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Gocce naturali per la tachicardia: ecco le migliori

Esistono gocce naturali per combattere la tachicardia? E se sì, quali sono le migliori? Mettetevi comodi che in questo articolo ne parleremo nel dettaglio, grazie anche alle prove fornite da alcuni studi scientifici. Se però a lettura conclusa avete ancora qualche dubbio in materia e volete maggiori informazioni, o se semplicemente desiderate lasciarci un vostro parere sull’argomento, non dovete fare altro che scrivere un commento nella sezione in fondo alla pagina.

10 Maggio 2024 alle 9:00
Tempo di lettura: 10 min

Alzi la mano chi non ha mai sentito il cuore accelerare d’improvviso - e magari senza una causa apparente – la propria corsa!

Questo disturbo, chiamato in gergo medico tachicardia, interessa del resto moltissime persone ogni anno, manifestandosi all’improvviso anche in soggetti sani e in completo stato di riposo.

Perché sì, la tachicardia è democratica: può colpire sia uomini che donne, sia in Europa che nel resto del mondo, lasciando dietro di sé una comprensibile scia di domande e dubbi.

Cos’ha il mio cuore? Sono malato? Rischio l’infarto? Scommettiamo che, se avete sperimentato la tachicardia, vi sarete fatti queste domande.

Sebbene questo disturbo non sia necessariamente il campanello d’allarme di qualcosa di più grave, è comunque indispensabile approfondire lo stato di salute generale per scongiurare il rischio di patologie cardiovascolari, responsabili del 48% di tutte le morti annuali, con 4,3 milioni di decessi all’anno.

Al di là di ogni previsione diagnostica, però, l’obiettivo di questo articolo è aiutarvi a trovare un rapido sollievo al problema, e in ciò la Natura è una validissima alleata.

Esistono infatti in commercio delle gocce naturali per la tachicardia, che riducono i battiti forsennati del cuore riportandoli ai valori normali.

Ma come sceglierle? Ed esistono altre soluzioni valide in alternativa? Continuate a leggere e troverete tutte le risposte che cercate.

Cos’è la tachicardia e come si differenzia dalle palpitazioni

Il primo passo per risolvere un problema è capire il problema.

Iniziamo dunque dallo spiegare che cos’è la tachicardia: condizione in cui il cuore supera i 100 battiti al minuto, in stato di riposo dell’individuo.

A volte però si confonde la tachicardia con le palpitazioni, usando questi due termini come sinonimi, nonostante non lo siano. Le palpitazioni rappresentano infatti la percezione di un battito cardiaco irregolare o troppo forte, ma non per forza accelerato.

Avete mai sperimentato la sensazione di "cuore che salta un battito", comunemente detta anche "tuffo al cuore"? Ecco, questo è un chiaro esempio di palpitazione.

A differenza di essa, poi, la tachicardia può essere riscontrata grazie ad un semplice esame medico, come un elettrocardiogramma (ECG); le palpitazioni, al contrario, sono un fenomeno più soggettivo, di difficile misurazione.

In ogni caso, è sempre bene ascoltare il proprio cuore, senza sottovalutare mai i segnali che ci manda, per intervenire rapidamente e risolvere in breve tempo ogni eventuale problema.

I sintomi principali della tachicardia

La tachicardia può non manifestarsi in ugual modo in soggetti diversi. Esistono però dei segnali comuni di cui tenere conto.

  • Palpitazioni: sebbene come detto prima le palpitazioni e la tachicardia siano di per sé differenti, le prime sono di sovente un campanello d’allarme della seconda. Chi soffre di tachicardia tende infatti a percepire il battito del proprio cuore non solo più veloce del normale, ma anche irregolare.
  • Dispnea: con questo termine si intende la difficoltà respiratoria, che si manifesta con la sensazione di avere un peso sopra il petto che impedisce all’aria di fluire correttamente nei polmoni.
  • Vertigini: se la tachicardia causa un momentaneo rallentamento nell’afflusso di sangue al cervello, è possibile sperimentare vertigini e capogiro, come se la testa fosse d’improvviso leggera.
  • Affaticamento: anche il sentirsi di colpo stanchi senza una motivazione rappresenta un sintomo della tachicardia, in quanto il cuore è portato a lavorare più del normale.
  • Sincope: nei casi più gravi, la tachicardia può causare veri e propri svenimenti transitori. La causa è da ricercare anche in questo caso, come per le vertigini, nella compromissione della circolazione ematica a livello cerebrale.

Laddove si dovesse manifestare uno o più di questi sintomi, è sempre altamente consigliabile non fare finta di niente, bensì rivolgersi subito a un bravo cardiologo.

Cause comuni della tachicardia: da fattori emotivi a condizioni mediche

Da cosa è portata la tachicardia? Purtroppo sono numerose e diversificate le cause comuni di questo disturbo; alcune di esse sono transitorie e non pericolose, mentre altre richiedono un tempestivo intervento medico.

Vediamo qui di seguito quali sono le più tipiche.

  • Sforzo fisico: l’attività motoria, soprattutto se intensa, provoca un naturale incremento dei battiti cardiaci.
  • Febbre: anche l’innalzamento della temperatura corporea, segnale della risposta immunitaria dell’organismo nei confronti di un patogeno, può provare una temporanea tachicardia.
  • Fase digestiva: il cuore tende ad accelerare i propri battiti per coadiuvare il processo digestivo, specie se di pasti abbondanti e pesanti.
  • Stati emotivi: cuore e mente sono collegati, si sa. Ecco che dunque stati di tensione, di stress, paura o forti emozioni possono favorire l’instaurarsi del fenomeno tachicardico.
  • Farmaci: sono numerosi i medicinali che, come effetto collaterale, provocano tachicardia.
  • Caffeina, te e cioccolato: questi alimenti, per quanto buonissimi, contengono sostanze eccitanti e stimolanti che aumentano la frequenza cardiaca.
  • Alcol, fumo e droghe: nicotina e sostanze stupefacenti agiscono a livello del cuore, accelerandone i battiti.
  • Anemia: la riduzione di transferrina nel sangue rallenta il trasporto di ossigeno al cuore, che reagisce battendo più forte.
  • Ipertiroidismo: gli ormoni tiroidei, se prodotti in quantità eccessiva rispetto al normale, influiscono negativamente sul ritmo cardiaco.
  • Ipovolemia: emorragie e disidratazione possono provocare un minor quantitativo di sangue circolante nel corpo, il che implica un lavoro maggiore da parte del cuore per compensare, e di conseguenza portare alla tachicardia.
  • Ipossia: stesso discorso dell’ipovolemia, ma causata dalla diminuzione di ossigeno nel sangue.

La tachicardia provocata dalle sopracitate cause comuni non è generalmente grave e può essere risolta andando ad agire sul problema scatenante.

Esistono però anche cause patologiche responsabili della tachicardia, potenzialmente più pericolose e serie. Esse sono:

  • Cardiopatie: disfunzioni del cuore provocate da infiammazioni del miocardio, insufficienza mitralica o infarti non diagnosticati.
  • Alterazioni elettrolitiche: ovvero squilibri di magnesio, sodio, potassio e calcio, che alterano la normale contrazione del miocardio.

Sono poi molte le donne che sperimentano tachicardia in gravidanza, a causa di alterazioni della pressione arteriosa e della funzione tiroidea o di carenze nutrizionali.

Trattamenti tradizionali per la tachicardia e i loro limiti

Nella cura della tachicardia, la medicina gioca un ruolo fondamentale.

Tra i trattamenti tradizionali di prima scelta per porre freno a questo fastidioso disturbo rientrano infatti in primo luogo i farmaci convenzionali, il cui scopo è proprio quello di regolare la frequenza cardiaca.

Alcuni esempi dei più utilizzati? I beta-bloccanti, che oltre a diminuire i battiti del cuore riducono anche la pressione del sangue, andando ad agire direttamente sul sistema nervoso; gli antiaritmici, che, come suggerisce il nome, stabilizzano il ritmo cardiaco e i calcio-antagonisti, utili per rilassare i vasi sanguigni.

Nonostante apportino benefici alla salute umana, questi farmaci presentano anche degli effetti collaterali di cui tenere conto, come ad esempio disturbi del sonno e depressione (i beta-bloccanti) oppure vertigini, mal di testa e gonfiore alle caviglie (gli antiaritmici e i calcio-antagonisti). In alcuni casi, è anche possibile che si verifichi un incremento del disturbo cardiaco, anziché una sua risoluzione.

Nella schiera di approcci convenzionali rientra poi la cardioversione elettrica, che si basa sull’uso di impulsi elettrici per ristabilire la frequenza cardiaca normale. Pur godendo di alti livelli di efficacia, questo metodo può provocare l’insorgenza di altre aritmie e, siccome viene svolto in sedazione, causare reazioni avverse ai sedativi.

Laddove la terapia farmacologica non fosse sufficiente, poi, entra in campo la chirurgia, la quale agisce sul tessuto cardiaco che provoca l’aritmia, distruggendolo. Si tratta però di un intervento molto invasivo.

Migliori gocce naturali per alleviare la tachicardia

In alternativa ai farmaci convenzionali, è possibile ricorrere alla cura omeopatica per la tachicardia tramite l’assunzione di gocce naturali. Vediamo qui di seguito quelle più usate, con posologia e vantaggi.

Biancospino

  • Posologia: la dose consigliata varia; comunemente si raccomandano 60 gocce due volte al giorno preferibilmente dopo i pasti, diluite in un po’ d’acqua.
  • Perché può aiutare: il biancospino è indicato per chi soffre di palpitazioni ed aritmie perché ha proprietà rilassanti e cardioprotettrici. Contribuisce al benessere del cuore, migliora la circolazione, riduce la pressione e mitiga gli stati di ansia e stress.

Camomilla

  • Posologia: non specificata per le gocce, ma in alternativa è consigliabile assumere un infuso a base di camomilla ogni sera prima di coricarsi.
  • Perché può aiutare: la camomilla è antispasmodica e sedativa; rilassa i muscoli contratti e diminuisce stati di agitazione mentale, oltre a migliorare il sonno.

Valeriana

  • Posologia: 1-2 compresse (?) al giorno. Utile anche un infuso da bere prima di andare a dormire, preparato aggiungendo un cucchiaino di valeriana secca a una tazza d’acqua bollente.
  • Perché può aiutare: la valeriana gode di proprietà calmanti, che favoriscono uno stato di relax generale. Si usa in caso di ansia ed emozioni negative che provocano alterazioni del sonno e tachicardia.

Passiflora

  • Posologia: 40 gocce fino a 4 volte al giorno, ma la dose consigliata può variare in relazione al prodotto specifico.
  • Perché può aiutare: ha effetti ansiolitici che regolano l’attività del sistema nervoso in caso di ansia e stress, riducendo la tachicardia causata da queste condizioni.

Melissa

  • Posologia: usata per la preparazione di infusi e tisane.
  • Perché può aiutare: riduce ansia e stress, agendo di conseguenza su tutti i disturbi ad essi correlati, come la tachicardia.

Ashwagandha

  • Posologia: 30 gocce fino a 3 volte al giorno. Ci possono essere variazioni in base al prodotto.
  • Perché può aiutare: gode di proprietà adattogene; regola il sistema nervoso in caso di agitazione.

CBD (Cannabidiolo)

  • Posologia: da 2 a 5 gocce sublinguali fino a 3 volte al dì. Ricordarsi di agitare il flacone prima dell’uso, lasciando le gocce sotto la lingua per 60 secondi prima di deglutire. L’uso interno del CBD non è però regolamentato dalla legge italiana.
  • Perché piò aiutare: Il CBD viene impiegato nel trattamento dei sintomi ansiosi da lievi a moderati. Le gocce del CBD in particolare sono consigliate per migliorare i sintomi di ansia e stress e per regolare il ritmo cardiaco, grazie al loro effetto modulatore sul sistema cardiovascolare. Il CBD interagisce infatti con i recettori adenosinici nel cuore, attivandoli, migliorando il battito e la sua frequenza. Ha inoltre proprietà antinfiammatorie, utili per ridurre l’infiammazione sistemica, responsabile di alcune patologie cardiache e di conseguenza della tachicardia.
  • Studi scientifici: link studio 1, link studio 2.

Omega 3

  • Posologia: 1 grammo al giorno.
  • Perché può aiutare: Migliorano l’umore grazie alla diminuzione di ansia e stress e diminuiscono l’infiammazione dell’organismo.

Altri rimedi naturali per la tachicardia

Oltre alle gocce naturali, esistono altri rimedi utili per contrastare la tachicardia senza ricorrere ai farmaci. Vediamo i 10 più consigliati.

  1. Tecniche di rilassamento: lo stress aumenta i livelli di adrenalina nel corpo, per cui diminuirlo attraverso pratiche di meditazione, tai chi e yoga può giovare alla salute mentale e a quella del cuore. Un esercizio semplice ma efficace consiste nel sedersi con le gambe incrociate ed inspirare ed espirare lentamente, fino al raggiungimento dello stato di calma.
  2. Manovre vagali: la stimolazione del nervo vago, che collega il cervello al cuore, si è rivelata fondamentale per ridurre gli stati tachicardici. Questa pratica può essere eseguita anche in casa in totale autonomia, ad esempio tramite docce fredde o applicazione di un asciugamano freddo sul viso per 20-30 secondi. È comunque bene sentire sempre il parere del proprio medico.
  3. Idratazione adeguata: mantenere buoni livelli di idratazione dell’organismo migliora la circolazione sanguigna, riducendo il rischio di tachicardia e palpitazioni.
  4. Bilanciamento degli elettroliti: come detto in precedenza, squilibri di potassio, calcio, sodio o magnesio possono minare alla normale funzionalità del cuore. Per introdurre gli elettroliti, soprattutto in seguito ad attività fisica con intensa sudorazione, è bene mangiare alimenti ricchi di queste sostanze: banane, spinaci, avocado, patate dolci (potassio), verdura a foglie, frutti di mare, frutta a guscio (calcio e magnesio). No però al fai da te: risulta indispensabile chiedere consiglio al proprio medico prima di modificare drasticamente la propria dieta, perché un eccesso di elettroliti è ugualmente dannoso.
  5. Evitare stimolanti: tè, caffè e cioccolato agiscono negativamente sul sistema nervoso, provocando nervosismo ed irrequietezza. Eliminare dalle proprie abitudini il consumo di caffeina, tabacco e alcol è importante per la cura della tachicardia. Attenzione anche ai farmaci assunti, dei quali è sempre utile controllare i possibili effetti collaterali.
  6. Estratto di bacca di biancospino:  tipico della medicina popolare cinese, questo rimedio coadiuva il trattamento di turbe digestive, ma è utile anche per curare la tachicardia, le palpitazioni e l’ipertensione, come evidenziato da alcuni studi. Il biancospino, però, può interagire con i farmaci assunti per il cuore.
  7. Manovre di Valsalva: con questo termine si intende una tecnica di respirazione che consiste nella chiusura della bocca e del naso per poi tentare di espirare con forza. Così facendo, viene stimolato il nervo vago e viene ridotto il ritmo cardiaco. Un’operazione che di per sé sembra semplice, questa, ma che andrebbe eseguita sotto supervisione medica.
  8. Dieta equilibrata: alla base della salute, si sa, c’è sempre una dieta sana. Sì a frutta fresca, verdura, cereali integrali, proteine magre e grassi buoni, come quelli delle noci o delle pesche, che migliorano la salute cardiaca. Vanno invece limitati grassi saturi, grassi trans, sale, zuccheri e cibi processati o confezionati.
  9. Ridurre i livelli di stress: neanche a dirlo, lo stress è dannoso sotto diversi aspetti. Ridurlo nettamente nella quotidianità è pertanto salvifico. Per farlo, si può optare per la pratica della mindfulness o esercizi di respirazione profonda, riducendo al contempo l’assunzione di sostanze stimolanti. Anche l’atto del tenere un diario (journaling) sul quale imprimere le proprie paure ed emozioni può fornire giovamento.
  10. Esercizio fisico regolare: il fitness è importante per la salute del corpo umano. L’American Heart Association raccomanda 150 minuti di attività aerobica di intensità moderata alla settimana, ridotti a 75 se invece l’intensità è alta. Non è necessario tuttavia iscriversi in palestra o praticare sport complessi: anche solo le passeggiate veloci, purché costanti, agiscono positivamente sull’organismo.

Non tutte le tachicardie sono uguali, così come non lo sono gli individui che le sperimentano. Per questo motivo, è fondamentale studiare il proprio caso con attenzione, senza basarsi ciecamente su esperienze e consigli altrui.

Arrivando a leggere fino a qui, però, la domanda che magari vi state ponendo è: quando è possibile affidarsi ai rimedi naturali? Se la tachicardia è scatenata da stress, ansia, agitazione e nervosismo, le strategie di rilassamento e le cure omeopatiche elencate in precedenza potrebbero essere risolutive.

Se però la tachicardia si accompagna a segnali d’allarme come dolore al petto, difficoltà respiratorie, perdita di coscienza o sensazione di svenimento, è fondamentale rivolgersi al più presto al cardiologo, per scongiurare conseguenze potenzialmente letali dovute ad una compromissione dell’attività cardiaca.

Anche episodi frequenti o prolungati di tachicardia, non riconducibili a cause scatenanti, devono essere valutati da una figura medica specializzata in ambito cardiologico.

Mai sottovalutare infine l’importanza della prevenzione, grazie ad un controllo medico regolare, in particolare se si hanno precedenti di problemi cardiaci o se si notano cambiamenti nella normale frequenza del battito del cuore.

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