantità elevate, potrebbe infatti avere effetto contrario e irritare ancora di più lo stomaco e l’intestino.
  • Foglie di olivo: quando si ha la rettocolite attiva, è facile essere soggetti a infezioni provocate da virus e batteri, a causa dell’indebolimento del corpo e dell’alterata funzionalità del sistema immunitario. L’estratto di foglie di ulivo può rivelarsi allora vantaggioso per rafforzare la risposta antimicrobica dell’organismo.
  • Semi di lino: sono ricchi di Omega 3 e fibre. Si possono assumere in purezza nello yogurt, ma per risultare più digeribili è meglio consumarne l’olio.
  • Bacche di mirtillo: il mirtillo in purezza è un prezioso aiuto quando si soffre di rettocolite, grazie alla sua attività protettiva della mucosa intestinale.
  • Tè verde: è la varietà di tè più ricca di antiossidanti, soprattutto di catechine, fondamentali per sostenere il corpo in caso di RCU e migliorare il transito intestinale. Anche se meno del tè nero, però, il verde contiene comunque teina, per cui andrebbe assunto con moderazione.
  • Aglio: tra le tante virtù dell’aglio rientra anche quella di favorire la digestione, soprattutto se assunto crudo, ma nuovamente attenzione alle dosi: se troppo, può irritare l’intestino.
  • Ananas: questo dolce e succoso frutto presenta alte dosi di bromelina, una sostanza che riduce le infiammazioni e favorisce l’assimilazione delle proteine.
  • Pepe di Cayenna: la capsaicina contenuta in questa varietà di pepe può essere utile in caso di RCU per le sue capacità antinfiammatorie. Si tratta però sempre di pepe, ergo piccante: da assumere con estrema moderazione.
  • Aceto di mele: famoso per migliorare la digestione; da assumere diluendone una piccola quantità di un bicchiere d’acqua.

Altre erbe e piante benefiche per la colite ulcerosa

Abbiamo già parlato della camomilla e della calendula come piante utili per alleviare i sintomi della colite ulcerosa, ma eccone altre molto consigliate.

  • Carvi: ottimo alleato contro il gonfiore e la digestione difficile e dolorosa.
  • China: anche l’estratto di corteccia di china facilita i processi digestivi.
  • Carciofo: noto per le sue proprietà depurative soprattutto a livello del fegato, di cui coadiuva l’attività biliare, favorendo la digestione a livello intestinale.
  • Menta: utile in caso di gonfiore e aerofagia, ma gode anche di capacità lenitive, antispasmodiche e rilassanti a livello della mucosa intestinale.
  • Malva: ha proprietà emollienti e sedative, fondamentali per ridurre l’infiammazione.

Funghi medicinali per la colite ulcerosa

Sapevate che anche i funghi (quelli medicinali, intendiamoci) aiutano chi soffre di colite ulcerosa? Approfondiamo qui di seguito le due varietà maggiormente utilizzate in questo contesto.

  • Chaga (Inonotus obliquus): si trova sulla corteccia delle betulle nelle regioni fredde del Nord, da cui se ne ricava un estratto da assumere mediante infusione, capsule o polvere; utile per sfiammare l’intestino irritato e mitigare i danni della mucosa.
  • Lion’s Mane (Hericium erinaceus): secondo uno studio condotto nel 2016, questo fungo coadiuva la gestione della RCU nei topi affetti da tale malattia. Ha poi effetti benefici anche sul cervello, implementandone i processi cognitivi.

Oltre ai due sopracitati, esistono altri funghi da tenere in considerazione per trattare efficacemente la rettocolite, come quelli delle varietà Maitake, Turkey Tail e Cordyceps, dotati di proprietà modulatorie in grado di favorire il corretto funzionamento del sistema immunitario, specialmente se assunti insieme ad erbe adattogene.

Tecniche di rilassamento

Come abbiamo detto, l’ansia e lo stress sono spesso due compagni fedeli di chi soffre di colite ulcerosa, i quali però, oltre a influenzare negativamente lo stato di salute generale della persona, possono anche esasperare i sintomi della stessa RCU, generando un circolo vizioso senza fine.

Risulta dunque indispensabile correre ai ripari e trovare delle soluzioni valide per calmare la mente agitata. Ecco alcuni consigli.

  • Yoga: praticare lo yoga, che combina movimento fisico con respirazione controllata, è molto utile per indurre il rilassamento, migliorando al contempo la flessibilità corporea. Le posizioni yoga che stimolano delicatamente l’addome possono inoltre favorire la digestione.
  • Meditazione: anche la meditazione viene in soccorso di chi soffre di tensioni e stress, riportando calma e serenità e aiutando ad affrontare in modo più positivo la rettocolite e i suoi sintomi. Esistono diverse tecniche di meditazione, come quella guidata, la mindfulness e la visualizzazione.
  • Tisane: l’assunzione di tisane naturali, come quelle proposte da CrystalTea, è una soluzione pratica e veloce per rilassare mente e corpo, soprattutto al termine di una lunga giornata. Le erbe da preferire? Quelle già nominate che stimolano il senso di calma: malva, menta e camomilla.

Agopuntura e terapie alternative per la colite ulcerosa

Se non siete soddisfatti e desiderate scoprire ulteriori rimedi validi per trattare la rettocolite, qui di seguito ve ne citiamo ancora un po’.

  • Agopuntura: antica pratica cinese che si basa sull’inserimento di piccoli aghi in punti specifici del corpo per riequilibrare l’energia vitale (definita “qi”) e promuovere la guarigione. L’agopuntura può dunque aiutare sia ad alleviare lo stress, sia a ridurre il dolore intestinale e favorire il processo digestivo.
  • Terapie olistiche: aromaterapia, riflessologia e il Reiki sono molto utilizzate dai pazienti affetti da colite ulcerosa, anche se ovviamente i risultati variano da persona a persona.

Consigli pratici per la vita quotidiana

Al di là di ogni trattamento intrapreso, è sempre bene cercare di adottare nella vita quotidiana un insieme di pratiche fondamentali per preservare il proprio stato di salute, soprattutto in condizioni delicate come la rettocolite. Vediamo alcuni consigli.

  • Tenere un diario alimentare: siamo noi i migliori medici di noi stessi, motivo per cui è importante valutare autonomamente quali azioni eseguire per stare meglio. In campo alimentare, ad esempio, può essere utile tenere un diario in cui prendere nota degli effetti provocati sul proprio organismo dai vari cibi ingeriti, per evitare quelli maggiormente deleteri.
  • Scegliere alimenti facili da digerire: l’abbiamo già detto in un paragrafo precedente, ma lo ribadiamo ancora. Un intestino affetto da RCU è un intestino che soffre: non complicargli la vita con alimenti di difficile digestione è cosa buona e giusta.
  • Bere molta acqua: una delle conseguenze potenzialmente gravi della diarrea, sintomo tipico della colite ulcerosa, è la disidratazione. Bere molto durante tutto l’arco della giornata si rivela dunque non solo consigliato, ma proprio indispensabile. No però a bevande zuccherate o contenenti caffeina, che potrebbero irritare ancora di più la mucosa intestinale. Sì invece ad acqua a temperatura ambiente e a tisane calde.
  • Gestire lo stress: abbiamo già trattato a dovere questo argomento nel paragrafo “tecniche di rilassamento”.
  • Stabilire una routine quotidiana: organizzare le giornate per ritmi, scegliendo un’ora precisa in cui svegliarsi ed una a cui andare a dormire, può mitigare lo stress e migliorare la qualità del sonno.
  • Chiedere supporto: non tenersi tutto dentro quando si soffre è il primo passo per non lasciarsi affossare dai pensieri negativi. Amici, familiari, medici o gruppi di supporto giocano in ciò un ruolo fondamentale.

Per evitare complicanze, bisogna saper ascoltare il proprio corpo e avere un dialogo aperto e costante con il medico curante. Ecco di seguito alcuni segnali che indicano la necessità di consultare al più presto un bravo gastroenterologo.

  • Flare-up severi o prolungati: se i sintomi della RCU peggiorano e persistono per molto tempo, è bene valutare la situazione con uno specialista, perché la malattia potrebbe essersi aggravata, necessitando dunque di cure diverse.
  • Sintomi nuovi o insoliti: anche la comparsa di sintomi mai sperimentati prima devono far supporre un aumento dell’intensità della patologia.
  • Effetti collaterali dei farmaci: sono numerosi i medicinali usati nella terapia tradizionale della colite ulcerosa, come cortisonici, immunosoppressori ed antinfiammatori. Alcuni di essi però possono non andare bene per il proprio corpo, provocando effetti collaterali che devono essere immediatamente discussi con il gastroenterologo.
  • Controllo regolare: la RCU non guarisce definitivamente. Anche nei periodi di benessere è dunque importante sottoporsi a visite ed esami di routine, per evidenziare per tempo qualsiasi traccia di potenziale riattivazione della malattia.
  • Approccio integrato: per avere una visione generale della terapia migliore da intraprendere, che comprenda sia rimedi medici tradizionali che soluzioni olistiche e naturali, il gastroenterologo è la figura chiave cui chiedere consiglio.

Ricordate sempre: con la colite ulcerosa non si scherza, non è una patologia da prendere sottogamba o per la quale mettere in atto in totale autonomia trattamenti fai-da-te. Solo un gastroenterologo di professione può valutare il caso specifico, scegliendo insieme a voi la strada migliore da percorrere.

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