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Controindicazioni ed effetti indesiderati del CBD

Il CBD ha controindicazioni o effetti indesiderati? In questo articolo le elencheremo spiegando tutti i dettagli del caso. Se hai bisogno di ulteriori info ti invitiamo a scrivere un commento a fondo pagina.

15/11/2022
Tempo di lettura: 12 min
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Quali sono gli effetti indesiderati del CBD? Mi farà male? Se lo prendo avrò vertigini o nausea? E se interagisse con i farmaci che assumo? Sto facendo la scelta giusta ad interessarmi al CBD?

Quando ci si avvicina per la prima volta al mondo della cannabis legale è normale che ci si chieda quali siano le controindicazioni del CBD e se possa provocare effetti collaterali. Per molti anni, infatti, la cannabis è stata additata e demonizzata come se fosse solo una sostanza drogante e non è facile approcciarsi senza pregiudizi.

Per molti anni, le informazioni positive sui cannabinoidi non sono state diffuse e i dubbi in proposito sono frequenti. Uno degli errori comuni è quello di confondere il cannabidiolo (CBD), un estratto della pianta di cannabis Sativa dalle innumerevoli proprietà terapeutiche, con il tetraidrocannabinolo (THC), responsabile degli effetti psicoattivi sull’organismo.

Tuttavia è necessario fare chiarezza affinché possa esserci un approccio più consapevole alla marijuana legale. In altri articoli abbiamo scoperto cos’è il CBD e quanti effetti positivi ha sull’uomo, ma conoscere i possibili effetti collaterali della cannabis light è altrettanto importante.

La prima cosa da sottolineare quando si parla di effetti indesiderati del CBD è che questa sostanza risulta generalmente ben tollerata e non provoca effetti collaterali se non di lieve entità. Tra i più gravi (se non il più grave) c’è l'abbassamento della pressione sanguigna, ma per il resto non si hanno sintomi di rilievo. Nausea, bocca secca, stanchezza accentuata, variazioni dell'appetito, vertigini e diarrea sono tutte problematiche gestibili, facendo attenzione al dosaggio del CBD e alla scelta del prodotto adatto.

E per quanto riguarda le possibili interazioni con i farmaci, ci sono rischi?

Nel caso in cui ti stessi sottoponendo ad una terapia farmacologica, la prima raccomandazione è di parlare col tuo medico prima di assumere CBD: il cannabidiolo potrebbe alterare la funzione dei medicinali provocando effetti avversi o collaterali.

I possibili effetti collaterali del CBD

Il cannabidiolo è un principio attivo dai molteplici effetti benefici; in genere è ben tollerato dall’organismo e non provoca fastidi se non molto leggeri. La segnalazione di effetti collaterali è legata soprattutto alla secchezza delle fauci e alla sensazione di stanchezza, ma in alcuni casi si possono verificare episodi di dissenteria, nausea e sonnolenza.

Uno degli effetti avversi potenzialmente più gravi è la pressione bassa, per cui è sempre meglio rivolgersi al medico prima di provare i prodotti a base di cannabis legale.

Gli effetti sull’appetito si presentano o con un aumento della fame o con la diminuzione dell’appetito, e vanno monitorati a seconda delle caratteristiche del soggetto. Tutto sommato, le proprietà terapeutiche del CBD sono di gran lunga superiori agli effetti collaterali.

Vediamo tutti i possibili effetti collaterali del CBD.

Bocca asciutta

Hai letto che il CBD può aumentare la sete? Oppure che fa sentire le fauci secche e la bocca asciutta?

La bocca secca è uno degli effetti collaterali più comuni per i consumatori di cannabis, che può verificarsi sia con il THC che con il CBD, sebbene con quest’ultimo sia molto più raro. La secchezza delle fauci provocata dalle infiorescenze di canapa si risolve facilmente, bevendo un po’ d’acqua o una bibita dolce.

Tuttavia, la sensazione che si prova non va assimilata alla sete o alla disidratazione, ma può essere descritta come una mancanza di saliva all’interno delle fauci. In effetti, la bocca asciutta dovuta ai cannabinoidi è provocata dal ridotto funzionamento delle ghiandole salivari, ed è conosciuta come xerostomia.

In pratica, il CBD e il THC interagiscono con i recettori del sistema cannabinoide situati nelle ghiandole salivari destinate alla produzione di saliva, facendo diminuire temporaneamente la loro funzionalità.

Questo spiega perché la bocca asciutta si manifesta non solo con la combustione o la vaporizzazione, ma anche con altri tipi di assunzione.

Per maggiore precisione, c’è da dire che con il THC questo effetto è dovuto alla sua interazione diretta con i recettori CB1. Il CBD, invece, non agisce direttamente su questo tipo di recettori, ma provoca un innalzamento nella quantità di anandamide, provocando le stesse conseguenze.

Stanchezza e astenia

La sensazione di affaticamento e la voglia di stare in relax sono un altro effetto collaterale che può derivare dal CBD. In genere, si ricorre al CBD proprio per sentirsi più focalizzati ed energici e ristabilire i ritmi circadiani del sonno veglia. Tra gli effetti positivi del principio attivo, infatti, c’è proprio la capacità di conciliare il sonno e di migliorare la concentrazione nei momenti di stress.

Nonostante ciò, può accadere che un eccessivo dosaggio di CBD o i primi approcci con la molecola possano provocare una certa astenia, il mal di testa o la sindrome da stanchezza cronica (CFS).

Per evitare che questo si verifichi, è consigliabile avvicinarsi al CBD con un dosaggio molto basso e prediligere l’uso serale. Nel caso dell’olio di CBD, ad esempio, si può partire da una formulazione con una bassa percentuale di cannabidiolo, come l’olio di CBD 5%, e optare per la versione broad spectrum ossia quella priva di THC.

Cambiamenti nell’appetito

Temi che il CBD abbia effetti sull’appetito? Hai sentito che il CBD può far aumentare la fame o, al contrario, potrebbe farla diminuire?

A livello aneddotico è molto comune sentire che il CBD incide sull’appetito, sia aumentando la sensazione di fame che inibendo il desiderio di mangiare.

I cambiamenti nell’appetito non sono rari nei consumatori di erba legale ma, in genere, sembra che il principio attivo agisca in maniera diversa a seconda dei soggetti. In alcune persone tende ad aumentare il metabolismo e, di conseguenza, il bisogno di mangiare. In altri soggetti, al contrario, si assiste ad una diminuzione dell’appetito e al successivo dimagrimento.

In ogni caso, è opportuno valutare la reazione del proprio organismo e stabilire eventuali cambiamenti nel dosaggio di CBD. 

In proposito, un contributo interessante arriva da uno studio del 2015 sul trattamento dei bambini affetti da epilessia con estratti di cannabis arricchiti con il CBD. In particolare, somministrando il CBD a bambini affetti dalla sindrome di Lennox-Gastaut, i genitori hanno notato un aumento dell’appetito nel 30% dei casi.

Nausea

Alcuni consumatori raccontano di aver provato o di provare una sensazione di nausea in seguito all’uso di CBD. Tuttavia, questa è una percezione individuale che varia a seconda della tipologia di prodotto scelta, della quantità assunta e della reazione del proprio organismo ad essa.

Bisogna, invece, sottolineare che ci sono diverse ricerche in corso sugli effetti antiemetici della cannabis, portate avanti per approfondire gli effetti della cannabis sulla nausea e il vomito indotti dalla chemioterapia.

Nel caso in cui avvertissi una sensazione di nausea provocata dal CBD, il nostro consiglio è di variare il dosaggio oppure orientarti su altri prodotti a base di CBD.

Pressione bassa

Hai problemi cardiovascolari o soffri di pressione bassa? In tal caso, è essenziale che tu sappia che il CBD talvolta può provocare l’abbassamento della pressione.

Questo effetto non è comune e viene avvertito solo in casi sporadici, ma va comunque tenuto in considerazione. In alcuni soggetti, infatti, anche una variazione minima della pressione può avere ripercussioni serie.

Sebbene questo rientri tra gli effetti collaterali più gravi del CBD, c’è anche da dire che secondo gli studi scientifici, nei momenti di stress il CBD modula la reazione del sistema cardiovascolare, riducendo la reazione alla tensione.

Un articolo a riguardo è stato pubblicato nel 2017, spiegando come una dose di cannabidiolo abbia ridotto la pressione sanguigna in nove volontari sani. I ricercatori, dopo lo studio hanno concluso che il CBD abbassa la pressione sanguigna a riposo. Inoltre, dalle analisi è risultato che la risposta allo stress è diminuita in seguito all’assunzione di cannabidiolo. Gli effetti sulla pressione, secondo il team di ricerca, potrebbero essere legati alle proprietà ansiolitiche del CBD.

Diarrea

Dai racconti dei consumatori di cannabis, tra gli effetti collaterali più fastidiosi del CBD ci sono i disturbi intestinali. La conferma di ciò arriva anche dalla ricerca scientifica che menziona la diarrea come effetto collaterale del CBD in diversi studi. Uno di essi riguarda gli effetti a lungo termine del cannabidiolo nei pazienti affetti da epilessia grave - una delle malattie curabili con i cannabinoidi - in cui oltre un terzo delle persone sottoposte a trattamento ha manifestato la diarrea.

Tuttavia, nella maggior parte dei casi, sembra che i sintomi gastrointestinali siano legati agli oli vettori utilizzati per la formulazione del CBD oil.

Solitamente, nella produzione degli oli di cannabis vengono utilizzati oli vettori - come olio di canapa, olio di cocco, olio di trigliceridi a catena media (MCT), olio d’oliva - che favoriscono l’assorbimento dei principi attivi contenuti nell’olio.

In alcuni casi, però l’apparato gastrointestinale non riesce a tollerare alcuni tipi di olio e lo manifesta con degli episodi di dissenteria.

Per migliorare la tolleranza intestinale al CBD, si possono adottare due tipi di strategie: evitare le formule grezze e optare per estratti full spectrum o broad spectrum, oppure assumere i prodotti immediatamente dopo i pasti.

Vertigini

In casi molto rari, il consumo di CBD può provocare sbandamenti e sensazioni di movimento rotatorio e oscillatorio. La percezione che l’ambiente si muova è una reazione personale al cannabidiolo che non può essere prevista in anticipo. Ogni organismo, in effetti, risponde in modo proprio ai cannabinoidi e non sono disponibili ricerche scientifiche in grado di spiegare perché si manifestino le vertigini.

Il parere degli scienziati è che a scatenare le vertigini sia l’attivazione dei recettori dei cannabinoidi contenuti nel sistema endocannabinoide. Quando si assumono estratti a base di CBD e THC, questi ultimi interagiscono con il sistema nervoso centrale dando uno stimolo differente al flusso sanguigno. A causa di questa alterazione momentanea è possibile che si avvertano le vertigini. 

Effetti collaterali del CBD se assunto con altri farmaci

Stai assumendo farmaci e vorresti provare i prodotti a base di CBD?

In generale, il CBD è un prodotto ben tollerato ma è sempre meglio rivolgersi al proprio medico prima di assumerlo insieme ad altri farmaci. Questa accortezza è necessaria perché il principio attivo altera il metabolismo dei farmaci da parte del fegato. Ciò significa che il rischio non è tanto legato all’interazione con altri composti, ma è riferito all'alterazione dei meccanismi di scomposizione delle sostanze.

Non tutti sanno come si comporti questo organo tanto affascinante quanto misterioso: ebbene tra le sue funzioni c’è anche il metabolismo dei farmaci. Il fegato produce gli enzimi destinati alla scomposizione delle sostanze, compresi i medicinali e il CBD, di cui si occupa in particolare l’enzima CYP3A4.

Il CBD può inibire l'attività di questo enzima, rallentando la scomposizione dei farmaci; di conseguenza le sostanze medicinali non vengono eliminate nel tempo stabilito.

D’altra parte, quando vi è già una terapia farmacologica in corso, gli enzimi sono già impegnati nel metabolismo dei farmaci. Dunque, assumendo CBD c’è il rischio che i medicinali non vengano assorbiti in modo corretto e che il principio attivo rimanga nel flusso sanguigno troppo a lungo.

Questo meccanismo non va assolutamente sottovalutato poiché oltre il 60% dei farmaci più comuni - tra cui gli antipsicotici, gli antiepilettici, gli immunosoppressori, gli oppioidi e i farmaci contro la depressione - viene scomposto proprio dall’enzima CYP3A4.

Come ridurre gli effetti collaterali del CBD

Il CBD è una sostanza ricca di proprietà benefiche, ritenuta sicura anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). L'accortezza maggiore è quella di valutare eventuali terapie in corso, onde evitare interazioni con i farmaci.

Per quanto riguarda gli effetti collaterali rilevati dopo l’utilizzo di cannabis legale per via orale, si tratta di problematiche di natura lieve, che si verificano in maniera sporadica e scompaiono velocemente.

Un aspetto da tenere in considerazione è che ogni organismo è diverso dall’altro e ciascuno reagisce soggettivamente ai cannabinoidi.

Detto questo, per minimizzare il rischio che si verifichino effetti collaterali, esiste un segreto: acquistare prodotti di alta qualità.

Le migliori aziende di CBD seguono attentamente ogni fase della produzione e della vendita, controllando la provenienza e la qualità dei semi, lo sviluppo della pianta di cannabis e il processo di lavorazione.

Per tutelare il benessere dei propri clienti, mantengono il prodotto in tutta la sua purezza, evitando assolutamente il ricorso a sostanze chimiche dannose per l’organismo, come pesticidi, concimi e diserbanti.

Le analisi di laboratorio sono un aspetto non trascurabile nella scelta del CBD. Queste, infatti, ti forniscono dati scientifici reali sulla qualità del prodotto che stai acquistando e  costituiscono la garanzia sulle pratiche aziendali.

Dando un’occhiata alla struttura e all’organizzazione del CBD shop dell’azienda, puoi avere  informazioni sull’origine dei prodotti, sui sistemi di lavorazione e sulle caratteristiche dei prodotti. Inoltre, i brand più seri sono molto accurati nella creazione delle schede prodotto, nella descrizione dei vari articoli e nell’esposizione dei prezzi.

Il rispetto della Normativa ecommerce e della normativa sulla cannabis light sono elementi ulteriori a cui far caso.

Indicazioni preziose, infine, sono quelle che arrivano dai clienti che hanno già provato i prodotti in precedenza. Per verificare la soddisfazione dei consumatori, dunque, si possono leggere le recensioni sul web, sul sito aziendale e sui siti di recensioni come trustpilot o eshopping advisor.

Se hai ulteriori domande, scrivici immediatamente! Le aziende serie, infatti, sono disponibili a rispondere alle tue richieste e a fornirti tutte le informazioni sui prodotti in maniera trasparente e chiara.

Fonti:

  • Prestifilippo JP, Fernández-Solari J, de la Cal C, Iribarne M, Suburo AM, Rettori V, McCann SM, Elverdin JC. Inhibition of salivary secretion by activation of cannabinoid receptors. Exp Biol Med (Maywood). 2006 Sep;231(8):1421-9. doi: 10.1177/153537020623100816. PMID: 16946411. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/16946411/
  • Hussain SA, Zhou R, Jacobson C, Weng J, Cheng E, Lay J, Hung P, Lerner JT, Sankar R. Perceived efficacy of cannabidiol-enriched cannabis extracts for treatment of pediatric epilepsy: A potential role for infantile spasms and Lennox-Gastaut syndrome. Epilepsy Behav. 2015 Jun;47:138-41. doi: 10.1016/j.yebeh.2015.04.009. Epub 2015 Apr 29. PMID: 25935511. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25935511/
  • Mersiades AJ, Tognela A, Haber PS, Stockler M, Lintzeris N, Simes J, McGregor I, Olver I, Allsop DJ, Gedye C, Kirby AC, Morton RL, Fox P, Clarke S, Briscoe K, Aghmesheh M, Wong N, Walsh A, Hahn C, Grimison P. Oral cannabinoid-rich THC/CBD cannabis extract for secondary prevention of chemotherapy-induced nausea and vomiting: a study protocol for a pilot and definitive randomized double-blind placebo-controlled trial (CannabisCINV). BMJ Open. 2018 Sep 12;8(9):e020745. doi: 10.1136/bmjopen-2017-020745. PMID: 30209152; PMCID: PMC6144412. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30209152/
  • Orrin Devinsky, Rima Nabbout, Ian Miller, Linda Laux, Marta Zolnowska, Stephen Wright, Claire Roberts. Long-term cannabidiol treatment in patients with Dravet syndrome: An open-label extension trial. First published: 23 December 2018 https://doi.org/10.1111/epi.14628

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